Il corretto utilizzo del collare e il relativo funzionamento.

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Il corretto utilizzo del collare e il relativo funzionamento.
 

Il corretto utilizzo del collare e il relativo funzionamento.

A seguito dell’articolo del mio stimatissimo collega Marco Anselmino, sulla diatriba “pettorina o collare” (CLIKKA) come strumenti per la conduzione del proprio 4zampe, desidero approfondire l’argomento, perché lo ritengo molto delicato e spesso poco chiaro al proprietario, soprattutto se neofita. Attraverso la mia esperienza maturata sul campo quotidianamente da diversi anni a questa parte, desidero esprimere il mio punto di vista e spiegare soprattutto quale sia l’uso corretto del collare (fisso e a strangolo), specificando sin da subito che quasi mai consiglio l’uso della pettorina, soprattutto in fase di addestramento. A mio avviso quest’ultima limita la capacità comunicativa del padrone con il proprio cane, perché secondo me lo rende molto autonomo durante una passeggiata e fa sì che il nostro amico peloso sia sovente “fuori controllo”; inoltre è poco pratica durante le correzioni del comportamento indesiderato. La pettorina è nata come strumento da “traino”, per provocare al cane meno disagio possibile in caso di trascinamento di pesi notevoli e renderlo di conseguenza più forte e potente. Gli imbraghi utilizzati dai Mushers (conduttori di cani da slitta) ad esempio, hanno una certa funzionalità e sono stati studiati appositamente per garantire salute e vigore anche se il cane si trova sotto forte stress fisico. Gli strumenti simili che oggi si trovano sul mercato sono solitamente molto belli da vedere, ma poco funzionali e a volte dannosi. Il cane in passeggiata non dovrebbe tirare e tanto meno trainare, quindi non necessita di strumenti nati con questo scopo. Discorso diverso (in controtendenza a quanto detto sin d’ora), durante delle escursioni in montagna, tuffi in mare, fiumi, laghi, oppure facendo jogging, ad esempio, consiglio sempre l’uso della pettorina. Andando a conoscere meglio lo strumento collare, ve ne sono di svariate tipologie: sostanzialmente però possono essere fissi, a semi-strozzo e strozzo. Il collare a strozzo è di solito in acciaio inox (ma purtroppo anche in lega, che arrugginisce e si spezza) con due tipologie di maglia: stretta, detta alla “veneziana”, poco adatta però al pelo lungo perché lo strappa e a maglia larga, “salva pelo”, un po’ meno scorrevole. Ovviamente ne esistono di diversi spessori e lunghezza: più sottile è la catena di metallo e più può essere dannosa se usata in malo modo (ad esempio il collare usato nelle esposizioni canine, molto fino); essa poi non può essere troppo lunga, perché la misura scorretta altera la sua funzionalità. Non uso mai invece il collare a scorrimento in nylon (semi-strozzo), perché poco efficiente (non parlo del guinzaglio “retriever” che consente invece uno “sgancio” rapido del cane che deve lavorare senza collare).

Il corretto utilizzo del collare e il relativo funzionamento.
Nella foto: tipico collare a strozzo a maglie larghe, ideale per non rovinare il mantello del cane. 

Ancora, il collare va “vestito” nella maniera giusta, perché la posizione corretta ne permette lo scorrimento efficace, piuttosto che il blocco dello strumento stesso, con relativa inutile e ingiusta pressione sulle vie aeree. L’eventuale correzione con questo tipo di collare (dopo ovviamente aver impartito il comando NO) è confermata dal rumore metallico dello scorrimento della catena (condizionamento). Attenzione che per certi soggetti lo strattone di guinzaglio con questo tipo di collare rappresenta il via al comportamento scorretto (di aggressione ad esempio), perché è una sorta di input negativo, fornito in maniera involontaria dal padrone. Le indicazioni al cane vengono date attraverso dei piccoli “strappi” che devono provocare lo scorrimento dello strumento.

È scorretto quindi:

  • Collocare il collare in maniera errata (sostanzialmente al contrario);
  • usare il collare con lo scopo di limitare le capacità respiratorie dell’allievo;
  • applicarlo in posizione molto alta nei pressi del capo, punto che causa immobilità del soggetto (quasi una paralisi fisica);
  • strattonare il cane ripetutamente;
  • “impiccare” il malcapitato;
  • usarlo facendo strozzare il cane (che tanto non è scemo e prima o poi capirà di non tirare).

Faccio presente che lo stesso può essere agganciato in “modalità fissa” più o meno aderente al collo del cane, questo non permetterà allo stesso il divincolamento e la fuga per paura, funzione che viene garantita anche dal collare in modalità a strozzo. Vorrei specificare che molte volte (soprattutto i soggetti molto giovani) tendono a sfilarsi, non solo la pettorina, ma anche il collare fisso per negligenza del proprietario che li mantiene molto larghi. Spesso faccio adoperare ai miei allievi un bel collare fisso di pelle o fettuccia molto alto, con attacchi in metallo (per evitare rotture degli agganci in plastica), al fine di impostare il cane all’educazione di base e fornirgli le giuste indicazioni a livello di comunicazione uomo/cane. Inizialmente potrebbe essere un po’ più complicato “guidare” un grosso soggetto vivace con questo strumento, ma evita al cane correzioni scorrette da parte dell’inesperto conduttore. Con questo collare (fisso – per capirsi come quello del Dalmata nella foto in alto) ad esempio, l’allievo può essere portato da ambo i lati in passeggiata, mentre con il collare a strangolo lo si deve portare solo da un lato, in base al posizionamento corretto sul collo dello strumento a catena.

Il corretto utilizzo del collare e il relativo funzionamento.Nella foto: questo collare è sempre della famiglia di quelli a strozzo, solamente che è in materiale corda/cuoio. (immagine di www.youzoostore.com).

Devo anche specificare che è luso esatto del guinzaglio che fa migliorare il cane e non solo la scelta del collare! Tocca comunque all’esperto addestratore cinofilo determinare quali sono gli “arnesi” migliori da utilizzare in quello specifico contesto (cane, ambiente, famiglia, etc.) e spiegare in maniera dettagliata come effettuare una passeggiata regolare. In definitiva, lo strumento è importante, ma è di basilare importanza la cultura cinofila e la conoscenza dei “congegni” cinotecnici a disposizione sul mercato; l’attrezzatura non dovrebbe mai essere strettamente collegata ad una metodologia piuttosto che ad un’altra: affermare che chi usa il collare a strozzo è violento e coercitivo non corrisponde alla realtà così come chi usa la pettorina non è sempre così “gentile”. Diffidate da chi afferma questo e cercate di scegliere il professionista dalla mentalità aperta, attento alle esigenze e allo stato emotivo del vostro cane, ma soprattutto che abbia ben chiaro quello che sta facendo!

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