Le memorie del cane: la memoria meccanica…

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Le memorie del cane: la memoria meccanica e associativa

Forse non sapevate che il cane, dopo aver manifestato per tre volte consecutive (in situazioni ambientali simili) uno stesso comportamento, “impara” e sarà difficile correggerlo se si tratta di un atteggiamento errato. La seconda memoria da prendere in esame quindi è quella denominata meccanica: grazie ad essa, il cane esegue le richieste verbali del proprietario e, se ottiene una ricompensa, “meccanizza” quella posizione o comportamento che ha fruttato la gratifica. Esemplifichiamo attraverso le descrizione dell’insegnamento di una postura di obbedienza come il terra, posizione abbastanza comoda per il cane (la usa spesso), ma difficile da insegnare: spesso capita di vedere l’amico peloso accasciarsi a terra in posizione di riposo; se a seguito di questo, pronuncerò un comando verbale e lo gratificherò, dopo pochi “esercizi” il cane apprenderà che a quel comando corrisponde quella specifica posizione. Invece negli esercizi di condotta al fianco sinistro con e senza guinzaglio, nelle prime fasi viene impartito un comando verbale, ma il cane si mette in movimento solo dopo che la gamba sinistra del conduttore si muove; questo esercizio è dovuto all’apprendimento attraverso la memoria meccanica. Il cane “automatizza” certi comportamenti, strettamente collegati al movimento del corpo del conduttore, sprecando sempre meno energia per eseguire quanto richiesto. Comprendere questa memoria facilita di molto l’insegnamento dei comandi di base. Un’altra memoria che ci aiuta nell’insegnamento di comandi e comportamenti corretti è proprio quella associativa. Spesso si ha la necessità d’insegnare al proprio cane degli esercizi più complessi, che lo  preparano a svolgere delle vere e proprie “attività utili” all’uomo. La memoria associativa è la più utilizzata a livello addestrativo: si basa sulla comprensione del concetto di riflesso condizionato, classico (Pavlov) e operante (Skinner) e sull’utilizzo della assuefazione coniugata ad altre tecniche di apprendimento quali ad esempio lo Shaping e il Luring. Il riflesso, che è una associazione stimolo-risposta, può essere condizionato e incondizionato (innato). Nel condizionamento classico lo stimolo e la risposta sono connessi, idem nel condizionamento operante lo stimolo, il rinforzo o la punizione. Pertanto lo stimolo incondizionato (non appreso) viene presentato assieme allo stimolo condizionato (appreso) per provocare la stessa risposta che diviene condizionata. Nel condizionamento operante il rinforzo, aumenta la frequenza di una certa risposta, mentre nella punizione diminuisce: il rinforzo e la punizione possono essere condizionati e incondizionati, positivi e negativi. L’assuefazione è abituare un cane a presentare (ma anche a non presentare) un comportamento, associando un rinforzo positivo ad un segnale vocale di richiesta d’attenzione (nome del cane o gesto sonoro). Lo shaping e il luring sono meccanismi leggermente più complessi dei quali ci occuperemo nei prossimi articoli. L’esemplificazione sul campo di questi procedimenti di apprendimento spetta ai professionisti del settore.

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