L’apprendimento e la memoria muscolare nel cane sportivo.

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L’apprendimento e la memoria muscolare nel cane sportivo.
 

L’apprendimento e la memoria muscolare nel cane sportivo.

Mi è capitato recentemente di partecipare, come presidente dell’Associazione Italiana Agility, alla commissione d’esame al corso finale per Istruttori di Agility Dog di Terzo Livello AIA tenutosi presso il centro di formazione cinofila Corinto di Castiglione del Lago (PG), riconosciuto dal Coni tramite Csen, che è il più importante Ente di Promozione Sportiva Italiano. Un corso molto impegnativo, durato più di un anno (240 ore distribuite in vari week end) che ha visto numerosi docenti italiani ed esteri (più di 15) intenti nella preparazione di futuri Istruttori di Agility. Non tutti quelli che sono partiti a inizio corso hanno terminato l’iter! Tuttavia una dozzina si sono presentati all’esame finale, durato due giorni: un concentrato di teoria e pratica solo di Agility. Mi sono piuttosto stupito come il livello di preparazione generale fosse molto alto, a testimoniare che quando le cose si fanno bene susseguono anche i risultati. I candidati sono stati chiamati a cimentarsi in varie prove e tra queste vi era l’elaborazione di una “tesina” scritta su un tema a loro piacimento riferito all’Agility.  Molte erano interessanti, tra queste una mi ha particolarmente colpito, quella preparata da Gabriele Lepri: “l’apprendimento e la memoria muscolare nel cane”. Cercherò di sintetizzarvi alcuni argomenti trattati sperando di non essere troppo noioso; a ben vedere, l’automatismo nel cane sportivo è un argomento che spesso mi capita di affrontare con i miei allievi sul campo per spiegare loro molti esercizi che, per la loro ripetitività, sembrano inutili. Sappiamo che il cane ha svariati modi di apprendere, non ci credete? Pensate che è già tanto se vi dà retta, figuriamoci se ha più modi di apprendere qualcosa? Ebbene sì! E se la volete sapere tutta, l’elenco dei tipi di apprendimento non è neanche breve:

  • Istintivo;
  • intuitivo;
  • autoapprendimento;
  • sociale;
  • per assuefazione;
  • per imitazione;
  • complesso o cognitivo;
  • per associazione;
  • discriminativo;
  • per approssimazioni graduali;
  • latente;
  • per condizionamento;
  • per abituazione,
  • per sensibilizzazione;
  • per “insight”.

Come vedete sono molti i tipi di apprendimento e sicuramente ne ho tralasciato qualcuno; tutti utilizzati dal cane durante la sua esperienza di vita. La tesina, di cui parlavamo, dapprima affrontava alcuni di queste modalità di apprendimento del cane, successivamente approfondiva il tema della memoria che è strettamente connessa al precedente; senza memoria l’apprendimento è nullo. Generalmente si distinguono quattro tipi di memoria:

  • Immediata;
  • a breve termine;
  • intermedia;
  • a lungo termine.

Per gli sport praticati con i cani, la memoria più importante è quella a lungo termine che consente loro di ricordarsi ciò che apprendono. Precisiamo che la maggior parte dei cani, ricordano eventi specifici solo se questi sono utili alla loro sopravvivenza. Per capirci non ricorderanno di aver rotto qualcosa, ma ricorderanno dove si trova del cibo da tempo nascosto (ad esempio il classico osso). In tal senso è importante mettere in atto principi legati al rinforzo (cibo o gioco) e alla sua ripetizione. Gran parte dell’educazione del cane sfrutta questi concetti. La continua ripetizione di un esercizio di stimolo risposta muscolare (esempio un comando vocale seguito da un comportamento corporeo) porta a quello che si può definire memoria muscolare o automatismo. In Agility questo tipo di memoria è fondamentale! Bisogna pensare che nel giro di trenta o quaranta secondi, il cane affronta dai venti ai ventidue ostacoli tutti con varie difficoltà; se non facesse gran parte dei movimenti in maniera automatica non riuscirebbe a portare a termine la performance. Non è pensabile che ad ogni ostacolo il cane si soffermi a riflettere se sta facendo la cosa giusta (cosa che potrebbe fare in altre circostanze); ed è per questo che il miglior modo di insegnare certi esercizi è quello che utilizza degli automatismi.

