Gli istinti e le doti del carattere…

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Gli istinti e le doti del carattere nel cane.

Molti sono i concetti etologici trattati in passato da numerosi studiosi, ma alcuni sono fondamentali per ben comprendere il comportamento del cane socializzato all’uomo e da non sottovalutare in sede di addestramento. Tra gli istinti, che sono dei comportamenti innati (atto istintivo e breve movimento istintivo), il più importante a fini addestrativi è sicuramente l’istinto predatorio. Conoscere la memoria di razza di una razza canina (che si suppone sia una pura invenzione dell’uomo) è importante. Altrettanto fondamentale è il concetto di territorio (dimora di primo grado e dimora di secondo grado) e la teoria Belyaev (1917 – 1985), per la difesa da un nemico biologico. Le doti del carattere invece sono le seguenti: tempra e temperamento, docilità e socialità, vigilanza e aggressività, possessività e combattività, curiosità. La curiosità è l’unica dote che si analizza singolarmente, le altre sono in stretta relazione tra loro (ad es. docilità e socialità). Strettamente connessa al temperamento, termine che spesso viene usato come sinonimo di carattere, ma che invece è “solo” un tassello che determina il carattere stesso dell’animale, è la soglia di stimolo. Collegato alla dote caratteriale della vigilanza e al concetto etologico del territorio, è invece il tempo di attenzione. L’aggressività merita ampiamente un capitolo a parte; Konrad Lorenz (1903 – 1989), illustre premio Nobel per la medicina e fisiologia (1973) nonché padre dell’etologia, ha dedicato a questo argomento un intero volume di più di 370 pagine (“L’ aggressività”).


 
IL PROFILO CARATTERIALE DEL CANE.

Come si fa a definire il carattere di un cane? Esistono specifici test finalizzati alla determinazione del profilo caratteriale del soggetto.

  • Si raccolgono i dati generali, quali il peso del soggetto, la sua età, lo stato di salute (con il supporto di un medico veterinario).
  • Successivamente si sottopone l’animale a specifiche prove per la valutazione delle sue doti caratteriali, quali ad esempio esercizi di gioco, incontro con estranei, palpeggiamento da parte del proprietario, prove di stress da rumore o fisico (il tutto ovviamente in maniera non coercitiva).
  • Vanno poi analizzate le risposte che il soggetto manifesta, attribuendo un punteggio ad ogni singola dote. Ciascuna di esse ha una scala di valore di 4 o 5 livelli (ad esempio docilità: 1. insufficiente, 2. sufficiente, 3. corretta, 4. marcata).
  • Il quadro finale presenterà diverse combinazioni e pertanto profili caratteriali illimitati e soprattutto diversi l’uno dall’altro.
  • I test valutativi verranno infine integrati con una serie di informazioni sulle abitudini del cane (e quindi sul modo di comportarsi) e del proprietario.
  • In ultimo viene tracciato un piano di recupero personalizzato e mirato alla risoluzione dei problemi comportamentali emersi o, più semplicemente, sarà definita una serie di incontri per l’educazione o rieducazione all’obbedienza.

Il test deve essere effettuato da un addestratore esperto in psicologia canina, con conoscenza dei concetti base di tale scienza, che sia in grado di sottoporre i soggetti a questi test, ma soprattutto che abbia le competenze per saper leggere le risposte che il cane esibisce.

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