È corretto generalizzare parlando di razze pericolose?

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È corretto generalizzare parlando di razze pericolose?
 

È corretto generalizzare parlando di razze pericolose? È giusto associare il comportamento aggressivo di un cane alla razza?

In passato la legislazione nazionale ha prodotto diverse liste di cani pericolosi, variando in questi elenchi il numero delle razze presenti (che inizialmente ne comprendevano parecchie), arrivando al punto di riconsiderare il termine “cane pericoloso” e il successivo elenco di razze “assassine” e coniando un nuovo vocabolo: “impegnativo”. Bisogna anche dire purtroppo che qualche compagnia d’assicurazione tutt’ora non assicura il cane inserito nel vecchio elenco delle razze pericolose, oppure lo fa con costi maggiori per l’utente. Oltre a questo, che di per sé lo trovo fastidioso, la cosa che onestamente mi rammarica (comprendendo a pieno quanto sia difficile non essere condizionati da un’etichetta), è constatare che ancora molte persone in virtù di quanto messo in evidenza prima, ritengono alcune razze canine, cattive o pericolose. Da questa premessa mi piacerebbe articolare un ragionamento, che parte obbligatoriamente da una domanda: ma è corretto parlare di razze canine più pericolose di altre? Per forma mentis e preparazione cinofila, ritengo non sia per nulla corretto, poiché l’aggressività è una dote caratteriale (CLIKKA) che può essere più o meno presente in tutti i cani, indistintamente dalla razza di appartenenza. Diversamente, in questo contesto la differenza invece la può fare: la fisicità del soggetto (un cane di 70 chilogrammi ovviamente può fare ovviamente più danni rispetto ad un Barbone Toy – nella foto sotto), la sua memoria di razza e il suo profilo caratteriale.

È corretto generalizzare parlando di razze pericolose?
 
Pertanto in virtù di questo semplice ragionamento, trovo più corretto parlare di cani impegnativi, come prevede l’attuale legislazione. Facendo riferimento alle dimensioni, Immagino che molti pensando a cani impegnativi visualizzino soggetti abbastanza grandi, ma ho assistito a padroni in enorme difficoltà  anche con cani di media o addirittura piccola mole e questo perché il soggetto preso ad esempio era mordace, aggressivo e privo di chiari riferimenti. Spostando per un attimo l’attenzione dai cani di razza a quelli volgarmente definiti “meticci”, c’è da dire che nelle speciali classifiche di cui sopra non si fa alcuna menzione! Eppure sul nostro territorio sono sempre più presenti incroci di svariate razze, per lo più equilibrati, ma a volte “problematici” o dotati di una certa aggressività. Giuro che in questo concetto non c’è del “razzismo” 🙂 . Adesso, a parte gli scherzi, tutte le razze, tutte le taglie, tutti i meticci possono essere “impegnativi”! Pertanto, una volta identificati i soggetti “problematici”, invece di seguire delle banali classificazioni, penso si dovrebbe procedere  con delle leggi ad ok! Come molti dei miei colleghi di Consulpets, io penso che spesso il cane è problematico perché il padrone lo è in primis, pertanto sono totalmente a favore ad un percorso di recupero comportamentale e all’obbligo ad ottenere il “famoso” patentino per cani, che purtroppo nel 2017 non esiste, poiché la legge italiana considera il cane come “una cosa”, un bene mobile. Tornando ai casi di aggressività palesata da alcuni soggetti, a volte il veterinario comportamentalista responsabile, stabilisce l’obbligo di museruola e guinzaglio per cani che già hanno manifestato comportamenti aggressivi (dopo aver quindi fatto danni fisici notevoli se non addirittura causato la morte di qualche altro cane o persone). In riferimento a quanto appena detto, trovo anche giusto ricordare (vista magari dalla parte del cane 🙂 ), che non tutti i cani sono adatti a proprietari inesperti e quindi diventano soggetti “impegnativi” proprio perché mal gestiti da famiglie totalmente a digiuno di cinofilia o semplicemente perché non sono in grado di prendersi cura neanche di se stessi. Questo avviene anche perché alcuni allevatori (qui si parla di razza) sono totalmente inadatti a svolgere il compito (selezione), oppure perché senza scrupoli, affidano cani di grossa mole (e molto costosi!) a persone anziane, inadatte a condurre questi cagnoni in luoghi pubblici (nella foto sotto – anziana signora con cane adatto).

È corretto generalizzare parlando di razze pericolose?
 
Chi ne paga le conseguenze poi è il cane stesso (che rischia il canile o nei casi peggiori la soppressione), il malcapitato umano o il suo cagnolino, che viene morso. Spesso vittima dell’aggressione è il famigliare stesso, incapace di gestire correttamente il quattro zampe; purtroppo a volte i soggetti famigliari presi di mira dal cane sono neonati, bambini, anziani, individuati come deboli o indifesi. Nella scelta di un cucciolo, come spiegato in innumerevoli articoli pubblicati su questo sito, il futuro proprietario deve tenere presente di quali siano le caratteristiche della razza al quale vuole approcciarsi, cercando di individuare, anche attraverso un consulto con degli esperti professionisti, il cane che per fisicità, caratteristiche, istinti innati e attitudini spontanee può svolgere un determinato lavoro e quindi se è in grado di soddisfare appieno le esigenze familiari, o meglio ancora, se la famiglia è in grado di soddisfare le esigenze del 4zampe prescelto! L’ultimo punto sul quale vorrei soffermarmi e che a parer mio va chiarito, è l’istintiva associazione che viene fatta tra una specifica razza canina e un problema di comportamento: secondo voi è esatto sostenere che quel determinato cane si comporta in modo scorretto perché appartiene ad una determinata razza? Secondo me no, perché se è vero che da una parte esiste la memoria di razza (di cui abbiamo già parlato), che è una specifica attitudine a svolgere un compito o a comportarsi in una maniera specifica perché ereditato dai genitori ed in alcuni casi trasmessa di generazione in generazione, dall’altra, spesso i problemi comportamentali derivano da svariate concause, quali:

  • Traumi importanti (abbandono, vita di strada, maltrattamenti, etc.);
  • il carattere del cane;
  • la gestione quotidiana da parte del padrone;
  • gli istinti;
  • l’ambiente;
  • i percorsi educativi e di addestramento.

Tutti questi sono possibili elementi che influiscono e di molto sul modo di agire di un soggetto…. Nella prossima news vi parlerò di un progetto a me caro, che diversamente dal solito non coinvolge solo i cani… a presto! 😉

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