I comandi di base…

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I comandi di base…1^parte

Fin dal primo giorno di convivenza, è buona norma insegnare al cucciolo dei semplici comandi di base per ottenere una buona obbedienza, soprattutto per la sicurezza del cane stesso. I comandi di base utili in tal senso sono: il nome del cane, il “no”, “andiamo”, “vieni”, “seduto”, “terra”, “fermo” (o “resta”), “lascia”. Ritengo non sia importate la parola o la lingua usata, ma è fondamentale che il cane associ al comando uno specifico esercizio o postura del corpo e che alla corretta esecuzione di quanto richiesto sia premiato da un boccone di cibo gradito, da una sequenza di gioco con un oggetto, da una carezza, dalla voce. Quest’ultima è un ottimo mezzo per gratificare il cane che esegue quanto richiesto, soprattutto con il cane a distanza dal proprietario. Inoltre può essere usata contemporaneamente agli altri premi. A differenza di quanto si pensi il comando più importante in assoluto è il nome del cane, che è una vera e propria richiesta di attenzione, con tonalità decisa e mai aggressiva. É abbastanza comune usare troppo spesso il nome del cane: sarebbe invece opportuno usare dei nomignoli nella quotidianità e chiamare il cane per nome quando deve darci attenzione e ubbidire. Il “no” deve essere usato per correggere un comportamento errato: la sua tonalità deve essere imperativa con posture decisa e ferma; se il cane smetterà di comportarsi in maniera scorretta, dovrà essere subito premiato. Gli altri comandi (andiamo, seduto, fermo, terra, vieni) sono delle informazioni che diamo al nostro amico peloso e non devono essere espresse con toni severi o isterici.

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