Come utilizza il cane la aggressività nel suo territorio?

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Come utilizza il cane la aggressività nel suo territorio?
 

Come utilizza il cane la aggressività nel suo territorio?

La aggressività è una delle doti che formano il carattere del cane, anch’essa ereditata geneticamente. È un argomento molto complesso, ampliamente trattato a livello scientifico e oggetto di studio da parte di etologi e premi Nobel. Konrad Lorenz ad esempio ha dedicato a questa materia un intero volume di circa 370 pagine, dal titolo “Laggressività”. Il suo primo saggio sull’argomento venne pubblicato nel 1966 con il titolo originale “Il cosiddetto male”. L’aggressività si potrebbe descrivere come “l’arma a disposizione del cane” per far intendere al potenziale nemico di starsene alla larga da se stesso o dal suo territorio, all’interno del quale ci sono delle “cose” che l’animale difende. I “beni da proteggere possono essere: la casa, il giardino, la cuccia, il gioco preferito, il cibo a disposizione, il divano e ovviamente il padrone e la famiglia. Quindi ricapitolando gli atteggiamenti che il cane manifesta per proteggere le cose, da lui identificate di proprietà è l’aggressività; la postura del corpo, il pelo irto, la posizione delle orecchie e della coda, il digrignare i denti, il ringhio, sono tutte espressioni della dote. Il morso non fa parte dellaggressività, ma è un atteggiamento di lotta che interviene successivamente, determinato dalla combattività, altra qualità naturale del cane. L’aggressività può essere di diverso tipo, ma alla base vi è sempre la genetica. E’ una dote che va opportunamente affrontata per non incorrere in problematiche gestionali veramente serie. L’aggressività è una dote del cane ereditata geneticamente che, in fase di maturazione sessuale, può raggiungere il suo apice. L’aggressività è originata da cinque fattori:

  1. Dalla genetica;
  2. dallo sviluppo ormonale;
  3. dall’alimentazione;
  4. da problemi di salute;
  5. dall’atteggiamento scorretto del proprietario.

Essa può essere alimentata da una serie di fattori esterni quali: l’alta somministrazione di carni rosse crude, dall’incitamento, all’aggressività da parte del proprietario e dai maltrattamenti. L’aggressività scatenata da patologie fisiche è la conseguenza di uno scorretto rapporto cane padrone, in quanto il nostro amico dovrebbe sempre essere disponibile al contatto fisico e alle manipolazioni. Possiamo classificare l’aggressività in cinque tipi:

  1. Da dominanza;
  2. da paura;
  3. territoriale;
  4. materna;
  5. idiopatica.

La prima è scatenata dalla possessività e dalla competizione per cose ritenute dall’animale di valore o da atteggiamenti di sfida assunti dal proprietario, da persone estranee, da un altro cane. La seconda è causata da situazioni ritenute stressanti, rumori, temporali, minacce o semplicemente da eventi sconosciuti al cane. La terza è determinata dalla protezione del territorio. L’aggressività materna invece avviene per proteggere i propri cuccioli, mentre l’idiopatica è scatenata da vere fobie ed è molto rara. Come le altre doti del carattere essa può avere diversi valori, da determinare attraverso specifici test per la valutazione del profilo caratteriale del soggetto. L’aggressività presente in un cane alla nascita può essere:

  1. Naturale;
  2. presente;
  3. marcata.

Il valore corretto per poter avere un buon rapporto con il cane è quello naturale. L’aggressività presente è un valore medio da identificare e gestire idoneamente, mentre l’aggressività marcata andrà sempre gestita e controllata al fine di farla diminuire. Il gioco del “tira e molla”, frequentemente demonizzato senza motivo, risulta essere un ottimo supporto per ridurre l’eccesso di potenza immagazzinata. Gli effetti dell’accumulo di energia sono, a titolo di esempio, i danni in casa e nell’autoveicolo, le aggressioni nei confronti degli altri cani degli estranei e del proprietario.

Come utilizza il cane la aggressività nel suo territorio?
 
Ora immaginiamo un bicchiere che in breve tempo (qualche giorno) si riempie fino all’orlo e tracima: il liquido che fuoriesce è l’aggressività ed il proprietario deve trovare il modo di ridurre il livello del liquido in eccesso. A volte il proprietario è vittima del reindirizzamento dellaggressività: il cane trattenuto al guinzaglio, sfoga la sovrabbondanza di energia, che non è riuscito a scaricarea causa della reale fonte di stress, ringhiando e anche mordendo il conduttore. Il premio Nobel Konrad Lorenz individua l’aggressività esclusivamente come intraspecifica, tra individui della medesima specie. Secondo i suoi scritti, se il cane assume atteggiamenti aggressivi nei confronti dell’uomo, significa che lo considera evidentemente come un “conspecifico acquisito“. Lorenz smentisce inoltre la possibilità che esista una aggressività “predatoria”; in fase di inseguimento della preda, il cane esibisce istinto predatorio e combattività per l’eventuale uccisione, ma non l’aggressività. L’aggressività è una delle doti del carattere difficile da individuare e spesso mal gestita, ma è di fondamentale importanza in natura per la sopravvivenza della specie.

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