Quanto è importante il Giudice…

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Quanto è importante il Giudice…
 

Quanto è importante il Giudice nelle gare di Agility?

Lo scorso lunedì, a Soliera (Mo) presso il Dog City, luogo di importanti competizioni agilitistiche, si è tenuto un aggiornamento per Giudici Csen e Aia organizzato da Csen. Oggetto dell’approfondimento erano Snooker e Gamblers, due tipologie di gara che sempre più si stanno affiancando ad Agility e Jumping. Mentre nell’Italia meridionale nevicava, una giornata di limpido sole illuminava l’iniziativa. Tre Giudici inglesi, Mary Perks, Bob Perks e Bob Griffin, esperti dei due games, hanno messo a nudo filosofie, regole, e modalità di giudizio attraverso teoria e pratica sul campo. Un altro piccolo passo che va ad aggiungersi ad una lunga lista di competenze che un giudice ha il dovere e il piacere di far sue, con lo scopo di migliorarsi… sempre! Vi chiederete: << va bene, ma a me che importa? >> Beh… immaginate di partecipare ad una gara alla quale vi state preparando da un anno… e poi… venite penalizzati durante la vostra performance per colpa di un giudizio errato; il percorso non è adeguato al vostro livello di preparazione; l’attrezzatura non è a norma e questo può mettere in pericolo il vostro amico a 4 zampe; il Giudice ci impiega un’ora a posizionare un percorso; lo stesso magari vi risponde in maniera sgarbata ad una vostra domanda lecita (di chiarimento)… davvero non vi importa? Io dico invece che vi importa eccome! Dunque… ora cercheremo insieme di capire meglio l’importanza di questo ruolo, nella convinzione che una maggiore consapevolezza generale possa aiutare a rendere migliori sia i Giudici che lo sport stesso.

Quanto è importante il Giudice…
 
Partiamo dalle basi: abbiamo detto nelle precedenti news che l’Agility è uno sport che serve anche, come negli altri, ad imparare l’importanza delle regole, ad esprimere la propria identità, a mettersi alla PROVA, per comprendere i propri limiti e le proprie capacità. Lo sport, così come il gioco, è anche l’appartenenza ad un “micromondo”, dove il partecipante si cala in un “personaggio”, che si prefigge una finalità. Dunque i partecipanti hanno un RUOLO e sono portatori di istanze, generano discussioni e sono obbligati a prendere delle decisioni. Tutto questo aiuta a creare un’ ESPERIENZA che accresce in noi stessi e determina il modo in cui ci poniamo nei confronti della realtà in generale. Tutto ciò, per dire che il dialogo tra i PERSONAGGI è fondamentale per il miglioramento del loro stesso RUOLO. Veniamo al Giudice: esso ricopre un RUOLO fondamentale per la buona riuscita di una competizione come la nostra amata Agilty. I concorrenti smettono di partecipare se il Giudice, facciamo l’ipotesi, sbaglia tutto e non sa giudicare. Risultato: la competizione perde di significato! Questo ci dice che il un buon Giudice è forse l’elemento più importante di una gara perché assicura il suo svolgimento in maniera seria ed imparziale ed alla fine con la soddisfazione di tutti; ma ci dice anche che se un’Associazione ha bravi Giudici, il suo circuito o campionato sarà migliore e di conseguenza il prestigio dell’Ente organizzatore aumenta.

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A questo punto è giusto porsi un’altra domanda: << come si fa ad avere dei buoni Giudici? >> In molti risponderebbero: << preparandoli bene! >> Certo… ma siamo sicuri che sia sufficiente? Va detto che un buon Giudice deve avere anche doti che non siano legate solo ad una eccellente preparazione teorico/pratica, (che si basa di solito sulla precisione dei giudizi e sulla conoscenza dei regolamenti) come ad esempio: la fantasia nella creazione dei percorsi, la prontezza dei riflessi nel riconoscere gli errori (anche minimi), l’adeguatezza alle difficoltà del percorso in relazione al livello della competizione, etc.. Dunque che fare? Personalmente credo alla dura legge della selezione naturale. Va precisato che i Giudici non vengono “imposti” ma vengono scelti! Pertanto se non si dimostrano in una competizione all’altezza del compito, ovviamente non verranno più scelti. Questo però presuppone di avere un “parco” Giudici numeroso! Se i Giudici di un Ente sono pochi non c’è possibilità di scelta e quindi non avviene la selezione. Sia chiaro che non è una critica a questo o quell’Ente ma si tratta di una semplice costatazione, che fa chiarezza sul fatto che per avere dei buoni Giudici è necessario che siano molti, in modo di avere a disposizione il meglio. A questo punto la domanda sorge spontaneaMaaaaaaa… nella scelta, chi decide se giudicano bene o no? E qui dovrebbe intervenire una consapevolezza collettiva superiore dei partecipanti alle gare. Ovvero una migliore capacità critica dei partecipanti che crei una valutazione condivisibile sulle reali capacità dei Giudici. Per capirci: << i Giudici si meritano gli iscritti, ma soprattutto… i partecipanti si meritano i Giudici a loro assegnati >>; così come gli Enti si meritano i soci e viceversa: se un Ente non fa nulla per i propri soci… ne avrà di meno, ma se i soci non fanno nulla per il proprio Ente… questo non avrà possibilità di crescita.

