Da cosa è motivato il comportamento pacificatore del cane?

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Da cosa è motivato il comportamento pacificatore del cane?
 

Da cosa è motivato il comportamento pacificatore del cane?

Il comportamento pacificatore è un atteggiamento di sottomissione (attiva o passiva) assunto dal soggetto più debole che ha lo scopo di far desistere il soggetto più forte nella sua azione aggressiva e di lotta. Ha l’intento di far preservare delle energie, sia al soggetto più determinato che a quello più insicuro e ovviamente svolge l’importante funzione di stabilire delle gerarchie all’interno di un gruppo di cani o di un gruppo misto cani-umani. Questo importante comportamento è strettamente collegato ad atteggiamenti di inferiorità e sottomissione e, a volte, alla paura. Questa condotta sembra derivi da atteggiamenti infantili del cucciolo, successivamente reindirizzati (che hanno cambiato funzione) e ritualizzati (eseguiti secondo norme codificate). Fondamentale è la fase di vita della socializzazione (come già detto negli articoli precedenti); l’interazione in questa fase di vita, soprattutto dei piccoli all’interno della cucciolata e con la madre nei primi due – tre mesi di vita, insegna questo importante comportamento che potrebbe essere addirittura utile alla sopravvivenza. Come detto in precedenza, il cane più dominante (o il proprietario) invia dei segnali, assumendo degli atteggiamenti posturali di dominanza e sicurezza, che l’altra parte quasi immediatamente comprende e, se riconosce la leadership e la forza psico-fisica dell’aggressore, ben presto si sottomette. A volte, se questo non accade, si arriva a degli scontri fisici anche violenti ma spesso fortemente ritualizzati: nel caso di un rapporto tra due cani non di proprietà è bene evitare la lotta, correggendo il comportamento aggressivo del proprio cane; nel caso lo scontro avvenga tra cane e il suo padrone è utile invece chiedere consiglio ad un esperto addestratore, per comprendere le cause della disputa e modificare eventuali comportamenti errati. Un classico esempio di comportamento pacificatore del cane avviene quando al rientro a casa, il proprietario “minaccia” o addirittura punisce il proprio cane perché ha compiuto dei danni o ha urinato e/o defecato dentro casa, in sua assenza: l’atteggiamento impaurito e sottomesso dell’animale spesso viene inteso come gesto di “colpevolezza” , ma è invece semplicemente una ritualizzazione istintiva (comportamento pacificatore) oppure un comportamento appreso di sottomissione provocato da precedenti punizioni impartite in situazioni simili, per far sì che il padrone non “infierisca” su di lui. A volte succede che l’animale di “rango inferiore” rispetto al cane più forte del gruppo, si sottometta senza una reale motivazione e assuma posture di inferiorità, a volte di “sottomissione attiva”: questo atteggiamento (che non ha una particolare causa) non è ben visto dal soggetto più forte, il quale provvede quasi immediatamente ad interrompere questo comportamento con un ringhio deciso e posture di sicurezza e dominanza. Anche in questo modo si “preservano” delle energie per il benessere del branco stesso e si mantengono le distanze tra le parti in causa.

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