La gestione del cane con il guinzaglio…

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La gestione del cane con il guinzaglio…
 

La gestione del cane con il guinzaglio nella quotidianità

Uno degli errori più comuni che riscontro durante l’educazione del cucciolo è la gestione scorretta del guinzaglio; esso sta sempre più divenendo un accessorio alla moda piuttosto che l’efficiente strumento di comunicazione e di “connessione” tra il cane e il suo padrone. Entrando in un negozio di animali si può trovare un’infinità di articoli per la conduzione dell’amico a quattro zampe: colori sgargianti, svariate lunghezze, allungabili, con impugnature comode, di pelle,  a catena per i cani che mordicchiano, in fettuccia piatta oppure arrotondata, guinzagli “retriever”, etc.. A mio parere il guinzaglio deve essere della lunghezza di circa 1,30 metri (la legge consente al massimo il guinzaglio da 1,50 metri), comodo ma resistente (per questo lo consiglio in pelle), con dei moschettoni adatti alla dimensione del cane (non troppo grosso per cani piccolini e leggermente più grandi ma non enormi per cani di grande mole). La larghezza dello strumento può anch’essa variare in base alla dimensione dell’animale da condurre ma anche in base alla sua forza psico – fisica. Una volta individuato lo strumento adatto da utilizzare (anche a seguito dei consigli dell’esperto addestratore) bisogna capire come usarlo.  Attraverso questo mezzo comunicativo il padrone è in grado di trasmettere all’allievo il proprio stato d’animo, la sua sicurezza nel condurre, segnala le sue intenzioni, fa eseguire i comandi di base insegnati in precedenza (al passo, seduto, fermo, terra). In parole povere trasmettiamo una parte del nostro carisma comunicativo all’animale. Spesso invece questo “attrezzo” non viene usato in modo corretto e viene tenuto troppo corto oppure lungo ma teso, non facendo altro che confermare l’errore dello “scolaro”. Un classico esempio è il cane che tira al guinzaglio (va corretto con guinzaglio allentato) oppure il cane che abbaia all’estraneo in modo aggressivo. La tensione esercitata induce il cane nellerrore oppure ne esalta ancora di più le sue intenzioni. Anche nell’approccio con un altro cane la trazione dello strumento mette in difficoltà il vostro allievo; sono convinto che i cani dovrebbero essere liberi di interagire in spazi ampi e senza costrizioni, ma non essendo questo spesso possibile, si deve cercare di trasferire la propria tranquillità e sicurezza al cane attraverso l’uso corretto del guinzaglio.

La gestione del cane con il guinzaglio…
 
Va inoltre aggiunto che la tensione esercitata crea una situazione stressante ed incoraggia lo stato d’animo di paura del cane. Consiglio in quest’ultimo caso di non lasciarsi trascinare dall’animale e di chiedere al soggetto l’esecuzione dell’esercizio di “seduto” allentando il guinzaglio se il nostro allievo andrà ad effettuare quanto richiesto. Come abbiamo già visto negli articoli precedenti, esso è da utilizzare per punire il cane con uno o più strappi a seguito di qualche correzione (con l’uso del comando “NO”) nel caso l’allievo si comporti in maniera poco educata (in passeggiata, in caso di aggressioni a persone o cani). A seguito del diniego bisognerà chiedere al soggetto il compimento di un esercizio appreso in precedenti sessioni di lavoro, che andrà prontamente rinforzato (premio alimentare, vocale, etc.) se eseguito in maniera rapida e precisa. L’esecuzione di un esercizio di base andrà svolta sempre con l’utilizzo del guinzaglio e a poco servono disdicevoli metodi violenti (che non posso assolutamente approvare) sia per l’insegnamento che per la correzione del nostro amico a quattro zampe. Se usato in maniera corretta il guinzaglio diventa il nostro più importante collaboratore sia in fase educativa che di addestramento,  perché rappresenta un legame forte, diretto e leale tra il cane e il padrone.

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