Che storia questa Agility…

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Che storia questa Agility…
 

Che storia questa Agility Dog!!!

A volte mi chiedo cosa stavo facendo trentotto anni fa!  Ero quasi maggiorenne e stavo per finire il Liceo Artistico (l’anno successivo), innamorato da sempre dei cani ma senza la possibilità di averne uno, in quanto la mia famiglia era contraria. Ci vollero due decenni per realizzare il mio sogno! Negli stessi momenti in una nazione per me allora lontanissima, l’Inghilterra, nasceva l’amata Agility! Trentotto anni sembrano tanti, molti dei “Campioni” di oggi non erano ancora nati, ma per una disciplina sportiva è veramente nulla in confronto ad altre come l’Atletica o come la più simile Equitazione che hanno una storia millenaria. Nonostante ciò, questo sport sta vivendo un successo evolutivo da record! In effetti in questi trentotto anni l’Agility si è affermata in maniera esponenziale, diventando la prima disciplina sportiva nel campo cinofilo.

Ma torniamo alla storia: Peter Meanwell e John Varley, organizzatori di una delle più grandi manifestazioni cinofile che ancora oggi si tengono appunto in Inghilterra denominata Crufts, nel lontano 1977 decisero di intrattenere il pubblico in un momento di pausa tra gare di Obidience con un’esibizione di Agility Dog. L’idea era nata da poco da Peter Lewis e John Gilbert osservando i concorsi ippici ad ostacoli: essi pensarono che anche i cani avrebbero potuto divertirsi saltando, con le dovute proporzioni, degli ostacoli. Da subito i fattori che hanno guidato le regole dell’Agility erano due: divertimento e sicurezza; ovvero che tutti (pubblico, conduttori e cani) dovevano divertirsi e che l’evento però non doveva essere pericoloso soprattutto per i cani. L’Agility ebbe subito un grande successo probabilmente per l’evidente felicità manifestata dai loro amici a quattro zampe che si divertivano a saltare liberi davanti ad un numeroso pubblico: questa fu ed è la principale prerogativa del successo dell’Agility. Va inoltre ricordato che erano percorsi individuali ma i partecipanti erano riuniti in squadre per club, composte da 4 binomi (conduttore più cane) più una riserva e chi vinceva era il club; questa modalità probabilmente era ritenuta più spettacolare e riscuoteva più successo. E’ mio parere che il successo di tale attività cinofila risieda anche nella facilità di comprensione, per lo spettatore, delle regole base: velocità e precisione sono i due elementi che chiunque riesce a percepire; di fatto non così facilmente questo accade in altre discipline cinofile ove solo un giudice esperto (con un alto grado di discrezionalità) riesce a stabilire il più bello o il più obbediente o il più aggraziato. Detto ciò ci vollero una dozzina di anni per far approdare l’Agility in Italia, passando dalla Francia, grazie ad alcuni storici club piemontesi (GARU, CCT, ACUV) che organizzarono stages (1988-1989) con Jean Pierre Garcia e successivamente lo stesso Peter Lewis. Il debutto ufficiale sulla scena internazionale dell’Italia agilitystica fu a Parigi nel 1989 al Master Europeo con un’onorevole ultimo posto a testimonianza delle difficoltà che questo sport mette in campo per una sua buona riuscita. L’E.N.C.I. (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana), l’anno successivo riconosce l’Agility e approva il primo regolamento Italiano di Agility Dog, che verrà più avanti migliorato. Per l’Italia ci vollero sei anni per avere un riconoscimento di tutto rispetto, a livello internazionale; nel 1996 la squadra composta da Massimo Perla, Chiara De Martini, Arnaldo Benini e Vittorio Papavero conquistò il secondo posto alla prima edizione del Campionato del Mondo di Agility (prima di allora venivano disputati Campionati Europei). Passano altri otto anni e ancora l’Italia sfiora ripetutamente il primo posto; è l’anno 2004 e la nostra squadra Large, composta da Ezio Bertuletti con Cruz, Gianni Orlandi con Luna e Simona Buffoli con Indi, arriva terza al Mondiale di Agility e dove Ezio Bertuletti nell’individuale conquista anche lì un bronzo. Non a caso Ezio Bertuletti è l’attuale Vicepresidente Nazionale dell’AIA e Simona Buffoli lo è stata nel passato Consiglio; entrambi dirigenti di due dei più importanti Club Italiani di Agility. Nel dicembre 2005 è stata organizzata una riunione alla quale hanno partecipato numerosi rappresentanti di club/associazioni italiani oltre che praticanti. Da questa riunione nacque la volontà di creare una associazione a livello nazionale che promuovesse lo sviluppo e la crescita dell’Agility sul territorio. Nel marzo 2006 è ufficialmente nata l’A.I.A. (Associazione Italiana Agility) e dal maggio dello stesso hanno è stato composto il primo Consiglio Direttivo. Il primo anno è stato impiegato per organizzare le attività e fare conoscere l’associazione in Italia e nel 2008 sono state avviate le prime 3 iniziative:

