Agility, All or…

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Agility, All or nothing!

Il Presidente dell’AIA Giulio Zannella Intervista Gianluca Schingaro reduce con Encore dal mondiale di Agility a Bologna… Una domanda che forse alcuni di voi si saranno posti in qualche momento della propria vita è: << quali sono i pensieri che precedono un cantante, un politico, un pugile, un ragazzo prima di un esame o un atleta prima di una prestazione? Quali emozioni prova prima di lanciarsi in un esibizione per la quale ha lavorato tanto? >> beh… in questo caso abbiamo voluto raccontarvi anche questo… (in questo percorso mentale En è l’abbreviazione di Encore).

Nella mente di Gianluca (e chissà forse anche in quella di Encore): “ Okay, mancano solo cinque cani… Ennina sei pronta? Twist twist, rond rond… bravaaaa… catch catch (Ennina prende il gioco).
Va bene, allora… com’era il giro? Ah si!! OP ..En OP, SU SU SU… sgancio dalla zona, OP OP En OUT OUT En SLALOM SLALOM… ALE’ DAIDAIDAIDAI, chiamo, aereoplanino En, LEFT LEFT… En LEFT, SALI SALI, TOCCA!!! OKAY OUT OUT PIVOT LEFT TUBO TUBO… BI BI PIVOT TUBO, PASSA PASSA OUT, corro di brutto LUNGO aereoplano back DAI DAI OP… Ok ci siamo! Eccoci, ancora una volta tu ed io, questo terreno, questo percorso, il palazzetto… che bello il palazzetto, che bella la curva italiana… tifano per noi Encorina… ok tocca a noi… DAI FORZA!!!
L’annuncio: ALLA PARTENZA IL NUMERO 211 GIANLUCA SCHINGARO CON ENCORE… ITALY”
En…sei prontaaa… unooo dueeee… okayyyy!!!

Giulio: Gianluca sei reduce dall’Agility Word Championship a Bologna con la squadra italiana del Large, dove avete vinto l’Agility, mentre nelle prove individuali sei risultato il migliore degli italiani con un undicesimo posto in combinata… potrebbe sembrare poco, ma per gli addetti dell’Agility è già moltissimo! Al di là di ciò, quale è il tuo bilancio personale di questo mondiale? 

Gianluca: Assolutamente positivo, mi sono sentito pronto, carico, concentrato, pieno di grinta e con una gran voglia di fare. Io ed En abbiamo dato il massimo su ogni giro! Era la mia prima esperienza in una competizione a squadre del mondiale e direi che è andata molto bene, peccato per il primo giorno, qualche imprevisto ci ha impedito di aggiudicarci anche il Jumping e di conseguenza un bellissimo piazzamento in combinata… vabbè pazienza… fa parte del gioco. Invece vincere l’Agility per me e per i miei compagni di squadra ha significato molto, abbiamo dimostrato che potevamo farcela e che possiamo giocarcela anche con i più forti!!! In individuale invece, più di così non potevamo fare… abbiamo dato tutto ciò che avevamo ed alla fine abbiamo conquistato un undicesimo posto che ci colloca comunque tra i migliori al mondo.

Giulio: Parliamo di Agility in generale in quanto sport a tutti gli effetti: per arrivare ai vertici delle classifiche quali sono i principali requisiti che una coppia a 6 zampe deve avere? La preparazione del cane è fondamentale, ma anche quella atletica del conduttore è importante? Quanto tempo dedichi per te e i tuoi cani in questo sport? L’agility è in continua evoluzione, per alcuni sta già diventando uno sport “estremo” visto le performance estenuanti che richiede questa attività, pensi che tutto ciò possa danneggiare la salute del cane?  

Gianluca: Cavolo Giulio è una mitragliata di domande questa… ahhahaha… ok incomincerei dal fatto che l’Agility è diventato uno sport a tutti gli effetti, ed essendo conduttore e cane degli atleti occorre che entrambi abbiano un certo tipo di preparazione. La preparazione fisica del cane è alla base di tutto, poiché migliora le performance in campo e preserva la sua salute. Quindi un cane ben allenato fisicamente va più forte e rischia meno di farsi male. Io lo faccio con i miei cani e mi faccio seguire da una specialista in materia che mi ha spiegato l’importanza del riscaldamento, del defaticamento, dello stretching e quale sia il migliore modo per farlo. Dò molta importanza anche all’alimentazione, equilibrata e sana che fornisca ai miei cani ciò che occorre per compensare gli sforzi e mantenerli in salute. Per quanto riguarda la preparazione fisica del conduttore, ritengo che sia altrettanto importante, ma non così fondamentale, o meglio non per tutti. Le tecniche di preparazione del cane nell’Agility hanno raggiunto livelli altissimi, alcune di queste sono adottate appunto per sopperire alle mancanze fisiche dell’uomo (che raramente potrà essere più veloce del cane). Pertanto è sufficiente che anche senza la vicinanza del conduttore, i cani recepiscano ed eseguano alla perfezione e alla massima velocità i comandi. Trovo questo tipo di preparazione molto affascinante e spettacolare da vedere. Tuttavia ritengo che la cosa migliore che si possa ottenere è la la somma delle due preparazioni. Non solo conduzione (quando il conduttore è davanti al cane e gli indica l’ostacolo da superare), non solo addestramento del cane, ma entrambe. Credo molto invece, più che nella preparazione fisica del conduttore, in quella mentale. Un conduttore deve avere la mente lucida, per riuscire a ricordarsi tutto ciò che ha deciso di fare in ricognizione, purtroppo però è più facile a dirsi che a farsi. In gara, ma soprattutto ad un mondiale entrano in gioco ansia, paure ed eccessiva tensione, che influenzano negativamente la performance. Io dopo averci lavorato tanto sono riuscito ad ottenere la cosiddetta mentalità vincente; anche alla gara più importante del mondo non bisogna mai perdere di vista l’obbiettivo e riuscire a gestire le proprie emozioni e trasformare ansia, paure e tensione in benzina che mi permette di fare bene. Quindi per concludere, ritengo che, oggi come oggi, un binomio per poter concorrere ai massimi livelli e fare bene, debba avere: un’adeguata preparazione fisica, una ottima preparazione in Agility del cane, un conduttore con la giusta mentalità e in ultimo ma non ultimo… tanto ”Cuore”!!!

