Le doti indispensabili di un aspirante cane da salvataggio in acqua.

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Le doti indispensabili di un aspirante cane da salvataggio in acqua.
 

Le doti indispensabili di un aspirante cane da salvataggio in acqua.

La prima dote che ci viene in mente in maniera abbastanza scontata è lamore naturale per lacqua. Ciò significa che il cane deve sentirsi a proprio agio nell’elemento acquatico, viverlo come un gioco e provare palesemente piacere nel nuotarvi dentro. Non necessariamente deve essere “pazzo” per l’acqua e quindi volercisi buttare a tutti i costi, certo è un buon segno, ma non indispensabile a questo livello. La predisposizione naturale all’acqua dell’animale non può essere insegnata, il cane può solo essere correttamente indirizzato con un primo approccio corretto, se ancora giovane o comunque non abbia ancora mai conosciuto il mare. La seconda dote richiesta ad un aspirante cane da salvataggio è una forza sufficiente a trainare almeno una o due persone, quindi deve avere una certa mole, che in linea di massima è fissata a partire da un peso minimo di 25 chili. Esistono poi le eccezioni, perchè ci sono tantissime razze e non tutte hanno lo stesso rapporto peso-potenza-galleggiamento-resistenza. La terza dote è un carattere socievole. Un cane da salvataggio si troverà a vivere molte situazioni diverse in una spiaggia e durante la preparazione gli verrà insegnato a gestirle positivamente. Un elemento però sarà sempre costante, la presenza di altre persone e animali, poiché un cane da salvataggio difficilmente si troverà ad operare in una spiaggia deserta, salvo in giornate di maltempo o a fine stagione balneare. Siccome per il cane l’attività di soccorso al mare dovrà risultare un piacere ed essere vissuta come un gioco, è fondamentale che il nostro amico abbia confidenza e provi piacere a stare in mezzo alla gente e lasciarsi accarezzare e non viva in maniera stressante questa esperienza.

Il cane da salvataggio Jigen ad una dimostrazione presso la Guardia Costiera di Trieste
Nella foto: il cane da salvataggio Jigen ad una dimostrazione presso la Guardia Costiera di Trieste.

Queste sono le tre più importanti caratteristiche che dovrebbe avere un cane che aspiri a diventare un cane da salvataggio. Ce ne sono poi altre che però potranno essere apprese con l’insegnamento. Queste invece potranno essere solo perfezionate, indirizzate e potenziate: sono doti infatti che dipendono grosso modo dalla genetica e dai primi due mesi di vita del cucciolo. Per queste doti appena descritte, indispensabili già prima di incominciare un addestramento completo al salvataggio in acqua, le razze che vanno per la maggiore sono il Labrador Retriever, il Golden Retriever (ma in generale tutte le razze Retriever) e i Terranova, poi ci sono anche il Cão de Agua Português, il Landseer, un po’ meno diffusi, almeno qua in Italia e ovviamente tutti i meticci che, appunto, amano l’acqua, sono socievoli e molti di loro superano da adulti i 25 kg.

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