Le varie tipologie di addestramento del cane…

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Le varie tipologie di addestramento del cane…
 

Le varie tipologie di addestramento del cane… quale è veramente corretto per il vostro bau?

Dopo aver analizzato alcuni dei comportamenti del cane (definiti precedentemente normali o naturali, ma che spesso creano dei problemi ai proprietari), volevo cimentarmi in un insieme di articoli riguardanti l’educazione di un cucciolo e l’addestramento di base all’obbedienza (ma anche quello sportivo). Penso possa essere utile per sapere come insegnare al cane le buone maniere, i comandi di base e come correggere gli atteggiamenti scorretti del nostro amico peloso. Prima ancora ritengo opportuno fare chiarezza sui metodi di insegnamento “in commercio” che spesso divergono tra loro e sono motivo di confronto tra gli addetti ai lavori, spesso poco rispettoso o civile, soprattutto sui Social. I metodi di lavoro con il cane “più reclamizzati” sono svariati: da una parte c’è chi difende a spada tratta un tipo di addestramento tradizionale o classico, coercitivo, violento o militare… dall’altra in netta contrapposizione c’è chi utilizza un tipo di addestramento gentile, dolce, del rinforzo positivo. Chi adopera una metodologia cognitivo-relazionale piuttosto che una dinamico-relazionale. Da una parte ci sono i “teaching dog” (i cani “che insegnano”), mentre dall’altra ci sono i soggetti dominanti contro quelli sottomessi. C’è chi usa i “segnali calmanti” e chi punta sulla corretta e naturale comunicazione con l’animale. Così l’utente di turno si trova a dover scegliere, in base non alla professionalità dell’addestratore bensì in base alle parolone che si sente proporre. Ancora, il fruitore finale si vede proporre l’uso di uno strumento piuttosto che di un altro (pettorina vs collare a strangolo, ad esempio). A questo punto, a mio avviso bisognerebbe ricordare cosa tenere presente quando ci si rivolge ad un istruttore cinofilo:

  • La professionalità (la partita iva, curriculum vitae, campo di addestramento recintato, disponibilità di orari, opera professionale prevalentemente svolta sono sinonimo di competenza).
  • La semplicità e la disponibilità nell’esporre gli argomenti, spesso sconosciuti al neofita.
  • L’esperienza maturata nel tempo sul campo (accompagnata dall’iscrizione ad un registro, certificazioni, riconoscimenti per aggiornamenti o stage, competizioni di lavoro e sport).
  • L’utilizzo corretto degli strumenti (guinzaglio, collare, pettorina a seconda del soggetto preso in esame) e di un metodo basato su conoscenze scientifiche, adattabile al binomio cane-padrone.

Ne consegue che: non esiste un metodo sempre efficace per tutti i cani, anche perché molti di loro saranno diversi di carattere, nel comportamento e nelle abitudini, come non esiste uno strumento universalmente utilizzabile durante l’insegnamento, ma solamente la capacità di saper riconoscere le reali necessità e quindi scegliere il programma più adatto al binomio con il quale dovremo lavorare. Il tutto sempre nel rispetto del cane, dimostrandosi con lui determinati, ma anche leali e pazienti. Dal mio punto di vista non si sbaglia mai se la basi dell’insegnamento sono:

  • Il carattere del cane e il comportamento che ne deriva.
  • Il rapporto cane-padrone.
  • Il proprietario e l’ambiente dove vive l’animale.
  • Le esperienze passate (positive e negative).

Per migliorare il rapporto, l’educazione e per addestrare l’animale si deve sfruttare sicuramente la sua innata curiosità, la sua motivazione e il gioco, oltre che a dare al padrone gli strumenti per diventare sempre più carismatico a livello comunicativo. Ritengo che la conoscenza della psicologia canina e delle basi dell’etologia, sono un valido aiuto per migliorarsi giorno dopo giorno nel rapporto con il nostro fedele amico. Vi consiglio quindi di diffidare delle persone (che a pelle) vi sembrano poco professionali, ricche di parolone stupefacenti e “con la soluzione in tasca” e magari aiutatevi acquistando un paio di vecchi libri (ma sempre alla “moda”) che trattano queste utilissime materie.

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