La dominanza è un aspetto della vita del cane?

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La dominanza è un aspetto della vita del cane?
 

La dominanza è un aspetto della vita del cane? La nostra nei suoi confronti è impiegata correttamente?

In cinofilia ci sono molti motivi di confronto e spesso, purtroppo, di scontro poiché, come già detto nei precedenti articoli, ci sono diversificati “metodi”, molteplici “figure” professionali” che operano nel mondo del pet e svariati modi di relazionarsi e approcciarsi all’animale. Una delle diatribe più comuni avviene sul tema della “dominanza”. Banalmente partirei dall’assodato concetto che il cane ha diverse cose in comune con il cugino “canis lupus” e che come sapete già tutti, migliaia di anni fa un canide si avvicinò allessere umano, traendo beneficio dalla convivenza con lo stesso. Queste due specie avevano ovviamente poco in comune e perciò inizialmente avviarono una comunicazione alla “buona”; perciò l’uomo cercò di comprendere il suo nuovo compagno e collaboratore (che provvedeva alla guardia e alla pulizia delle discariche umane), osservando i suoi comportamenti e cercando di capire i comportamenti del lupoide, sia nei suoi atteggiamenti da solitario che in quelli di gruppo. Se ancora oggi si osservasse con attenzione i “modi di fare” del “canis lupus familiaris”, ci si accorgerebbe che, tra più cani appartenenti allo stesso gruppo, il concetto di dominanza (e sottomissione) esiste ancora… ma come potremmo definire la dominanza? A mio avviso essa non è nient’altro che dell’energia (positiva) che il cane possiede, rappresentata da uno stato d’animo di forza interiore e posture del corpo assolutamente sicure, di fierezza e autorevolezza. Penso che questo tipo di status (cane dominante) è determinato anche da delle doti del carattere molto spiccate, soprattutto in termini di tempra (sicurezza ed equilibrio psichico) e temperamento (vivacità). Si parlava di un qualcosa di estremamente positivo poco sopra, soprattutto per una pacifica convivenza di gruppo e per un minor spreco di energia per tutti i componenti del branco (di cani). Difatti ci sono i soggetti meno forti, più remissivi, che di conseguenza sottostanno alla forza e al carisma del leader (sottomissione). Alla base della serena e pacifica coabitazione è presente una forte componente di lealtà e rispetto delle parti. Un soggetto prestante non infierirà mai se laltra parte si dimostra in difficoltà (sottomesso), ma sarà riguardoso.

La dominanza è un aspetto della vita del cane?
 
Nella mentalità comune invece il termine “dominanza” significa scontro, lotta fisica, dispendio di energia e, nel caso si parli di addestramento, di costrizione violenta, con strumenti coercitivi e rispetto per lamico fedele pari a zero. In questo caso a mio avviso non è corretto parlare di dominanza ma di ignoranza cinofila: osservando i nostri amici pelosi “vivere assieme”, non vedremo mai ciò che il “professionista” fa per addestrare il suo cane attraverso l’uso della forza fisica e “dominando” il povero cane e così facendo il risultato sarà che il soggetto non comprenderà questo atteggiamento. Il modo corretto per interagire con il nostro 4zampe deve essere simile a quello del cane carismatico e mentalmente pronto ad essere una guida determinata, autorevole e che pensa al successo del gruppo. In realtà il carisma comunicativo dell’umano è di base innato, però sbagliando l’invio di segnali corretti al quadrupede e la comprensione del suo linguaggio corporale non riuscirà a costruire una relazione sana e positiva. La coerenza, la fantasia, il modo di relazionarsi sono anch’essi molto importanti e si apprendono con l’esperienza. Ricordatevi sempre che la passione e il carisma sono delle caratteristiche naturali del singolo e che che nessuno ve le può insegnare; la logica mi impone di credere all’esistenza della dominanza (così come la sottomissione) e della sua utilità, ma a patto che si sia ben capito cosa significa in realtà e come vada applicata. Diversamente non credo nelle regole da capobranco da adoperare quotidianamente con il nostro fedele compagno, le trovo stupide e senza alcun senso logico, perché dal mio punto di vista il cane di oggi non le comprenderebbe assolutamente. Il rispetto nei nostri confronti non si ottiene non facendo stare il cane sul divano o sul letto, entrando in casa prima noi e dopo lui, mangiando prima noi e dopo lui; lo acquisiremo dimostrandoci sicuri, forti, onesti e sinceri… insomma, dei veri leader!

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