Attenzione a chi con facilità vi dice che avete un cane fobico!

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Attenzione a chi con facilità vi dice che avete un cane fobico!
 

Attenzione a chi con facilità vi dice che avete un cane fobico! 

Negli ultimi anni un termine che sentiamo sempre più frequentemente è “fobico”; questo appellativo si riferisce normalmente a cani che hanno una reale e persistente paura di certe situazioni, oggetti o persone, che ne altera lo stato d’animo e che li portano a volte all’evitamento e addirittura al panico. Ovviamente questo, ha come conseguenza un forte condizionamento sulla vita del soggetto e sul suo padrone. Normalmente la sfera di competenza di questa specifica condizione è riservata a specialisti quali: gli educatori cinofili e a veterinari comportamentalisti. Si sentono diverse opinioni a riguardo (soprattutto sul web) e per alcuni il soggetto si dimostra fobico o addirittura psicotico perché ad esempio: rincorre in maniera ossessiva la pallina, si eccita in maniera molto evidente in determinate situazioni, è sessualmente molto attivo, è molto territoriale, è alla continua ricerca di cibo in terra, ricorre in maniera vistosa un gatto, addirittura corre come un matto nei prati!

Attenzione a chi con facilità vi dice che avete un cane fobico!
 
A questo punto, direi che non ci siamo proprio e forse è meglio far un po’ di chiarezza! Se un giovane cane viene etichettato come fobico, il suo inesperto padrone si spaventa e di conseguenza desidera rimediare a questa situazione, di solito frequentando il campo del “professionista” e pagando profumatamente colui che gli risolverà il grosso problema. Le fobie dei cani sono invece semplicemente delle paure, che loro vivono per svariati motivi; i pelosi più colpiti sono quelli che provengono da esperienze negative di vita (randagismo, maltrattamenti, etc.). L’animale può essere diffidente nei confronti delle persone, avere paura dei rumori improvvisi (ad esempio petardi, temporali, serrande, cassonetti che sbattono, etc.), avere terrore di viaggiare in macchina, avere timore degli altri cani, essere titubante nei confronti di oggetti strani, reagire male se lasciato da solo a casa. La reazione spontanea del cane in queste situazioni è quella di evitare ciò che gli crea disagio, allontanandosi per tutelare la sua salute fisica e soprattutto psichica. In certi casi, se non è possibile sottrarsi, la bestiola potrebbe essere costretta ad affrontare il “nemico” dimostrandosi aggressivo (per paura) e a volte combattivo (e mordere l’altra parte).  Nel caso di ansia in casa, il soggetto potrebbe voler uscire a tutti i costi oppure lamentarsi in maniera evidente. In che caso un cane si dimostra fobico? Andiamo a vedere i casi più frequenti:

  • Carenze caratteriali (tempra e socialità);
  • insufficiente socializzazione in fase di vita giovanile;
  • scarsa familiarizzazione con l’autovettura o con il trasportino per cani;
  • atteggiamento scorretto del proprietario;
  • uso scorretto del guinzaglio e dei comandi di base;
  • esperienze di vita negative ripetute;
  • atteggiamento scorretto della persona sconosciuta;
  • maltrattamenti.

Lo stato d’animo del cane in situazioni di disagio derivanti dalla paura, risulta a volte fortemente alterato; in questi casi il malcapitato 4zampe non sta esibendo degli atteggiamenti errati, non si sta comportando male (come il tirare al guinzaglio o aggredire qualcuno), ma è in una situazione di forte stress: di conseguenza lui non va corretto, ma gestito a modo, allontanandolo dal “pericolo”, distraendolo o addirittura impegnandolo mentalmente facendo eseguire degli esercizi di obbedienza di base (seduto, terra, passo).

Attenzione a chi con facilità vi dice che avete un cane fobico!
 
Un lavoro preventivo da fare in caso di difficoltà dell’allievo in certe situazioni, è quello di abituarlo in maniera graduale al “problema” (assuefazione o desensibilizzazione), esponendolo per gradi e con pazienza, rinforzando ovviamente un atteggiamento coraggioso e sereno del nostro amico peloso. Il nostro compito è quello di aumentare i momenti di benessere fisico e psicologico del nostro amico 4zampe, per migliorare la sua esistenza al nostro fianco. È dovere invece del professionista cinofilo dire sempre la verità al proprietario, senza inventarsi però delle “patologie” inesistenti, ma che possono portare a facili guadagni. Inoltre e qua concludo, la somministrazione di farmaci e antipsicotici non sono una soluzione, l’unico lavoro sano e che funziona nel caso fossimo davanti ad una condizione “vera” di fobia è il lavoro su noi stessi e sul cane (facendovi aiutare e consigliare da “veri” specialisti) aiutando la creatura a reinserirsi nel contesto nel quale vive. Nelle varie rubriche del sito potrete trovare diversi spunti, ve ne segnalo un paio per farvi comprendere meglio il concetto:  “ Cane fobico o pauroso? ” e  “ Vi ricordate di Zaira? Vi spiego come ho fatto sperando vi torni utile! ”. Buona lettura 😉

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