Nell’Agility, lo Slalom si distingue per la sua spettacolarità!

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Nell’Agility, lo Slalom si distingue per la sua spettacolarità!
 

Nell’Agility, lo Slalom si distingue per la sua spettacolarità! Quali sono i segreti per avere un efficiente cane slalomista?

Lo Slalom è uno degli attrezzi dell’Agility Dog più difficile e lungo da far apprendere ad un cane, ma sicuramente rimane uno degli sport cinofili più spettacolari! Lo Slalom è un ostacolo che il cane deve eseguire in automatico: il conduttore può aiutare il suo peloso ben poco durante l’esecuzione, se non con la voce e la propria presenza a una certa distanza, ma tra paletto e paletto “l’atleta” deve fare “da solo”! Il percorso è composto da una fila di massimo dodici paletti, che il cane deve attraversare a serpentina; la regola principale è che Fido deve sempre avere il primo paletto alla sua sinistra. È un attrezzo che non manca mai in un giro di Agility, ad esclusione della categoria avviamento proprio per la sua difficoltà di esecuzione; va ricordato che in Agility esiste anche la Slalom-Cup, che è un percorso fatto prevalentemente da slalom. Se eseguito a tutta velocità, questa disciplina risulta molto scenografica; spesso mi capita di stupire gli spettatori che, non conoscendo il mondo dell’Agility, rimangono allibiti quando vedono alcuni pelosi fare per la prima volta lo slalom a tutta velocità. Agli albori dell’Agility i paletti erano singoli e distanziati di sessanta cm. l’uno dall’altro e sempre in numero di dodici; oggi sono sorretti da un’unica sbarra metallica che non li fa cadere e li mantiene alla distanza giusta: sessanta centimetri di spazio tra uno e laltro. I metodi di insegnamento si sono evoluti moltissimo negli anni, va detto che in questo caso è essenziale l’apprendimento dell’ostacolo, altrimenti gli errori (e di conseguenza i risultati nelle competizioni) faranno diventare per il binomio, lo Slalom un incubo insuperabile. Ricordo che anch’io quando, alle prime armi con l’Agility e con il mio primo cane (un Setter Irlandese di nome Kir), vedevo i più bravi andare “a manetta” e rimanevo allibito per la loro bravura. Qua una premessa è d’obbligo: non esiste un unico modo di insegnare lo Slalom, poichè in relazione alle capacità di apprendimento del cane, le metodologie possono variare; purtroppo spesso, un cane che ha già qualche anno, fa molta più fatica ad apprendere e non solo perché magari non è di una razza predisposta. Più di dieci anni fa, lo si insegnava tenendo il cane al guinzaglio e lentamente lo si faceva passare tra i paletti, questo metodo (ormai superato) aveva dei grossi limiti, primo fra tutti era che costringeva il conduttore a restare molto vicino al cane e, nei casi peggiori, a mimare con la mano il gesto che si fa con il guinzaglio, anche se il guinzaglio non c’è. Ricordatevi che il cane, nelle competizioni, deve essere completamente libero e senza neanche il collare.

Nell’Agility, lo Slalom si distingue per la sua spettacolarità!
 
Con il passar del tempo le tecniche si sono evolute e si è iniziato ad usare quello che si chiama “canale” con le guide. Ancor oggi può tornare utile soprattutto se si ha a che fare con cani già adulti che fanno fatica a “capire”. Il canale in pratica è costituito da due slalom affiancati, dove i paletti si alternano su l’uno e l’altro supporto, consentendo un allargamento nella parte centrale che si presenta appunto come un canale (da cui il nome). Questo attrezzo consente al cane, nelle fasi iniziali, di percorrere il percorso senza fare zig-zag in maniera rettilinea. Più avanti, quando il cane si è abituato ai paletti, adagio adagio, il corridoio si stringe e il cane inizia a sculettare (fino a quando si chiude totalmente) eseguendo lo slalom completamente. Il canale di solito è aiutato da guide, alte circa tre cm., che vengono posizionate tra un paletto e l’altro (bombate verso l’esterno) al fine di aiutare il cane a non uscire dal percorso a serpentina. Dette guide possono essere di aiuto se un domani il cane ha delle incertezze, rimettendole in allenamento sullo slalom normale. Ora che avete capito come funziona questa tecnica di addestramento, andiamo a vedere quali “difetti” nasconde:

  • Il canale quando è chiuso, ovvero quando è diventato uguale allo slalom da gara, è comunque molto diverso (da quello da gara) perché non ha la barra in mezzo tra i paletti e questo crea delle difficoltà al 4zampe, che di base è uno attento ai dettagli; infatti ci vuole un po’ di tempo per fagli capire, che reali differenze non ci sono.
  • Quando il canale è chiuso, bisogna togliere le guide una alla volta e i tempi di apprendimento si allungano notevolmente.
  • Le guide assomigliano a degli ostacoli da saltare e spesso il cane facendo confusione, in sbaglio, le salta.
  • Tutta questa attrezzatura ha un costo notevole.
  • Dulcis in fundo, spesso il cane, una volta appreso con questo metodo lo Slalom, potrebbe comunque non riuscire ad essere veloce!

