Perché il cane è diverso dagli altri animali addomesticati?

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Perché il cane è diverso dagli altri animali addomesticati?


 

Perché il cane è diverso dagli altri animali addomesticati? L’antenato del cane è davvero ancora un riferimento per una sua accorta gestione?

Alcune volte mi è capitato di confrontarmi con alcuni clienti e sentirmi rispondere: “Non so come fare…” ed io come risposta “prova ad immaginare cosa farebbe mamma lupa…”. Spesso diamo per scontato che il cane sia “figlio” del lupo essendo geneticamente differenti solo dell’1%, ma ci sono studi basati sul DNA mitocondriale e su una porzione di questo, chiamata “regione di controllo”, che sembrerebbero indicare che il cane ed il lupo siano sostanzialmente diversi. Questo studio però potrebbe essere invalidato dal fatto che non sono perfettamente paragonabili visto che i lupi si riproducono una volta all’anno ed i cani invece anche due o tre, ma anche per un profondo cambiamento dell’alimentazione che ha portato i nostri cani ad essere onnivori. Di evoluzionismo ne hanno scritto e parlato: Darwin (chi se non lui!) Lorenz, Belyaev, Smith, Miklosi ed i coniugi Coppinger. Secondo il pensare comune, il cane (che i più presumono derivi dal lupo grigio “Canis Lupus”) agli arbori era un competitor dell’uomo, ma poi si creò una sorta di “collaborazione” sino giungere ai giorni nostri e quando parliamo di lui, parliamo probabilmente (gatto permettendo) dell’animale domestico per eccellenza. A differenza delle capre e forse di altri erbivori (cavalli, maiali, etc.) che sono stati addomesticati prima, il cane contrariamente si è fatto addomesticare; cioè è il cane che si è concesso spontaneamente all’uomo senza dover essere catturato e obbligato a quella particolare convivenza. Sulla domesticazione del primo cane, i coniugi Ray e Lorna Coppinger, sostengono che l’addomesticamento del cane sia frutto di una selezione naturale, per cui soggetti meno abili nella caccia abbiano iniziato ad avvicinarsi agli uomini, nutrendosi dei loro scarti alimentari e proprio durante questa prima forma di convivenza, i lupi iniziarono a fornire un “servizio” inaspettato ma molto utile agli umani: “facevano la guardia”.

Perché il cane è diverso dagli altri animali addomesticati?
 
Il passo successivo dell’uomo tra i 10 -12.000 anni fa (anche se su questo punto ci sono pareri discordanti – c’è chi sostiene addirittura 30.000 anni fa), fu quello di adottare un cucciolo per utilizzarlo come sentinella, servendosi della sua grande capacità di guardia garantita: dall’olfatto, dall’udito e dalla grande capacità di vedere bene le cose in movimento. Il primo a ipotizzare che i branchi di lupi seguissero l’uomo durante il suo peregrinare motivato dal bisogno di cacciare, fu il premio Nobel Konrad Lorenz negli anni ’50, documentata nel libro “E l’uomo incontrò il cane” (libro che consiglio di leggere…), la sua tesi consisteva nel fatto che secondo lui (a differenza di altri studiosi) il possibile predecessore del cane poteva non essere solo il lupo grigio, ma anche lo sciacallo dorato. Diversamente, i coniugi Coppinger, sostenevano che la domesticazione fosse collegata ai primi insediamenti stabili da parte degli uomini e parlano di lupi e mai di sciacalli.

Segni di domesticazione del cane:

Sono molti i segnali tipici della domesticazione, tra questi un prolungamento (continuare ad essere presenti) delle caratteristiche infantili, come le orecchie pendenti, la coda arricciata, la forma arrotondata della testa e anche il modo di abbaiare. Questo fenomeno in biologia si chiama neotenia ed è interessante notare che lo stesso essere umano, si ritiene evoluto dalle scimmie per caratteri neotenici, come l’assenza di peli, dimensioni dei denti, rapporto testa/corpo. Secondo Coppinger e Smith nel caso dei cani, si ritiene che a diversi gradi di neotenia corrisponderebbero anche diverse morfologie e attitudini comportamentali degli stessi. Un importante studio sugli effetti della domesticazione, sono stati svolti negli anni quaranta dal genetista russo Dmitri Belyaev, sulla volpe siberiana. Si iniziarono ad allevare volpi siberiane selvatiche selezionandole in base al grado di docilità, suddividendole in varie classi: classe I, quando mordevano lo sperimentatore, classe II quando si lasciavano carezzare senza essere amichevoli e classe III quando invece si dimostravano amichevoli. Gli esperimenti per la suddivisione della classe partivano da cuccioli di un mese ai quali veniva offerto del cibo e nel contempo si cercava di accarezzarli e manipolarli, osservando il grado di docilità, fino agli otto mesi di vita.

Perché il cane è diverso dagli altri animali addomesticati?
Immagine di: www.framepool.com.  

Facendo poi riprodurre solo volpi di classe III, dopo appena sei generazioni dovettero aggiungere una nuova classe (IE, domesticated elite). Queste volpi avevano caratteristiche analoghe a quelle dei cani, tanto da cercare attivamente l’attenzione degli sperimentatori scodinzolando. Dopo venti generazioni il 35% delle volpi era classificato come IE, oggi si è giunti fino all’80%. La selezione in base alla docilità, portò anche alla luce cambiamenti fisiologici, in merito al sistema ormonale e dei neurotrasmettitori, fattori che influenzano alcune caratteristiche comportamentali e cambiamenti fisici veri e propri come le orecchie pendenti ed il cambiamento del colore del mantello. Sull’evoluzione del cane, che si differenzia sempre più dal lupo e ci fa capire quanto questo capisca di noi, è stato fatto un esperimento sul pointing (uno dei gesti maggiormente utilizzati nei test sulla comprensione dei segnali comunicativi umani); il pointing ovvero l’indicare con l’indice esteso, è considerato uno dei segnali principali ed esclusivi degli esseri umani. I cani nello studio di Miklosi (2003) risultarono in grado di comprendere sia i segnali comunicativi emessi dall’uomo nelle forme più semplici, che nelle forme più complesse, mentre i lupi mostrarono di seguire solo le forme più semplici di pointing e per la comprensione di quelle più complesse necessitavano di un addestramento ripetuto e mirato. Quindi aldilà degli studi e della storia più o meno recente sul cane ed alle sue capacità, se ritorniamo al ritornello che spesso mi viene sottoposto di cui ho fatto prima menzione, sì, pensate a cosa farebbe mamma lupa… ma tenendo conto che il cane non è più il lupo perché molte cose sono cambiate! Poi per onestà intellettuale (perché è di questo che stiamo parlando) scoprirete che esiste anche il piano C: a volte fare è non fare nulla (soprattutto quando manca la preparazione di base) e nel dubbio è sempre meglio farsi aiutare da un professionista competente che abbia delle comprovate capacità!

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