Giulio: Tu sei molto giovane, pensi che il futuro dell’Agility sia solo per i giovani? Conta secondo te di più l’esperienza o l’atleticità?

Gianluca: In realtà sono molto giovane poichè mi sono avvicinato a questo meraviglioso sport molto presto, infatti avevo solo undici anni quando ho incominciato ad esplorare questo mondo, anche se ricordo che come atleta facevo un po’ schifo… ahahahah!!! Essendo l’Agility basato sulla simbiosi che si viene a creare attraverso il lavoro con un cane, credo che alla fine conti di più l’esperienza.

Giulio: I giovani alle gare di tutti i giorni sono sempre pochi, cosa credi si potrebbe fare per loro?

Gianluca: I giovani sono pochi, ma in Italia vantiamo una bellissima e agguerritissima Nazionale Juniores, di cui tempo fa ho fatto parte. Il livello dei Juniores si è alzato tantissimo e abbiamo ottimi “binomi” che faranno strada anche nelle gare dei più “grandi”. Quando un giovane si avvicina al mondo dell’Agility e al lavoro con i cani, la cosa migliore che si può fare è nascondere il più possibile l’aspetto agonistico della disciplina ed evidenziare di più il divertimento e la bellezza di lavorare con il proprio fedele 4 zampe. Questo non vuol dire tralasciare la giusta preparazione e prendere sottogamba la disciplina, ma dare valore e priorità all’aspetto principale dell’Agility… il divertimento con il proprio compagno di avventure.

Giulio: So che uno dei motti in cui credi è “all or nothing”: una filosofia molto aggressiva e a volte rischiosa! La vivi ad oltranza o ci sono delle eccezioni?

Gianluca: E’ vero, tutto o niente è il mio modo di intendere lo sport… c’è solo un modo per vincere, ed è quello di dare sempre il massimo non risparmiandosi mai, cercando di non scegliere la strada più facile e sicura, poiché a mio avviso credo non sia quella che ti permette di eccellere; la mia “forma mentis” mi impone in ogni gara, che sia di selezione, una semplice sagra di paese o il mondiale, di tirare sempre fuori il meglio da me ed il mio super peloso. Questo non significa dover tirare dall’inizio alla fine ad ogni gara al quale si partecipa, ma cercare sempre il modo più profittevole di battere il percorso che si affronta.

Giulio: Le “regole” come in ogni “gioco” (nel senso più alto del termine), anche nell’Agility sono alla base di questo sport. In genere le regole permettono di effettuare un confronto fra le prestazioni fornite da squadre o da singoli atleti ed è questo confronto che rende questo sport, appassionante ed avvincente… ma come si dice “fatta la regola trovato l’inganno”. Quale regola cambieresti per migliorare la disciplina?

Gianluca: La regola che cambierei è quella di permettere ai cani “non di razza” di partecipare al campionato italiano e mondiale FCI/ENCI; quindi mi piacerebbe che vi fossero delle gare che si concludano con una finale, nella quale il miglior “binomio non di razza” vincesse il titolo rimanendo in carica per un anno.

Giulio: Sogni nel cassetto e speranze per il futuro?

Gianluca: L’Agility negli ultimi anni mi ha regalato oltre che tanti successi anche fortissime emozioni, grazie alla mia fedele compagna di avventure Encore, ho raggiunto traguardi che un tempo credevo fossero impossibili da raggiungere, pertanto mi ritengo soddisfatto del presente, ma lavorerò sodo anche per poter vivere un futuro altrettanto appagante. Non smetterò mai di lavorare e migliorarmi per poter praticare al meglio la mia adorata AGILITY!!!

Con questa speranza lasciamo i giovani Gianluca Schingaro e la cagnetta Encore e vi invitiamo alla prossima news sul magico mondo dell’Agility, nel quale parleremo del prossimo avvenimento del mese di Novembre… a presto!

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