La importanza del gioco nel cane da ricerca…

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La importanza del gioco nel cane da ricerca…
 

La importanza del gioco nel cane da ricerca in superficie e da catastrofe

Nelle attività di ricerca dispersi sia in superficie che sotto le macerie, considero personalmente il gioco come il combustibile che alimenta il motore del nostro cane. A differenza delle precedenti situazioni, in queste attività riveste un’importanza primaria il gioco del cane con il figurante. Risulta indispensabile quindi che il cane sia abituato a giocare con gli estranei e a distanza dal proprio conduttore. I giochi con la pallina o con il salamotto evocano dei comportamenti istintivi, ancestrali e innati che possono essere considerati “primordiali” e che anche nei cani, degni discendenti dei lupi, sono ancora ben presenti. Parliamo di pulsione predatoria intesa come qualità endogena che fa si che un cane rincorra tutto quello che si muove, specialmente se a scatti e munito di pelo. Per intenderci l’istinto è l’impulso che spinge a reagire per raggiungere un particolare obiettivo tramite schemi innati. Esistono istinti primari (fame, sete, sessualità) ed istinti strumentali che supportano i primi (seguire una traccia olfattiva di un selvatico anche se non si ha fame): sono istintivi la rincorsa della preda o i movimenti di pulizia del corpo. Altro concetto da sottolineare è la motivazione”: bisogna pensare che le motivazioni modulano le risposte istintive; infatti la motivazione può essere definita come una forza interiore che origina, sostiene e dirige il comportamento. L’insieme delle motivazioni delineano il carattere di un soggetto: indicano quali attività sarà pronto a compiere, cosa sceglierà nel mondo e quali comportamenti sceglierà di manifestare. Conoscere l’insieme delle motivazioni significa capire su quale contesto poter agire per rinforzare l’espressione comportamentale di una specie. Alla base della motivazione ci sono i “bisogni” che creano la forza interiore che spinge all’azione. I bisogni derivano da uno stato di privazione, soprattutto a livello psicologico (un cane a digiuno diventerà necessariamente un animale attivo e questa condizione di privazione lo spingerà a effettuare alcuni comportamenti richiesti dal suo conduttore). Quindi qualsiasi processo educativo deve puntare sull’interesse, termine strettamente legato a quello della motivazione. Infatti motivare un cane significa riuscire a stimolarlo.

La importanza del gioco nel cane da ricerca…
 
Nel metodo di insegnamento definito del “rinforzo positivo”, si andranno a rinforzare quei comportamenti che necessitano di essere ripetuti, la posizione base durante la condotta, il raggiungimento della posizione del terra, l’abbaio durante l’identificazione del figurante che rappresenta la segnalazione del ritrovamento. Tra i diversi rinforzi che la psicologia canina e la pratica ci mette a disposizione, rinforzo alimentare, rinforzo sociale, rinforzo di secondo ordine, quello definito rinforzo attivo o meglio il gioco rappresenta quello che utilizzeremo nelle nostre sedute di allenamento (il gioco con la pallina, il tira e molla) seguendo i tempi e i modi di somministrazione e gestione delle risorse ormai ben conosciuti. I processi mentali che si attivano durante le sedute di allenamento devono puntare sempre sull’interesse. Sarà indispensabile creare nel cane delle aspettative di gioco piacevoli e gratificanti che gli daranno anche la possibilità di ricreare dei comportamenti atavici e innati e che ne condizioneranno i modi di agire a favore delle attività cinofile. Il gioco è il modo più naturale e spontaneo di allenare, preparare, addestrare ed educare un cane. A differenza dei rinforzi consumabili, alimentari, quelli attivi scatenano nel cane delle motivazioni diverse e con le quali si riesce ad ottenere dei risultati diversi e in tempi differenti. Un cane che gioca con una pallina, abituato a rincorrerla, riportarla al figurante/conduttore per far scattare un combattimento amichevole, il tira e molla, potrà essere facilmente indirizzato verso numerose attività cinofile d’interesse sociale, sportivo o istituzionale. Sarà cura dell’istruttore cinofilo analizzare il cane, individuare le predisposizioni di razza, identificare quindi il modo di giocare più adeguato al soggetto e soprattutto scegliere il tipo di gioco più adeguato per forgia, consistenza, misura e tipologia (un cane da gregge e da caccia prediligerà il rincorrere una palla e il riporto, un cane da guardia avrà un interesse maggiore sul possesso di un oggetto e quindi sul tira e molla). Conoscere le motivazioni di un cane è indispensabile per dare benessere inteso come qualità di vita e benessere fisico.

La importanza del gioco nel cane da ricerca…
 
La conoscenza in generale delle attitudini, delle motivazioni e delle vocazioni dei cani suddivisi nei 10 gruppi di razze della F.C.I., può offrire all’istruttore un buon punto di partenza per l’identificazione della tipologia di gioco preferito. In generale, infatti, il cani guardiani che sono inglobati nel gruppo 1, Cani da Pastore e Bovari hanno, di norma, un’alta motivazione territoriale, possessiva, protettiva e affiliativa. Mentre i cani conduttori del gregge, sempre del gruppo 1 hanno, di norma, un’alta motivazione collaborativa, predatoria, competitiva, comunicativa e cinestetica. I cani del gruppo 8, Cani da riporto, Cani da cerca, Cani da acqua, hanno di norma, un’alta motivazione predatoria, perlustrativa/esplorativa, cinestetica, affiliativa, epi/et-epimeletica, di ricerca, sillegica e hanno una bassa motivazione territoriale, protettiva, competitiva, possessiva. Conoscendo i meccanismi mentali del cane, i metodi di apprendimento e le tecniche di rinforzo, avremo le capacità e la possibilità di addestrare un cane super.

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