La formazione di base del cane da salvataggio in acqua.

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La formazione di base del cane da salvataggio in acqua.
 

La formazione di base del cane da salvataggio in acqua.

Un cane da salvataggio, affinché possa svolgere la sua attività al meglio e in totale sicurezza, deve ricevere una preparazione a 360 gradi. La sua formazione incomincerà con un’educazione di base a terra, che avrà il compito di creare una certa complicità tra il cane e il suo conduttore, imparando al contempo i primi comandi, o meglio «segnali», perché possa vivere serenamente a fianco al proprietario durante tutto il suo arco vitale. Una volta imparate le basi e creato un legame molto stretto tra cane e conduttore e aver appreso i primi segnali essenziali – seduto, terra, piede, resta, vieni, porta e lascia – è possibile dedicarsi ad una fase più specialistica dove l’unità cinofila – il cane e il suo conduttore – imparando nuovi segnali, contemporaneamente iniziano il percorso formativo in acqua.

La formazione di base del cane da salvataggio in acqua.
 
Durante questa fase di formazione avanzata i segnali da apprendere sono di tre tipi:

  • Quelli di movimento;
  • quelli direzionali;
  • quelli d’acqua.

I segnali avanzati di movimento sono quei comandi che ci aiuteranno a gestire meglio la situazione «spiaggia»: fermo, box, indietro, sali, scendi e salta. I segnali direzionali invece sono quelli che ci permetteranno di inviare il cane a recuperare un oggetto a distanza e sono simili ad alcuni comandi che si usano nel riporto: vai, destra, sinistra, back. Attenzione però che il cane non andrà mai inviato da solo a soccorrere persone in pericolo, per l’incolumità dello stesso cane e della persona in difficoltà, come non andrà mai inviato neanche vicino a nuotatori sconosciuti, che non avendo confidenza con lui potrebbero spaventarsi e creare situazioni pericolose. Infine, i comandi d’acqua sono quei segnali che servono al conduttore per gestire il cane specificatamente in acqua e sono: gira, nuota, riva, riposo. C’è da aggiungere che, com’è facilmente comprensibile, alcuni dei comandi che si imparano ed usano a terra potranno e dovranno essere utilizzati anche in acqua, questi sono lascia, porta e vieni. Tutti questi elencati sono i comandi principali che permettono all’unità cinofila di muoversi in maniera educata e agile in una spiaggia affollata e di portare a compimento con successo un intervento di soccorso in mare, ma se ne potrebbero aggiungere comodamente degli altri. Prossimamente spiegheremo il significato di ognuno e illustreremo alcune situazioni dimostrative di utilizzo.

La formazione di base del cane da salvataggio in acqua.
 
Verso la fine del percorso verrà insegnato ai cani a tuffarsi da altezze crescenti, senza mai esagerare in altezza per non mettere a rischio il loro benessere fisico e a salire, scendere e rimanere in attesa a bordo di piccole imbarcazioni, solitamente pattini da salvataggio a remi o gommoni a motore. Ogni unità cinofila avrà dei tempi di apprendimento diversi, dovuti all’età del cane, alla razza, alle capacità del conduttore, ma anche ad un insieme di molteplici fattori quali ad esempio il tempo che i due trascorrono assieme, l’ambiente frequentato, il metodo d’insegnamento, i compagni di corso, l’esperienza del conduttore e quella dello stesso cane: un cane abituato ad apprendere, perché proveniente da altre discipline, inevitabilmente sarà avvantaggiato rispetto ad un cane adulto che non è mai stato avvicinato ad alcuna disciplina cinofila. Sicuramente anche il metodo d’insegnamento adottato avrà la sua importanza. Tutto il percorso formativo dovrà avvenire facendo divertire il cane. Quest’ultimo dovrà vivere il tutto come un gioco, così da mantenere costantemente attivo (e crescente), l’entusiasmo nell’eseguire gli esercizi, per avere quindi una risposta sempre certa e pronta da parte sua e garantire un soccorso immediato in situazioni reali d’emergenza. Per ottenere risultati soddisfacenti perciò i metodi dovranno risultare sempre gentili e appassionanti per il nostro fedele amico e dovremo stare attenti a non esagerare con sessioni di addestramento troppo lunghe, avendo la capacità di capire quando fare una pausa per non arrivare mai al punto di annoiarlo. Importantissimo sarà pure il luogo dove si eseguiranno gli addestramenti. Sarà bene inizialmente scegliere una zona tranquilla, possibilmente con una spiaggia di sassolini, con poco movimento d’acqua e clima sereno con temperature ideali, per poi passare a diverse tipologie di litorale, sabbia, terra, cemento e diverse circostanze ambientali, moto ondoso, vento forte, pioggia, etc.. In questo modo le unità cinofile di soccorso impareranno a gestire qualsiasi situazione – in sicurezza! – e solo a quel punto potranno definirsi pronte.

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