Ricordo con il mio Setter di aver avuto questo problema e mi sono chiesto da cosa fosse dovuto; va detto che da buon cane da caccia non andava pazzo per l’Agility e perciò era lento in tutto, ma con lo slalom era particolarmente lento.  Alla fine capii che il cane quando rallenta è perché non è sicuro di quello che fa! Allora scelsi di ricominciare da capo, insegnandogli lo slalom con solo quattro paletti! Poi quando vedevo che lui era sicuro e non sbagliava glie ne aggiungevo un paio in più… e così via, fino ad arrivare ai dodici regolamentari. Poi decisi di aumentare le coppie di paletti in modo tale che per lui farne “solo” dodici fosse uno scherzo… fu così che alla fine Kir riuscì a distinguersi almeno nello slalom, nonostante sul percorso risultasse comunque non velocissimo.

Nell’Agility, lo Slalom si distingue per la sua spettacolarità!
Immagine: ecco il mio adorato Kir alle prese con il tubo 🙂 rapido come un giaguaro! 🙂

Questa situazione rimaneva ai più comunque paradossale, perché in effetti un cane che si distingueva per la sua importante velocità nello slalom (dove altri erano lenti) poi nel resto risultasse lento! Ma questa è un’altra storia… tornando allo Slalom: vi ho raccontato questo perché anni dopo acquistò vigore un metodo molto simile a quello da me utilizzato, la cui paternità è dovuta alla canadese Susan Garrett: il metodo si chiama 2×2 e potete trovare tutti i dettagli su Internet. In breve, si tratta di partire da due paletti più altri due messi in modo che all’inizio il cane vada dritto (una sorta di “canale”), una volta imparato l’ingresso (ricordate che il primo paletto deve sempre restare alla sinistra del cane) i quattro paletti si allineano sempre di più fino a diventare in linea retta. Successivamente si aggiungono altri due paletti in modo da avere metà slalom, sei paletti dei dodici regolamentari. Il passo successivo è mettere due metà slalom distanti da loro, in modo che il cane ne faccia prima una metà e subito dopo un’altra, alla fine si uniscono e…. rullo di tamburi… è fatta! Ovviamente ve l’ho semplificata, ma se volete, come vi ho detto prima, trovate tutti i dettagli dei video di Susan Garrett sul web. I vantaggi rispetto al canale sono indubitabili: man mano che il tirocinio procede lo slalom diventa uguale al definitivo, non ci sono più le guide che il cane può saltare e, una volta “chiuso”, non si perde tempo a toglierle; lo slalom fatto a pezzi di due paletti può essere (una volta tutto unito) utilizzato anche in gara senza perdita di denaro come nel caso del canale! Questo metodo è molto utilizzato e dà ottimi risultati; tuttavia personalmente uso una via di mezzo tra il canale e il 2×2: se si ha lo slalom diviso in 6 pezzi da due paletti a testa (come per il 2×2) e si ruotano sulla metà dei sei pezzi, in pratica si ottiene un canale. Io lo utilizzo senza guide (sono solo di impiccio) e una volta che il cane si abitua a passarci in mezzo di corsa (è come fare un tubo dritto) ruoto lentamente i singoli pezzi fino ad avere di nuovo lo slalom chiuso regolamentare. Lo so vi sto annoiando tra canali, paletti, guide, numeri etc. etc. , ma era per farvi capire che ogni cosa nell’Agility è provata e riprovata, studiata, modificata pazientemente… e soprattutto senza prendersela mai con il nostro amico 4zampe! Probabilmente tra qualche anno si troveranno altri metodi per insegnare lo Slalom a dimostrazione che l’Agility si evolve sempre. Qualche segreto (per gli inesperti) ve l’ho svelato, non tutti ovviamente… ma ricordate, le cose importanti alla fine sono due:

  1. Le regole valgono per la maggioranza dei casi, ma sempre ci sono delle eccezioni che ne confermano la validità… ogni cane è un mondo a sé.
  2. Se siete alle prime armi, fatevi seguire da un bravo istruttore: spesso il cane sbaglia e bisogna saperlo correggere, se il cane impara la cosa giusta fin da principio tutto fila liscio, viceversa se non si correggono gli errori si perde tantissimo tempo a trovare un rimedio e i risultati stenteranno ad arrivare. Se un cane non sbaglia mai, in futuro non sbaglierà mai!

Buona Agility a tutti e soprattutto buon Slalom!

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