Garantiamo al nostro cane il giusto equilibrio psicofisico?

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Garantiamo al nostro cane il giusto equilibrio psicofisico?
 

Garantiamo al nostro cane il giusto equilibrio psicofisico? Lo facciamo nel modo giusto?

Siamo sicuri di fare tutto ciò di cui il nostro prezioso amico ha bisogno? Comprendiamo sempre quali sono le sue reali necessità? Riconosciamo i segnali di disagio che lui ci invia? E’ felice di stare al nostro fianco? Siamo dei padroni leali e responsabili? Tutti cercano di fare del bene al proprio amico a 4zampe; purtroppo però la carenza di cultura cinofila e le “mode” del momento, fanno si che venga spesso gestito in maniera scorretta, provocando così sofferenza psicologica e stress. Guinzagli, collari e pettorine variopinti, belli ma poco funzionali, abiti, maglioncini e berretti per cani, “acconciature” variegate, cibi stravaganti… secondo me questi sono tutti esempi di cose non fondamentali per l’animale, per lo più atte a soddisfare bisogni “umani” . Ma soprattutto un atteggiamento errato nei suoi confronti, con trattamento “simile” ad un bambino viziato, è la cosa più deleteria per il suo benessere. Il compito di un bravo padrone di cani è invece quello di salvaguardare la sua salute fisica e psicologica: un cane sereno durante la quotidianità e fisicamente integro, diventa una preziosa risorsa (oltre che per se stesso ) e un valido collaboratore per il nucleo famigliare. Dal punto di vista fisico, senza entrare troppo in discorsi di competenza altrui (veterinari e preparatori atletici) il nostro amico ha sicuramente necessita di più uscite giornaliere per l’espletamento dei bisogni, per curiosare, conoscere il mondo circostante e ovviamente per socializzare e giocare con i suoi simili. Lui abbisogna anche di moto fisico, quindi una passeggiata al guinzaglio di qualche chilometro e delle corse libere nei prati sono molto utili in tal senso. Un cane sportivo o “da lavoro” esige invece di una vera e propria preparazione atletica, per il mantenimento della massa muscolare, che lo supporterà durante la prestazione sportiva o durante il lavoro di guardia, caccia o conduzione. Deve essere garantito anche il giusto riposo giornaliero, per recuperare dallo sforzo fisico e mentale. Dal punto di vista psicologico invece il cane potrebbe non sopportare delle situazioni stressanti, perché troppo rumorose o semplicemente a lui sconosciute. E’ nostro dovere far superare questi “ostacoli” al nostro fedele amico, atteggiandosi in modo corretto per non rinforzare uno suo stato d’animo negativo. Un ottimo rapporto con lui ci aiuta molto, la fiducia che lui ripone in noi va sfruttata per farlo recuperare da una circostanza snervante. A mio avviso il cane di oggi deve sentirsi utile e collaborativo! Sin dalle origini del rapporto con l’uomo, il cane lo ha sempre coadiuvato, diventando un fedele e leale assistente.  Giocare con “l’allievo” è un modo efficace per renderlo attivo e cooperativo, per esempio mediante l’utilizzo di semplici giochi di riporto, di ricerca o di lotta, fanno si che si instauri tra le due parti (uomo e cane) un rapporto d’intesa e una relazione serena. Anche l’esecuzione dei semplici comandi di base impegna mentalmente il cane: come è stato detto in precedenza, questi comandi verranno poi usati nella quotidianità per ottenere un soggetto educato e che si comporta a modo in un contesto sociale. L’allenamento giornaliero gli farà usare il cervello e lo stancherà interiormente, rendendolo appagato e soddisfatto. Concludendo, il tempo che devo dedicare all’amico peloso deve essere non di quantità, bensì di qualità: fare delle passeggiate per più ore, senza interagire con lui, giocare, farlo correre libero dal guinzaglio, richiedere dell’educazione in ambito sociale (e ubbidienza se necessario) probabilmente servirà a poco.

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