Le tecniche di addestramento per la ricerca dispersi 2^parte.

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Le tecniche di addestramento per la ricerca dispersi 2^parte
 

Le tecniche di addestramento per la ricerca dispersi 2^parte.

E il vento? Cosa c’entra? Il naso del cane è una macchina infallibile ed efficacissima, che grazie alle sue duecento milioni di cellule olfattive e i suoi cinquanta cm² di mucosa, riesce a percepire livelli bassissimi di odore. L’uomo attraverso l’aria espirata, le secrezioni cutanee, la desquamazione della pelle e altro ancora, rappresenta una fonte di odore, di tipo organico, facilmente percettibile dal naso del cane. Questa nuvola di odore si solleva dal corpo del disperso grazie alla differenza di temperatura tra il corpo umano e l’ambiente esterno, che spostata dal vento prende la forma di un cono (cono di odore), che a seconda dell’intensità e della forza, potrà essere più o meno largo. La situazione ottimale per una ricerca rapida ed efficace,sarà: posizionare il cane sottovento rispetto all’area assegnata, in modo che possa scovare il disperso ripercorrendo il cono d’odore che si è venuto a creare. Molte volte, a causa della conformazione del terreno, degli ostacoli naturali, della frequente variazione della direzione del vento, non è possibile impostare la ricerca nel modo descritto e quindi il cane, in fase addestrativa, dovrà essere abituato a lavorare anche sopra vento e abituato a posizionarsi autonomamente sottovento per rintracciare qualsiasi piccola particella di odore. Analogo discorso vale per la ricerca dei dispersi sotto le macerie.

Le tecniche di addestramento per la ricerca dispersi 2^parte
 
In questa attività, naturalmente, varia la superficie di ricerca, che in questo caso è rappresentata da macerie di vario tipo e alle quali il cane sarà abituato attraverso varie esperienze e anni di addestramento, visitando numerosi campi macerie sparsi sul territorio nazionale. In fase di addestramento, il cane sarà abituato a rilevare la fonte dell’odore del disperso proveniente dal basso, attraverso le macerie stesse. L’energia trainante che caratterizza i nostri cani da soccorso è rappresentata dalla motivazione e dalla voglia di raggiungere il suo figurante/disperso al fine di ottenere il suo meritato e tanto agoniato premio. In tutte le fasi addestrative, dall’insegnamento della condotta o degli esercizi di palestra (salto in lungo, salto in alto, etc.), agli esercizi di obbedienza e alle ricerche dei figuranti, si pone molta attenzione al benessere del cane utilizzando dei sistemi di addestramento che esaltano le sue caratteriste e dei metodi che sfruttano il sistema del rinforzo come meccanismo di apprendimento. Infatti, grazie a queste metodiche addestrative, i nostri cani svolgono tutte le attività in simbiosi con il proprio conduttore e con il figurante, felici di collaborare e condividere con noi il loro gioco preferito. Chi si trovasse ad assistere ad una nostra sessione di addestramento noterebbe, prima di avviare il protocollo di lavoro ed essere sganciato nella attività di ricerca, l’eccitazione del cane, la sua concentrazione, il tartufo che sbuffa rumorosamente… già sembra che dica: << cavolo era ora che mi utilizzassi per qualcosa di divertente!!!… adoro questo momento… corro… annuso… ricerco… abbaio… cosa c’è di più divertente!!! E daje damose nà mossaaaa!!! >>. Ci vogliono anni di duro lavoro e sacrifici personali quotidiani per esaltare le doti del proprio cane e consentirgli di sperimentare l’attività in luoghi e situazioni sempre nuove, che durante le quali i conduttori affinano la propria capacità di lettura dell’insostituibile compagno. Se ai conduttori cinofili del nostro settore venisse chiesto qual è il momento più emozionante nella ricerca, la risposta sarebbe sempre la stessa:<< quando il cane, entrando nel cono d’odore, frena repentinamente la sua corsa e si dirige sicuro e soddisfatto, completamente rianimato dalla fatica, verso un punto preciso (il luogo dove si trova il disperso) e col cuore gonfio d’orgoglio e un sorriso sulle labbra attendere il segnale del ritrovamento! >>.

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