Le tecniche di ritrovamento delle Orme di Askan…

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Le tecniche di ritrovamento delle Orme di Askan
 

Le tecniche di ritrovamento delle Orme di Askan 1^ parte

Cercherò di spiegarvi il metodo che utilizziamo nel nostro gruppo per insegnare ai cani a ricercare una persona (viva, perché non ci occupiamo di ricerca cadaveri) e a segnalarne il ritrovamento. Bisogna sottolineare che in base alla razza del cane e quindi alla sua inclinazione e predisposizione verso una tipologia di ricerca (mega olfatto o tele olfatto) vengono modificati i programmi di allenamento. Questo per sottolineare che per noi è importante esaltare le caratteristiche che ogni cane può esprimere e non costringerlo a modificare le sue predisposizioni. Il metodo che viene di norma utilizzato nel gruppo è quello dello scovo o cono di odore. Ma vediamo di cosa si tratta? L’esempio che descriverò è strutturato per un cane che si accinge a fare i primi passi per la ricerca dei dispersi. Tutte le sequenze e le esperienze di seguito descritte verranno adeguate e diversificate in base all’età del cane e alle risposte che ci darà durante le varie fasi dell’addestramento. Le primissime ricerche sono svolte dal cane, che sarà impegnato a cercare (raggiungere) il proprio conduttore/proprietario; con il passare delle sedute verrà affiancato dal figurante che col tempo prenderà il posto del conduttore. Rinvenuto il figurante, il cane verrà premiato per il lavoro svolto elargendogli il suo premio che, a seconda del soggetto, potrà essere un gioco o del cibo. L’identificazione da parte dell’istruttore e del figurante (naturalmente in fase conoscitiva del soggetto) del premio che il cane gradisce, rappresenta la base di partenza per la buona riuscita di tutto l’addestramento; Infatti ilrinforzoè quell’oggetto o cibo capace di aumentare l’incidenza di un comportamento. Queste primissime ricerche vengono svolte sul campo di addestramento con l’ausilio di alcuni attrezzi (cassa di Enzler, nascondigli di vario tipo), ponendo maggiore attenzione sull’uso dell’olfatto/fiuto e sul metodo di segnalazione (con abbaio). Per olfatto si intende la capacità del cane di percepire e seguire gli odori e le molecole (a noi care) che si spostano con il vento e che quindi fluttuano in aria; mentre per fiuto si intende la capacità del cane di seguire gli odori che giacciono sul suolo. Modi diversi di seguire una traccia olfattiva, ma che possono condurre ambedue al ritrovamento del figurante. In questo periodo di addestramento, vengono sostituiti anche i figuranti per fare in modo che il cane si abitui anche ad altri odori e a segnalare una qualsiasi persona. Impostato il lavoro in campo e raggiunto un discreto livello di apprendimento, di attenzione e interesse del cane, si permette al cucciolo di fare altre esperienze di ricerca direttamente nei luoghi dove generalmente opererà. Durante il periodo di preparazione è cura dell’Istruttore variare le distanze delle ricerche, i figuranti da ricercare, i luoghi di addestramento e far comprendere al cane e al suo conduttore l’importanza che riveste il vento nelle attività di ricerca; questo sistema (comune a molti in questo settore) viene chiamato “il metodo dello scovo”. La parola scovo deriva dal verbo scovare, cioè rinvenire una persona in un’area assegnata. Con questo metodo condizioniamo il cane a ricercare qualsiasi persona viva che si dovesse trovare nell’area assegnata alle nostre unità cinofile, e che se ben sfruttato ha il vantaggio di essere rapido ed efficace. Siamo arrivati al punto in cui il cane, coadiuvato dal suo conduttore, è arrivato sul figurante e ne deve segnalare la presenza per permettere al suo socio di raggiungerlo. La segnalazione al quale educhiamo il cane è quella con l’abbaio, che è la più utilizzata in molti gruppi e richiede molto lavoro e motivazione da parte del cane (ma questo è un argomento del quale parleremo in un’altra occasione).

Un altro metodo di segnalazione che necessita di spiegazioni è il metodo con ilBringsel”:
Nasce in occasione della guerra del ’15 -’18, quando i cani venivano utilizzati dai militari per ritrovare i feriti sul campo di battaglia. Essendo la segnalazione con l’abbaio troppo rumorosa, si provò a far riportare al cane un oggetto del soldato (tipo il cappello), ma in molti casi non trovandosi nelle vicinanze del corpo induceva il cane a cercare qualcosa che era impregnato dell’odore del ferito, tipo le bende con le quali si stava medicando. Nel febbraio del 1915 venne creato un corso per l’istruzione dei cani per il servizio sanitario di guerra. Il Direttore tecnico del corso fu il Dott. Karl Witzelhuber che per insegnare ai cani a cercare, simulò delle azioni di battaglia al termine delle quali, venivano posizionati dei “finti feriti” in luoghi predeterminati, e segnalati su di una mappa che veniva consegnata ai conduttori. Ad ogni unità cinofila (coppia uomo e cane) veniva assegnata una striscia di territorio larga 200 passi, 100 a sinistra e 100 a destra dal conduttore e lunga alcuni chilometri, che il cane doveva ispezionare zigzagando, per coprire la maggiore area possibile evitando di saltare alcuni punti. Durante l’addestramento venivano sparati diversi colpi di arma da fuoco per assuefare il cane a tali rumori. I finti feriti reggevano tra le mani una “salsiccia” chiamata Bringsel (un riportello in cuoio lungo 10 cm circa, assicurato al collare del cane) che il cane doveva prendere e portare al suo conduttore, per poi accompagnarlo sino al ferito. Questo intelligente sistema di segnalazione venne preferito ed impiegato dall’esercito austro-ungarico.

Le tecniche di ritrovamento delle Orme di Askan 2
 
Oggi dopo un secolo questo metodo di segnalazione del disperso, viene ancora impiegato dal alcuni gruppi cinofili, che lo trovano utile soprattutto in luoghi molto rumorosi (l’abbaio potrebbe non sentirsi) e con cani che spaziano eccessivamente. L’addestramento avviene principalmente in due fasi: nella prima viene insegnato al cane il comando “cerca” e deve dimostrare, prima con ricerche corte e ripetute, poi con ricerche sempre più difficili di aver capito il comando, mentre nella seconda fase viene introdotto il Bringsel. All’inizio dell’addestramento il figurante farà delle ricerche corte tenendo lui stesso il Bringsel in mano; nel momento del ritrovamento, il cane afferrerà con la bocca il Bringsel riportandolo al proprio conduttore che glie lo ridarà solo al comando “cerca”. A quel punto, quando il cane riaccompagnerà il proprio conduttore nel luogo del ritrovamento, verrà premiato dal figurante con il cibo o con il gioco preferito dall’animale. Nelle fasi successive dell’addestramento, il Bringsel non verrà tenuto dalla persona persa, ma fissato al collare del cane. Una volta trovato il figurante, il cane prenderà con la bocca il Bringsel appeso al suo collare che segnalerà l’effettuato ritrovamento. Il nostro gruppo utilizza come metodo di ricerca quello dello scovo (o cono d’odore) e i nostri cani segnalano la presenza del figurante (che naturalmente rappresenta un disperso) con l’abbaio. Nella seconda parte di questa narrazione capirete quale ruolo giochi il vento in questo lavoro e come determini le attività di ricerca… a presto!                                   

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