Che cosa ci dice il nostro cane?

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Che cosa ci dice il nostro cane?
 

Che cosa ci dice il nostro cane? Lo comprendiamo davvero?

Precisiamo sin da subito che il cane si esprime con noi in maniera molto diversa, perché ripropone con l’umano il linguaggio che utilizza per comunicare con i conspecifici. I cane non ha il dono della parola, ma recepisce istantaneamente le nostre posture del corpo, la nostra tonalità della voce, il nostro stato d’animo. Molti proprietari continuano a far commettere degli errori all’animale proprio per “carenze comunicative e un modo scorretto di rapportarsi con il suo 4 zampe. Il cane per comunicare utilizza il linguaggio del corpo: difatti egli dà molta importanza alla mimica corporea (segnali non verbali), quali ad esempio la nostra postura, la gestualità (braccia, mani, volto). Molto importanti risultano i gesti para-verbali (timbro della voce, intonazione, le pause tra una parola e l’altra) e i comandi vocali, i quali però devono essere chiari e ben distaccati uno dall’altro. Da non scordare poi, limportanza del contatto fisico con l’animale: le carezze possono divenire ottime gratificazioni se accompagnate da quanto detto poco sopra. È importante far notare che non si dovrebbero MAI usare le mani per punire il cane, il quale potrebbe reagire in due modi diversi a seguito della punizione corporale:

  1. Assoluto timore del padrone.
  2. Potrebbe reagire in maniera aggressiva o addirittura mordace.

Che cosa ci dice il nostro cane?
 
Anche colpire l’animale con degli oggetti mossi dalle mani non va MAI bene, perché è un’azione minacciosa che potrebbe avere le stesse reazioni di cui sopra. Al contatto fisico aggiungiamo le gratificazioni verbali, utili per “confermare” quanto di corretto è stato fatto anche a distanze notevoli. Bisogna specificare che comunicare presuppone che ci siano perlomeno tre fattori: la presenza di segnali, qualcuno che li invii e qualcuno che li riceva. Ciò significa che noi inviamo dei segnali al cane, il quale deve essere nelle condizioni di riceverli e comprenderli in maniera chiara; lui invia dei segnali a noi che dobbiamo riconoscere e interpretare. Quindi il nostro compito è quello di comprendere i segnali che lui ci invia e capire se determinati comportamenti nei nostri confronti sono corretti oppure no. Inutile sottolineare che si dovrebbe conoscere anche un po’ di anatomia del cane e intuire se ha problemi fisici da curare; infatti a causa di qualche patologia potrebbe provare dolore (che spesso maschererà vista l’alta soglia del dolore) manifestando alcuni comportamenti aggressivi dovuti non alla mancanza di equilibrio ma a problemi di salute (non identificati dal padrone). Come abbiamo già visto (nelle news precedenti) Il cane comunica attraverso i cinque sensi e utilizzando il linguaggio del corpo, osserva, ispeziona con il fiuto, percepisce lo stato d’animo attraverso le sostanze chimiche da noi emesse (ormoni), ma soprattutto invia segnali ed informazioni. Pertanto anche noi dobbiamo essere in grado di comprendere lo stato d’animo del cane attraverso i segnali che lui ci invia:

  1. La posizione delle orecchie.
  2. L’espressione del musetto (labbra, denti, occhi).
  3. La posizione della coda e il suo movimento.
  4. La rigidità del suo corpo.
  5. Le posture di sottomissione e dominanza.
  6. Le espressioni vocali (abbaio, vocalizzi, ringhio).

Che cosa ci dice il nostro cane?
 
Da non dimenticare leritualizzazione canine”: spesso questi schemi comportamentali innati hanno perso nel tempo la loro funzione originale, ma mantengono lo stesso un significato comunicativo, a volte pacificatore, a volte per stabilire l’eventuale leadership del gruppo misto umano – cane. Potrebbe accadere che il soggetto si sottometta all’umano, spesso in maniera “attiva” ma a volte anche in maniera del tutto passiva… sicuramente ha un significato “pacificatore”, ma spesso viene scambiato dal proprietario con un atteggiamento affettuoso e simpatico. Questo situazione (In generale non è un comportamento positivo da confermare con carezze e abbracci) a volte può avere riscontri negativi se confermato con delle carezze e potrebbe portare ad una aggressione – difensiva da parte dell’animale.

IL GUINZAGLIO

Uno degli strumenti a nostra disposizione per comunicare con il cane è sicuramente il guinzaglio: attraverso di esso noi “trasferiamo” al cane il nostro stato d’animo e lui si comporterà di conseguenza. La “tensione” del guinzaglio dovuta nella maggioranza dei casi ad una scorretta gestione dello stesso, trasferisce la nostra insicurezza e preoccupazione all’animale, il quale provvederà inevitabilmente a sbagliare sempre di più. Parliamo di uno strumento che se usato correttamente ci aiuterà a correggere il nostro amico peloso e a comunicargli la correttezza del suo atteggiamento o comportamento.

Che cosa ci dice il nostro cane?
 
Se ad esempio un cane esegue quanto richiesto il guinzaglio va allentato. Una cosa da non fare MAI è quella di impugnarlo a due mani (tirando con forza) per correggere tempestivamente il possibile errore (sicurezza del cane innanzitutto) di cani di grande mole o vivaci. In passeggiata il guinzaglio dovrebbe sempre essere allentato, permettendo al cane di esplorare con il naso tutto l’ambiente che lo circonda. Per punire il cane (quando parlo di punire ovviamente parlo sempre di correzione) posso esercitare una trazione del guinzaglio oppure strattonare leggermente anche per due, tre volte ripetutamente, ma soltanto a seguito del NO” che ha una fisiologica funzione correttiva.

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