Come si manifesta nel cane l’istinto predatorio?

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Come si manifesta nel cane l'istinto predatorio?
 

Come si manifesta nel cane l’istinto predatorio? Come va gestito?

Quante volte il nostro amico a quattro zampe ha rincorso un ciclista? Un corridore o un altro animale? La palla dei bambini? Un motorino o addirittura una macchina? Essendo il cane un animale “predatore” la natura l’ha dotato di un istinto (quello predatorio) che può essere geneticamente più presente in un soggetto piuttosto che in un altro. Certe razze (quelle da caccia ad esempio) possono avere questo istinto più sviluppato rispetto ad altre. A cosa serve l’istinto predatorio? L’animale utilizzava in passato questo impulso per catturare una preda, ucciderla e per sfamarsi; era quindi di fondamentale importanza per la sua sopravvivenza. Oggi è il proprietario del cane a provvedere alla sua nutrizione, di conseguenza l’utilità di questa particolare “qualità naturale” è stata reindirizzata (ha cambiato funzione). Per questo motivo essa trova sfogo in atteggiamenti non graditi al proprietario ma assolutamente naturali. Fortunatamente per la riuscita di svariate prove cinofile (sportive, venatorie) questa propensione naturale ha una notevole importanza e viene utilizzata per l’insegnamento di svariati esercizi. Il cane quindi può esprimere al meglio questa sua pulsione istintiva, ricevendo delle gratificazioni e rinforzi per il corretto svolgimento di quanto richiesto. Nella vita quotidiana invece l’elevato istinto predatorio se non gestito correttamente può creare dei notevoli disagi al proprietario: è uno dei più comuni problemi di comportamento del cane, che va corretto in maniera tempestiva. Questa indole produce un soggetto molto attivo, dinamico, che di conseguenza tira al guinzaglio, divenendo spesso ingestibile e che di frequente sviluppa atteggiamenti aggressivi nei confronti della “preda”, animale o umano. L’utilizzo e il rafforzamento dei comandi di base (il NO, il piede, il seduto, il fermo o resta) ci aiutano nella correzione del comportamento errato, spiegando all’amico “maleducato” che tipo di condotta è gradita. Come detto inizialmente l’istinto predatorio è una qualità assolutamente individuale, congenita, cioè trasmessa attraverso il DNA dai genitori del soggetto; il cane quindi può nascere con un valore: basso, medio-basso, medio, medio-alto oppure alto. Come per le doti del carattere (docilità, tempra, aggressività) il valore dell’istinto è determinabile sin da cucciolo attraverso dei test di gioco, mediante l’utilizzo di “prede finte” (uno straccetto, una pallina, un giochino per cani). Determinare il profilo caratteriale del soggetto in tenera età (45-60 giorni di vita) è fondamentale per prevenire molti problemi comportamentali, riuscendo così a correggerli tempestivamente!

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