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Nel campo dellAgility cè un ulteriore questione che i Giudici e gli Enti dovrebbero affrontare e che soprattutto i soci dovrebbero pretendere: trattandosi di uno sport dove i gradi di difficoltà sono fondamentali per determinare i livelli delle competizioni o semplicemente per accumulare punti per un campionato, che di solito è esteso all’intera Italia, avere una generale UNIFORMITA’ di tali difficoltà garantirebbe una maggiore equità di giudizio nei confronti dei partecipanti e di conseguenza un maggiore consenso nei confronti dell’Ente stesso. E quindi? Anche qui si potrebbe dire: selezione naturale! Se un giudice continua sbagliare nel disegnare percorsi non adeguati ad un determinato livello alla lunga viene lasciato a casa…. L’A.I.A. (Associazione Italiana Agility) in questo caso non si è accontentata della “selezione naturale”! Nel luglio del 2014 ha approvato e introdotto nelle proprie competizioni e nella preparazione dei propri Giudici lo Standard di Livello di Difficoltà dei percorsi di Agility e Jumping. Tale Standard si rifà ad uno studio iniziato alla fine del 2012 da me e dall’allora Responsabile dei Giudici Jean Pierre Cavicchioli che ha prodotto un protocollo per la valutazione dei percorsi di Agility, in base alle difficoltà riscontrabili dalla disposizione degli ostacoli. Tale valutazione si esprime mediante un sistema di calcolo che è stato chiamato Agility Difficulty Score, ovvero un punteggio derivato della somma delle difficoltà del percorso. Chi fosse interessato trova tutto al seguente link.

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Immagine: esempio di calcolo.

Sulla base delle esperienze maturate durante questi anni in cui lo Standard e le modalità di calcolo delle difficoltà sono state applicate, abbiamo potuto constatare una maggiore sicurezza da parte dei nostri Ufficiali di gara. Inoltre l’applicazione dello Standard di livello si è dimostrata in particolar modo efficace nei seguenti tre casi:

  1. Per i Giudici alle prime esperienze è risultato utilissimo poter distinguere i vari livelli di difficoltà, consentendogli di essere più consapevoli (data la loro inesperienza).
  2. Ha aiutato i Giudici esperti nella realizzazione di percorsi per Debuttanti e Junior che sono quelli più delicati e destinati a chi è all’inizio della propria attività sportiva; va detto che a volte può risultare più complesso (di quanto non si immagini) ideare un percorso “facile”, poiché non sempre ci si riesce a rendere conto, che quelli che possono sembrare dei passaggi banali o apparentemente semplici, in realtà nascondono delle insidie che porteranno inevitabilmente il binomio neofita (risulterà di difficile interpretazione a causa di difficoltà “invisibili”) ad ottenere delle mediocri (inconsapevoli) prestazioni. Per i livelli avanzati anche se il percorso è difficilissimo non ci sono problemi perchè ce lo si aspetta.
  3. Ha permesso quindi ai Giudici di comprendere in anticipo il livello dei propri percorsi e pertanto garantendo una maggiore coerenza e uniformità nella valutazione degli stessi con possibilità di migliorarli in fase di ideazione.

Ultimo, ma non ultimo per importanza, vorrei ricordare un principio fondamentale circa il RUOLO del Giudice di Agility: la salvaguardia del benessere dei nostri amati amici a 4 zampe. Difatti spetta al Giudice una sorveglianza generale circa il benessere dei cagnetti partecipanti! Al buon Giudice è dovuto il controllo dell’adeguatezza delle attrezzature, in modo che ai binomi venga risparmiato qualche incidente, nondimeno egli, in caso di maltrattamenti, ha l’obbligo di intervenire e sanzionare il vile umano! Qui si aprirebbe tutto un discorso sul doping, ma vedremo di affrontarlo un’altra volta. Spero di non aver spaventato coloro che, appassionati di Agility, volessero intraprendere un percorso formativo da Giudice; è un ruolo pieno di soddisfazioni! (non sapete le abbuffate a fine gara!!! Hahahahahaha…) Complicato ma sicuramente entusiasmante. Ci vediamo sui campi… a presto!

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