Quanto è importante il gioco nel cane…

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Quanto è importante il gioco nel cane…
 

Quanto è importante il gioco nel cane da ricerca in superficie e da catastrofe?

Prima di addentrarci nell’appassionante e importante mondo della cinofilia da soccorso (che per me rappresenta un modus vivendi) è necessario definire cosa si intende per gioco a quattro e a sei zampe. Se avessimo a disposizione un dizionario di etologia, alla voce “comportamento di gioco” troveremmo questa definizione: << comportamento privo di un fine serio durante il quale vengono eseguiti senza serietà moduli comportamentali o elementi di questi espressi invece con assoluta serietà in altri contesti >>. Il gioco nel cane costituisce un’attività fondamentale sia nelle prime fasi di sviluppo che nell’età adulta. Attraverso il gioco, il cane non solo svolge un’attività piacevole e auto-motivante, ma al contempo migliora le sue capacità di adattamento ai nuovi ambienti e la socializzazione verso altri cani, l’uomo e altri animali. Il gioco ha quindi la funzione di una “palestra comportamentale” in cui l’animale può affinare certi moduli comportamentali, sviluppare i muscoli, allenare il fiato e migliorare le capacità di percezione in generale. Il gioco è anche comunicazione; esistono segnali che indicano l’inizio del gioco e che ne mantengono lo spirito.

Quanto è importante il gioco nel cane…
 
Nel cane il segnale più frequentemente usato per segnalare che vuole giocare è l’inchino giocoso. Questo comportamento è una figura innata e non appresa, poiché lo esibiscono anche i cuccioli allevati dall’uomo. L’inchino è una postura stabile da cui il soggetto può facilmente passare ad altri comportamenti; questa posizione agevola l’allungamento dei muscoli e il cane che la pratica di solito colloca la testa al di sotto di quella dell’altro animale, in un atteggiamento chiaramente non offensivo. Il gioco quindi svolge la funzione di apprendimento, divertimento, coesione sociale, adattamento, incentivazione e motivazione, consente la definizione di ruoli e status sociali ed è infine una fondamentale valvola di sfogo. I modi e le tipologia di gioco, compresi gli oggetti utilizzabili sono tanti e per non uscire fuori traccia, in questo testo tratteremo solo del “gioco sociale interspecifico”. Il gioco sociale interspecifico è inteso come quello che avviene tra cane e uomo (sia conduttore che figurante); per essere un divertimento ricreativo e costruttivo deve sottostare a poche ma fondamentali regole. Innanzi tutto il gioco dovrà svolgersi in modo divertente per entrambi senza sfociare in una prova di forza o in una inutile competizione. Sarà importante porre anche molta attenzione allo sviluppo ed esecuzione delle tre fasi del “consumo” della motivazione, per incrementare la gestione degli autocontrolli del cane. Infatti ci sarà una fase appetitiva durante la quale il cane andrà alla ricerca dello stimolo, una seconda fase di consumazione dove si sviluppa l’atto del gioco e una terza fase di refrattaria o di quiescenza durante la quale il cane, appagato dall’atto compiuto, esaurisce e placa la motivazione per ritornare in una fase di calma. Fra le possibili soluzioni descriveremo, in questo compendio, i giochi con la palla e il tira e molla. Una precisazione: l’esecuzione e le modalità di gioco e gli esercizi di seguito descritti non sono una regola fissa ma devono essere adattati alle situazioni contingenti e anche alle risposte che il cane ci da in quel preciso momento. Non esiste una regola fissa e ben definita per giocare e quindi preparare un cane. È compito dell’istruttore cinofilo adeguarsi alle situazioni e ai cani che si trova a gestire in quel momento. Bene siamo arrivati alla fine… questo era il primo di tre articoli… nel prossimo ci addentreremo nei giochi più comuni come quello con la palla ed il tira e molla… a presto!

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