A lezione di salvataggio in acqua con il Terranova.

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A lezione di salvataggio in acqua con il Terranova.
 

A lezione di salvataggio in acqua con il Terranova.

Nell’articolo precedente (CLIKKA) vi ho scritto degli inizi e dell’approccio al salvataggio in acqua con il Terranova ed in questa particolare descrizione ho menzionato il concetto di cane istintivo. In questo breve articolo approfondiremo meglio questo concetto, dando spazio ad una delle caratteristiche primarie del pelosone acquatico. Una particolarità istintiva di alcuni Terranova sono provvisti è quella di “prendevi la mano”, cosa che avviene in acqua ma soprattutto a terra. Vi sto scrivendo con l’intento di farvi immaginare un percorso d’approccio a questo particolare ma emozionante mondo, presupponendo che tutto abbia inizio con l’arrivo in casa di un cucciolone di pochi mesi. Lui quasi sicuramente, in virtù dell’introduzione appena fatta, accennerà a volervi prendere per il polso, se così fosse, lo dovrete assecondare, poiché per il suo futuro addestramento sarà una di quelle doti che risulterà utilissima al fine dello stesso. Sicuramente riscontrerete sin da subito che il “piccolo” ha dei dentini sottili ma belli aguzzi e giustamente vi chiederete se la parte di formazione preveda anche l’agopuntura 🙂 . In realtà all’inizio dovrete un po’ sopportare, poiché il tenerone dall’animo nobile, non si rende conto minimamente che vi sta facendo un po’ male e tantomeno si renderà conto del tipo di pressione che esercita, poiché come già detto lo fa istintivamente. Quindi che fare? Procediamo con ordine, la cosa da evitare assolutamente è quella di ritrarre la mano o ancora peggio “sgridarlo” perché vi ha fatto male, se cederete all’isteria non farete altro che comunicargli che quello che ha appena fatto è sbagliato e quando “deciderete” di insegnargli a prendere un polso, risulterà per lui difficoltoso capire che voi ora volete una cosa che fino a poco tempo prima gli avevate vietato. Se il vostro cucciolo di Newfy cerca di prendervi la mano (cosa che generalmente fa quando arrivate a casa e vi viene incontro), quindi, sarebbe opportuno che vi accucciaste per permettergli di farlo porgendogli la mano, a quel punto strano ma vero… il grosso è fatto!

A lezione di salvataggio in acqua con il Terranova.
Nella foto: Dylan svolge un esercizio nel quale sta recuperando un manichino.

Ora, qualcuno a questo punto ribatterà: << sin qui tutto chiaro capo, maaaaa… la masticata come si può affrontare senza avere poi uno scolapasta?>>. Più che giusto amico mio, adesso ci arriviamo, vi passo un paio di  trucchetti per affrontare più serenamente questo fondamentale passaggio:

  1. Può essere utile indossare un guanto, (ottimo quello da lavoro) farà sempre male, ma sarà decisamente più sopportabile.       
  2. Se il cucciolotto vi sorprende impreparati e vi vuole beccare la mano, per farvi lasciare prima di sentire troppo male, imitate il verso del cucciolo che guaisce, lui quasi certamente lascerà la presa.

Naturalmente ogni volta che vi prende, gli dovrete fare tanti complimenti e coccole in modo che si abitui a quel tipo di azione, per poi gradatamente, con il passare del tempo, arrivare al comando PRENDI un attimo prima che lo faccia lui! In questo modo, abbinerà il comando ad una azione che lui compie già in maniera naturale e che a lui piace particolarmente, per cui quando arriverete al PRENDI rivolto ad altri oggetti che non sono la nostra mano, vi troverete avvantaggiati.

A lezione di salvataggio in acqua con il Terranova.
Nella foto: Dylan svolge il recupero del figurante “trainandolo” per mano.

Il discorso appena fatto è valido solo se il nostro cucciolotto è istintivo, ma se non lo è e non accenna a prenderci la mano, ci armeremo di tanta pazienza e cercheremo di invogliarlo a farlo. Quindi gli metteremo la mano già munita di guanto davanti al tartufo, muovendola su e giù, a destra e sinistra, tanto da incuriosirlo e dopo qualche tentativo infruttuoso dovrebbe decidersi a prendervi la mano. Se con questo semplice trucchetto, il vostro Newfy non si dovesse dimostrare poi così interessato a quel tipo di interazione, un altro sistema è utilizzare una corda, possibilmente di diametro abbastanza grande, con gli stessi movimenti detti prima. Probabilmente il cucciolo a questo punto prenderà la corda per giocarci, dovrete prestare attenzione a non tirarla troppo, poiché essendo ancora piccolo potreste correre il rischio di fargli male, pertanto cautela! Il trucco della corda ha comunque un intrinseco fine, cioè quello di prepararlo al traino del gommone (nella foto).

A lezione di salvataggio in acqua con il Terranova.
 
Al comando PRENDI sarà utile abbinare il comando LASCIA. Questa combo, ha uno scopo bivalente, cioè di passare da un ordine particolarmente facile e chiaro come “stringimi la mano”,  ad un secondo molto importante quale “lasciami la mano”. Nel secondo caso, vi renderete conto andando avanti che è un altro di quei comandi fondamentali per l’addestramento al salvataggio in acqua. Inizialmente non sarà semplicissimo fargli lasciare la presa, ma come in tutte le tecniche di educazione cinofila che si rispettino, il miglior amico dell’uomo in questo caso è il bocconcino 😉 . Se preferite potete sostituire il premio alimentare con un giochino, ma alla fine della fiera il risultato non cambia, lui (golosone) cederà alle lusinghe del premio e finalmente rientrerete in possesso della vostra mano. A quel punto, senza indugiare, dovrete elogiarlo esagerando con i complimenti. Il risultato perché sia eccellente, dovrà contestualmente a quanto detto prima dare, offrire come risultato finale, che il “pupone”, dopo il PRENDI, lasci la presa solo al comando LASCIA e non prima. In conclusione: vi faccio un esempio di un utilizzo “diverso” della presa al polso che io e mia moglie adoperiamo adesso con il nostro Dylan (19 mesi – le immagini dell’articolo lo ritraggono in azione) e prima di lui, con tutti i nostri Terranova. Siccome ad ogni 4zampe può capitare di dover uscire per i propri bisogni, considerando che uno dei sistemi che utilizzano in molti è quello di “grattare la porta”, per farcelo capire in modo inequivocabile, ci è sembrato più costruttivo insegnargli che se voleva avvertirci dell’impellente bisogno fisiologico, era necessario appunto, venirci a prendere per il polso e accompagnarci alla porta. Il problema è se state anche voi facendo pipì in bagno… ma questa è tutta un’altra storia! 😉 Alla prossima puntata…

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