  1. Campionato Regionale.
  2. Campionato Italiano Giovani Conduttori.
  3. Campionato Italiano a Squadre.

Nel 2009 è stato approvato il nuovo regolamento elettivo e eletti i primi Comitati regionali allo scopo di facilitare il coinvolgimento di tutti i praticanti. In questi dieci anni di attività l’Agility, grazie anche ad A.I.A., si è notevolmente evoluta e migliorata; tuttavia di contro si è assistito ad un proliferare di Campionati organizzati da vari Enti di Promozione Sportiva che hanno saturato, con continui sovrapposizioni, il calendario delle gare. A fronte di ciò A.I.A., da quest’anno, ha deciso di “fondere” il proprio Campionato con quello di CSEN CINOFILIA (Centro Sportivo Educativo Nazionale) e di dedicarsi prevalentemente a grossi eventi unici e indipendenti all’insegna del puro divertimento (per tornare alle origini della disciplina), oltre a numerose iniziative di base (stage, seminari, settimane vacanza, convegni, etc.). È in questa logica che si inserisce il Mundialito A.I.A. svoltosi recentemente (alla sua terza edizione) che ha avuto un grandissimo successo con 400 partecipanti iscritti, di cui ne abbiamo già parlato (vedi articolo Grande Agility al Mundialito… su Consulpets e video in allegato).

Per il 2016 A.I.A. ha programmato 4 eventi, due completamente nuovi e due di tradizione (anche se migliorati e perfezionati) che si susseguono ogni tre mesi circa ed ognuno con caratteristiche differenti:

1. International Open Cup AIA (6 marzo) – gara individuale in un giorno – Agility + Jumping di qualifica e una Finalissima di Fantagility (una novità per l’Agility).
2. Mundialito A.I.A. (18/19 giugno) – gara a squadre di due giorni – Agility + Jumping + Agility a staffetta + Tunnel cup di qualifica e una Finalissima di Agility a staffetta + Tunnel cup.
3. Coppa Italia (8/9 ottobre) – gara a squadre per Club di due giorni – Agility + Tunnel-cup + Gamblers + Jumping + Slalom-cup + Snokers di qualifica e una Finalissima di Agility a staffetta.
4. Caniadi Aia (18 dicembre) – gara a coppie – Agility a staffetta +Jumping a staffetta di qualifica e una Finalissima di Agility a staffetta-KO.

Tutto è basato su un rapporto di giocoso divertimento; ci vuole molta complicità e innegabili contenuti tecnici. La preparazione del cane è lenta e laboriosa, così come quella del conduttore; almeno un paio d’anni per ottenere i primi risultati a livello agonistico. Se dovessi dare un consiglio ad un neofita direi che la cosa più importante è scegliersi un bravo istruttore che faccia parte di un centro ben attrezzato; nulla di peggio che iniziare con il piede sbagliato: se si sa come fare, il cane e con lui il conduttore, imparano presto e facilmente senza errori. E’ invece facilissimo commettere errori di istruzione, che poi necessitano di molto tempo e lavoro per essere corretti; solitamente i cani apprendo tutto, soprattutto da cuccioli, compreso gli atteggiamenti negativi ed è necessario che questi siano il meno possibile. L’Agility è affascinante proprio nel vedere l’apprendimento del cane che, dal nulla adagio adagio, compie delle evoluzioni impensabili e arriva a dei livelli di complicazione degli esercizi con una precisione sbalorditiva. L’Agility per il conduttore è velocità, precisione, tempismo, memorizzazione, astuzia, conoscenza del proprio “compagno a quattro zampe”, costanza e in sintesi agilità, non per niente si chiama Agility. Io ho iniziato per curiosità, vedendo gli altri, senza pretese, poi la cosa mi ha preso, soprattutto per i fallimenti, e sono travolto dalla voglia di migliorarsi ma soprattutto nel vedere il mio cane divertirsi come non mai. E’ uno sport divertente che migliora il rapporto con il nostro cane; lo consiglio a tutti, senza limiti. Un futuro radioso attende sia per l’Agility che per la nostra Associazione. Un saluto a tutti per un felice 2016… ci vediamo sui campi di gara!

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