L’apprendimento e la memoria muscolare nel cane sportivo.
 
Ora la domanda sorge spontanea: come si fa a creare un automatismo? E soprattutto come si fa a sapere quando questo subentra? Abbiamo spiegato che la ripetizione è un valido strumento, ma in realtà, non basta. Bisogna raggiungere l’esercizio voluto gradatamente, aggiungendo piccole difficoltà alla volta. Dopodiché completato l’esercizio, se questo viene eseguito molto velocemente e sempre nella stessa identica forma, avremo raggiunto un automatismo. È per questo che i migliori risultati si ottengono con ripetizioni da sei/sette volte della stessa azione in maniera continuativa; questo vale anche per i salti, le zone, i tubi e soprattutto lo slalom… in pratica tutti gli attrezzi dell’Agility e in tutti i modi questi si possono affrontare.

L’apprendimento e la memoria muscolare nel cane sportivo.
 
Non è solo il cane che ha bisogno  di eseguire degli automatismi, ricordiamoci che anche il conduttore fa tutto in pochi secondi; ovviamente anche lui non può permettersi di pensare a cosa fare, deve farlo e basta! Ergo anche per il “bipede” vale il principio della ripetizione e della memoria muscolare. Quando guidiamo una macchina non pensiamo quale pedale schiacciare per frenare, lo facciamo velocissimamente e in automatico! Per raggiungere questi automatismi bisogna fare “pratica” ovvero ripetere spesso la stessa azione. Quando impariamo a guidare le prime volte non ci viene spontaneo frenare! Dopo aver guidato per molto tempo non ci facciamo più caso. La memoria muscolare è a lungo termine, non è che se per anni non andiamo più in bicicletta non stiamo più in equilibrio quando la riprendiamo. Lo stesso vale per i cani: mi è capitato di vedere cani che per motivi fisici sono stati fermi dall’Agility per anni e che quando hanno ripreso non hanno dimenticato nulla! Tutte queste azioni sono infatti diventate automatiche attraverso l’apprendimento motorio. All’inizio ogni azione è volontaria e quindi pensata a livello corticale e deve essere spezzettata in singoli gesti motori; poi con la pratica costante avviene una riorganizzazione neurale che permette di automatizzare i gesti, è quindi possibile farli senza pensarci ed è indice di uno spostamento dell’attività da corticale a sottocorticale. Ora vi stupirò: per “memoria muscolare” non intendiamo il fatto che un muscolo possa ricordarsi di aver avuto una massa muscolare maggiore e pertanto la possa ripristinare immediatamente (cosa di per se scientificamente impossibile), ma dovete sapere che quando smettiamo di allenarci naturalmente perdiamo velocemente la massa muscolare costruita, però quello che non perdiamo sono gli schemi motori appresi nei nostri allenamenti. Quando torniamo a “lavorare”, questo ci permette di sfruttare sin da subito tutta la massa muscolare che ci è rimasta, potendo reclutare il massimo numero di unità motorie e quindi di fibre muscolari, consentendoci così di riprendere il tono muscolare perso in un tempo minore! Tutto questo è ben spiegato da Niccolò Ramponi in un bell’articolo intitolato “Memoria Muscolare: esiste?” riferito all’attività sportiva umana, che potete trovare anche sul web.

L’apprendimento e la memoria muscolare nel cane sportivo.
 
Ma torniamo all’Agility e ai nostri amati cani. Possiamo ora comprendere quanto sia importante fare degli esercizi “ripetuti” in maniera costante e progressiva. Bisogna sottolineare che la cosa ovviamente non basta: bisogna avere la preparazione nel riconoscere  quali sono i movimenti giusti che il cane dovrà “memorizzare” e come raggiungerli in progressione. Ancora una volta è indispensabile un buon istruttore preparato e cosciente perché, come abbiamo già avuto modo di spiegare, ogni cane e ogni situazione sono differenti. Come sempre le cose non vanno sempre verso una direzione a volte le cose possono andare al contrario di quelli che sono gli intenti di chi addestra il suo 4zampe e potrebbe verificarsi la situazione che nel corso degli allenamenti il cane memorizzi dei movimenti errati (o controproducenti) e che questo venga ripetuto più volte fino a diventare un automatismo; se ciò dovesse avvenire, “ricordatevi” (scusate il sillogismo 🙂 ) che poi non sarà facile tornare indietro per porvi rimedio!

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