Su e giù per Barcola…

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Su e giù per Barcola e oltre

Anche quest’anno Trieste ha ospitato uno degli eventi internazionali più importanti dell’anno, la famosa Barcolana. Dal 2 all’11 di Ottobre, si è dato vita come da tradizione ad un evento unico nel panorama velistico; se solo il tempo fosse stato più clemente (solo domenica la “bora” si è attenuata ed il tempo è migliorato) avremmo potuto assistere alla solita ressa di gente, che come gli altri anni prendeva d’assalto la costa triestina per vivere questa particolare manifestazione. Anche se non è stata la Barcolana più vissuta degli ultimi tempi, chi è sempre in prima linea per garantire la sicurezza e l’incolumità del pubblico, è il gruppo di salvataggio delle Unità Cinofile Operative U.CI.O Protezione Civile F.V.G. con i loro specialissimi cani da salvataggio nautico. Di loro si parla spesso con delle note a margine, ma se (visto anche il tempo) dalla Pineta di Barcola al Bivio di Miramare ci si è potuti godere la avvincente gara velistica in tutta sicurezza, lo si deve anche grazie al serio lavoro di questo gruppo di generosi volontari e dei loro fidati “pedalò” a 4 zampe. La base operativa per questo team di operatori, sono stati alcuni locali dello stabilimento “Topolini” concessi dal Comune di Trieste affinchè potessero svolgere al meglio il loro compito. (in foto)


 
In questa giornata i “Cani da Salvataggio FVG U.CI.O.” hanno dato anche prova della loro abilità in acqua, a inizio e fine turno (come riscaldamento, e come premio finale per i cani per il lavoro svolto), con delle simulazioni che rappresentavano dei casi comuni di intervento, dimostrando l’efficacia e la precisione delle loro azioni, il tutto sotto gli occhi divertiti di molti avventori. (in foto)


 
Le diverse squadre comprendevano per la maggior parte cino-soccorritori in possesso dell’abilitazione al primo soccorso, e del regolare brevetto di “assistente bagnanti”, in concomitanza all’abilitazione annuale rilasciata per i loro “fido”. Ogni squadra comprendeva almeno: un professionista del settore sanitario, un soccorritore attrezzato (muta, baywatch, etc.) per un rapido intervento in acqua nel caso in cui una persona fosse accidentalmente caduta in acqua, una terza unità cinofila costituita per supportare le prime due e con tutte le necessarie attrezzature per garantire in caso di necessità medica, un primo ma fondamentale intervento in attesa dell’arrivo del 118.  (in foto)


 
Nei gruppi di soccorso cinofilo a fungere da elastico, anche un’unità, in possesso di un defibrillatore esterno semiautomatico (DAE), che all’occorrenza spostandosi dove necessario potesse intervenire con efficacia. Il gruppo delle Unità Cinofile Operative ne ha uno in dotazione poiché l’utilizzo di questo importantissimo strumento, il defibrillatore (BLSD – Basic Lif Support Defibrillation), permette in caso di arresto cardiaco un’immediata rianimazione cardio-polmonare associata alla defibrillazione. I casi di decesso (soprattutto tra anziani e bambini) per la mancanza di questa fondamentale attrezzatura sono di migliaia di casi l’anno, poiché nel caso di arresto cardiaco improvviso, senza la sopracitata terapia d’urgenza, solo il 5-10% dei soggetti sopravvive. Per fortuna non ci sono stati casi particolarmente gravi e nonostante la mancanza del sole è stata comunque una avvincente giornata di vela, che come succede ogni anno impegna molti operatori e soprattutto i “volontari professionisti con la coda”; ed è a loro che porgo principalmente il mio saluto, a quelle anime intrepide che giocando nell’acqua soccorrono tutto l’anno sulle rive della bella città di Trieste tante persone, offrendogli una seconda possibilità… quindi, grazie amici miei di tutto l’amore che ci date e della generosità che offrite… in fin dei conti… a tutti!
 

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