Aggressività e paura del cane…

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Aggressività e paura del cane…

 

Aggressività e paura del cane a confronto.

Il termine “aggressività” spesso ha connotazioni negative, in quanto associato a forme di violenza e lotta. L’aggressività invece, importante dote del carattere dell’animale, è fondamentale per la sopravvivenza della specie; si può definire quindi come l’energia adoperata dal soggetto quando compete per le risorse vitali, quali il cibo, il territorio e il partner sessuale. Oggi invece il cane con l’aggressività protegge ciò che per lui è fondamentale come ad esempio: la casa, la cuccia, il padrone. Spesso però, a causa di conflitti creati nel rapporto con l’animale, lui considera il proprietario come un potenziale pericolo e l’aggressività diventa un problema di comportamento. La condotta aggressiva ha invece l’importante funzione di preservare dell’energia: questo  comportamentoagonistico, assieme alla paura (e alla fuga) e al comportamento pacificatore, è di solito fortemente ritualizzato e ha lo scopo di evitare la lotta tra le parti. L’assenza dello scontro fisico “fa risparmiare benzina”, utile per la caccia e il controllo del territorio (in passato) e oggi importante per il gioco con il padrone, la guardia, oppure per delle competizioni sportive. L’aggressività è quindi un atteggiamento del tutto normale, o meglio “naturale”, che va però gestito e corretto quando il nostro amico a quattro zampe eccede nelle ritualizzazioni o addirittura arriva allo scontro fisico con la controparte. Anche i comportamenti pacificatori (di cui abbiamo già detto in precedenza), la paura (con eventuale fuga) e gli atteggiamenti di lotta (combattività) sono comportamenti del tutto naturali, utili al mantenimento dell’equilibrio in un gruppo. Oggi solitamente questo gruppo è misto, composto da più umani (la famiglia) e il soggetto interessato. Questi importanti moduli comportamentali sono in parte innati e in parte vengono appresi in giovane età. Nella prima fase di socializzazione (quella che parte dal secondo mese di vita) i giovani cagnolini imparano a confrontarsi tra loro e con la madre, esibendo dei comportamenti detti “infantili”. Le posture di gioco (movimenti del corpo, delle zampe e della coda), di sottomissione e dominanza, le fughe dal pericolo, vengono esibiti e migliorati in questa essenziale fase di vita del cucciolo.

Aggressività e paura del cane…
 
La paura, come l’aggressività, è fondamentale per la sopravvivenza della specie ed è quindi anch’esso un atteggiamento del tutto normale; esporre però il soggetto a continui fattori stressanti e per un periodo di tempo prolungato può causare delle fobie. Ci sono cani meno paurosi di altri, in grado di sopportare in maniera migliore una situazione stressante, perché dotati di maggior tempra (dote del carattere congenita). Anche un cane sicuro ed equilibrato (dotato di tempra) può avere paura di una situazione non conosciuta o di un forte rumore improvviso. Non bisogna mai dimenticare che sono cani e non robot. Il compito del proprietario è quello di “aiutare” il cane a superare la condizione di disagio, atteggiandosi nel modo corretto. Esempi di comportamento scorretto che non favoriranno il nostro 4zampe e forse peggioreranno la situazione sono:

  • Consolare il cane impaurito
  • Prenderlo in braccio se di piccola taglia
  • Acconsentire la fuga dal pericolo
  • Gestire in modo scorretto il guinzaglio.

E’ molto importante secondo me conoscere le nozioni di base del comportamento canino, questo ci aiuterà a comprendere il nostro amico peloso e a trovare più facilmente le soluzioni ai svariati problemi che il cane di oggi purtroppo spesso manifesta.

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