Perché il cane fa “danni” quando resta da solo?

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Perché il cane fa “danni” quando resta da solo?
 

Perché il cane fa “danni” quando resta da solo? In che modo si può risolvere il problema?

Uno dei problemi che più di frequente ho riscontrato, è il fatto che il cane non è capace di rimanere tranquillo a casa da solo per del tempo (anche breve) e vivere in maniera rilassata questo periodo, provocando invece danni o disagi al proprietario e/o ai vicini di casa. Senza voler esagerare, posso dire che il 70-80 % dei soggetti presi in esame, una volta lasciati da soli a casa per qualche (fisiologica) ora, hanno manifestato disagi con relative “proteste”. Quali sono i grattacapi che devono essere affrontati dai padroni in questi casi? I fastidi più comuni sono: i danni materiali compiuti dai 4zampe, i bisogni fatti in casa, i continui e prolungati vocalizzi (abbaio, ululato). Vediamo allora di comprendere quali possono essere le cause di questo disagio (perché di questo si tratta) manifestato dal nostro amico peloso: innanzitutto è bene precisare che il cane è un animale sociale che di conseguenza non ama nè essere lasciato da solo e tanto meno sentirsi solo. Ricordo inoltre che il cucciolo proveniente da una cucciolata è abituato a passare la giornata in compagnia della mamma, dei fratelli e degli amici umani che lo hanno allevato. Quando lo si adotta è buona regola lasciarlo da solo per brevissimi periodi sin dal primo giorno di convivenza al fine di abituarlo piano piano a questa nuova realtà (perché purtroppo chi ha un lavoro, figli da portare a scuola, attività sportive che non permettono l’accesso ai cani, etc. non sempre potrà stare con lui) affinchè non si stressi. Le altre cause (stabilito che è un animale affabile) per le quali lui non si comporta bene in nostra assenza, derivano spesso da un rapporto scorretto con la famiglia e a volte dalla genetica. Cosa sbaglia di solito il padrone? Spesso i neofiti (ma non solo loro) non sono capaci di creare la giusta sintonia con il proprio cucciolo, il quale viene coccolato troppo e nei momenti sbagliati: al rientro a casa il nostro amico dovrebbe essere ignorato (in una misura sensata ovviamente) sino a quando lui non sarà tranquillo e sereno, così come alla nostra uscita da casa devo avere un atteggiamento neutro, senza dare troppa importanza all’evento in questione e lasciando il cagnotto alle prese con un bell’osso per cani (abituarlo a ricevere un passatempo alimentare risulta efficace). Anche durante la quotidianità il cucciolo dovrà essere “ignorato” spesso (questa in realtà so che per molti è la parte più difficile), soprattutto se è lui a chiedere attenzioni, per non creare un rapporto di assoluta dipendenza e morbosità. Non è corretto lasciare dei giochi per cani a disposizione, perché lui provvederà ad ignorarli o addirittura a distruggerli, con possibili conseguenze fisiche se ingeriti. È corretto invece: interagire con il giovane “studente”, scaricando le sue energie fisiche e mentali in un gioco “a due”.

Perché il cane fa “danni” quando resta da solo?
 
Un cane molto vivace e attivo avrà più bisogno di altri meno esuberanti di scaricare l’energia accumulata: vanno bene ovviamente le corse nei prati, le passeggiate, l’interazione con altri cani, il gioco del tira-molla. Al ritorno a casa il dinamico patatino sentirà l’esigenza di riposarsi e, se gestito bene, in nostra assenza provvederà a dormire per diverse ore.

Perché il cane fa “danni” quando resta da solo?
 
Si diceva che anche la genetica influenza e molto il comportamento del cane quando rimane da solo… in effetti un soggetto molto docile di solito non ama il distacco dal padrone, perché è abituato a essere sempre al suo fianco in ogni momento della giornata: questo tipo di animale di solito manifesta il suo disagio abbaiando e ululando. Il cane vivace e un po’ aggressivo di frequente dimostra il suo conflitto distruggendo casa (porte, divani, muri, mobili). Il cane insicuro, docile e un poco aggressivo, spesso sporca in casa con urine e feci e, se territoriale non disdegna “contaminare” il letto del padrone. A volte certi allievi, soprattutto se giovani, fanno tutte le cose sopra menzionate. Il compito del proprietario è quello di consultare sin da subito un esperto professionista (educatore cinofilo) il quale provvederà ad inquadrare il cucciolo a livello caratteriale ed a suggerire la corretta maniera per insegnare allo “scolaro” a rimanere a casa da solo senza arrecare disagio. Una cosa fondamentale (che di solito va bene per numerosi soggetti) è quella di stabilire delle regole molto coerenti per una pacifica convivenza: quando stabilite le norme (che rispettino le sue esigenze etologiche) fatelo ricordando che il cane è un animale molto semplice e abitudinario, voglioso di interazione con la famiglia, gioco, corse e che necessita di sentirsi utile. Ricordatevi… un cane che ben si comporta quando viene lasciato a casa da solo è sicuramente un animale sereno, che prova benessere psico-fisico, pronto ad esaudire le richieste del padrone il quale, di conseguenza, lo porterà a spasso più volentieri.

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