Com’è il mondo dell’addestramento cinofilo in Germania?

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Com'è il mondo dell'addestramento cinofilo in Germania?
 

Com’è il mondo dell’addestramento cinofilo in Germania? In Italia potremo mai migliorare?

Prendo spunto da una piacevole chiacchierata con degli amici, proprietari di un Rottweiler maschio di circa due anni, che si sono trasferiti per motivi di lavoro in Germania, per evidenziare delle notevoli differenze culturali a livello cinofilo di quel paese. Rispetto al nostro, da quanto mi è stato raccontato, l’educazione e l’addestramento del cane incomincia già in tenera età (tre-quattro mesi) e quasi tutti i padroni si recano presso un centro cinofilo specializzato per avere delle nozioni basilari per:

  • Comprendere il proprio cucciolo (riconoscerne il carattere ed eventuali primi problemi di comportamento);
  • Avere una corretta gestione casalinga;
  • Verificare il proprio 4zampe in un contesto sociale.

Anche i soggetti di razza tradizionalmente “meno pericolosi” vengono istruiti a dovere, come ad esempio: Bassotti, Shitzu, Bichon, meticci di taglia piccola, etc. e tutti o quasi, seguono un iniziale corso di educazione di base. Sono previsti degli incontri singoli per “inquadrare” il gruppo famigliare (cane e umani) e successive sessioni di addestramento “collettive” con altri soggetti. Non mi soffermo sulle metodologie utilizzate, perché, come in Italia, ci sono professionisti che si avvalgono di diversi metodi e strumenti tecnici (collari, guinzaglio, pettorine). È interessante conoscere cosa succede in Germania nel caso un soggetto canino non si comporti a modo in ambito urbano e sociale. In caso di evidente aggressività manifestata (anche senza scontro fisico o danni provocati dal morso ad un altro cane o umano) il cane viene immediatamente sottratto ai padroni e ospitato presso una pensione per cani; successivamente il proprietario deve seguire un percorso rieducativo presso un centro cinofilo con addestratori cinofili riconosciuti e ancora superare una prova con un esaminatore ufficiale; ovviamente la famiglia deve sostenere tutte le spese del periodo che può essere anche di parecchi mesi (pensione per cani e corso di addestramento). Mi sembra che le differenze tra quanto accade in quel Paese e il nostro siano notevoli (e probabilmente più sensate) e secondo me, ciò dimostra la nostra arretratezza in questo settore così delicato. In Italia la figura professionale (quando lo è) dell’istruttore cinofilo conta veramente poco e per il momento non è stato istituito nulla di obbligatorio (anche nel caso di aggressioni veramente dannose) a carico del padrone (si parla da parecchio tempo di un eventuale patentino). L’importanza dell’addestramento del cane in Germania è cosa nota (e giusta), soprattutto per cani di grossa mole (potenzialmente di più difficile gestione e capacità combattive) ma anche per cani di taglia piccola: i padroni inesperti hanno voglia di acculturarsi e sono “costretti” a gestire a modo il giovane cucciolo non educato. Negli ultimi tempi qualcosina è cambiata nel nostro Paese: ma non grazie alle Istituzioni, bensì per merito dei padroni odierni, consci che la gestione del cane non è cosa semplice e consapevoli dei danni che il nostro amato quadrupede può arrecare in caso di aggressione. Rimaniamo in attesa di qualcosa di concreto da parte dello Stato e di una maggior considerazione per chi, ogni giorno, con passione e amore, dedica tutto il suo tempo per migliorare la convivenza tra cane e famiglia.

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