Le doti del carattere…

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Le doti del carattere nel cane

LA DOCILITA’

La docilità è la dote che riguarda unicamente il rapporto tra il cane e il suo proprietario. In altre parole un cane non può essere più o meno docile nei confronti dell’estraneo o persone conosciute. La docilità si definisce come la naturale predisposizione dell’animale a relazionarsi in modo attivo con il suo proprietario, senza che questi debba ricorrere a coercizione fisica e psicologica per far ubbidire l’animale. Quattro sono i valori che possiamo attribuire alla docilità: marcata, corretta, sufficiente, indocile. Il cane con un livello corretto di docilità cercherà spesso il contatto visivo con il proprietario, si dimostrerà ricettivo agli stimoli comunicativi, apprezzerà il contatto fisico per le normali operazioni di pulizia quotidiana. Questo valore favorisce la creazione di un corretto rapporto tra le parti, fatto di reciproca collaborazione, intesa, divertimento, svago e rispetto. Il cane docile e con valori delle altre doti ben distribuiti spesso anticipa le richieste del padrone, dimostrando oltretutto grosse capacità di apprendimento. Un valore marcato può portare a troppa dipendenza dell’animale, con conseguenti problemi comportamentali derivanti dall’ansia da separazione e morbosità. Il valore sufficiente o indocile della dote significa poca propensione al contatto fisico e all’ubbidienza, spesso può portare allo scontro fisico per la ricerca di posizioni all’interno del gruppo misto cane – umano.

LA SOCIALITA’

La socialità è la dote attraverso la quale l’animale si relaziona con l’uomo. Il suo valore ci permette di stabilire la volontà del cane a interagire con un terzo estraneo in maniera più o meno positiva. Si traduce con un atteggiamento allegro e senza paure nei confronti della persona che si rapporta in modo indifferente o perlomeno non minaccioso con l’animale. A differenza della socializzazione, questa dote determina una reazione dell’animale nei confronti dello sconosciuto che varierà in base al valore della socialità. Quattro sono i valori che possiamo attribuire alla socialità: marcata, corretta, sufficiente, negativa. Cani molto esuberanti, tanto da risultare maleducati, sono dotati di un valore di socialità “marcato”; cani timidi, schivi e impauriti, con la coda tra le gambe, hanno socialità “negativa”. Anche in questo caso il valore “corretto” risulta essere il livello migliore, soprattutto se accompagnato da buoni livelli delle altre doti caratteriali. Non dobbiamo dimenticare l’importanza delle esperienze vissute dall’animale, dell’ambiente e degli istinti, fattori che possono influire sul modo di agire dello stesso: un cane socievole può reagire male nei confronti di persone che fanno riemergere in lui situazioni negative; un animale poco socievole deve esplorare tutto l’ambiente che lo circonda nel periodo della socializzazione. La socialità è una dote strettamente collegata al valore della tempra, che tratteremo nelle prossime news… a presto!

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