Come vive il cane l’esperienza della pensione per animali?

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Come vive il cane l’esperienza della pensione per animali?
 

Come vive il cane l’esperienza della pensione per animali? Questa scelta non gestita correttamente a cosa porta?

In questi ultimi periodi, durante la permanenza di cani in pensione per animali e durante le lezioni personalizzate di educazione e addestramento, ho notato un aumento del numero di soggetti che soffrono, in generale, la separazione dal proprio nucleo famigliare, con una conseguente scarsa adattabilità alla nuova situazione. Non parlo della cosiddetta “ansia da separazione” che avviene al momento dell’uscita del padrone da casa per il periodo lavorativo o per degli impegni personali, ma di uno stato d’ansia che deriva dal distacco temporaneo dalla famiglia, anche se il cane si trova in un luogo a lui noto (il campo di addestramento oppure la pensione per cani) o con l’educatore cinofilo di fiducia. Questo tipo di problematica potrebbe ovviamente riproporsi anche in altre situazioni, ad esempio se si ha la necessità di lasciare il peloso per qualche ora/giornata con un famigliare, con un dog sitter o se i membri della famiglia si separano momentaneamente, ad esempio per entrare in un negozio. I soggetti che manifestano del disagio in queste occasioni non sono molti per fortuna, ma sono purtroppo in costante aumento. Cosa determina questa situazione di stress più o meno prolungato e quali sono le conseguenze? Il carattere del soggetto ovviamente (come sempre) influisce sul comportamento del nostro 4zampe e sul rapporto con il padrone: un cane molto docile e un po’ insicuro, abituato al costante contatto con i membri della famiglia, si troverà a disagio nelle situazioni sopra descritte. Di conseguenza, la famiglia ricopre un ruolo importante nelleducare il cane ad “adattarsi” ai cambi di situazione e abitudini. Spesso tra gli umani e il peloso di turno, si instaura un relazione fortemente morbosa, che a volte sembra un legame unico, amorevole, affettuoso, ma che determina invece uno stato di insicurezza e disagio dell’animale in una circostanza nuova, con un notevole accumulo di stress. Sin da cucciolo, il giovane Fido deve essere abituato a rimanere tranquillo e sereno in una condizione diversa dall’usuale, non festeggiandolo in maniera eccessiva quando lo si lascia e essendo moderati al rientro; soprattutto se il 4zampe manifesta eccessiva eccitazione, agitazione o uno stato d’animo negativo. Le conseguenze di un malessere psichico possono manifestarsi in:

  • Il cane non interagisce con i suoi simili e l’umano;
  • non interagisce con i suoi giochi;
  • non consuma il pasto e non reagisce neanche ai soliti ghiotti bocconcini;
  • cerca una via di fuga da un eventuale box per cani o giardino;
  • addirittura potrebbe avere delle reazioni aggressive nei confronti di chi lo deve gestire in assenza del padrone.

Come vive il cane l’esperienza della pensione per animali?
 
In certi casi questa condizione permane per più ore o anche per più giorni. Dopo qualche tempo (varia da cane a cane) magari grazie all’aiuto professionale del provvisorio custode, il cane rientra in un contesto psicologico di normalità. Per facilitare tutto questo è bene lasciare un oggetto personale del padrone al 4zampe (una t-shirt rovinata ad esempio) o degli oggetti a lui famigliari (il suo osso, il gioco preferito, il guinzaglio). Saper comprendere lo stato d’animo del nostro amato è fondamentale (oltre che un dovere), per non incorrere in situazioni simili a quanto sopra descritto, così come è importante conoscere una base della psicologia canina per evitare degli errori comuni, i quali provocheranno del notevole disagio al cane in contesti inaspettati o di necessità.

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