Perché il cane non mi ubbidisce sempre?

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Perché il cane non mi ubbidisce sempre?
 

Perché il cane non mi ubbidisce sempre? Quali sono gli errori più comuni?

Spesso accade che durante la vita di tutti i giorni, il cane si comporti in una maniera presso il campo di addestramento e in un’altra al di fuori della “scuola”. Lui è ubbidiente, disponibile, a volte stupefacente… in presenza dell’addestratore cinofilo e un discolo appena varca il cancello a fine lezione 🙂 … perché accade questo? Quali sono i motivi di questo repentino cambio di atteggiamento? In realtà le ragioni possono essere molteplici… Il nostro amico 4zampe è sicuramente “condizionato” dalla presenza dell’istruttore, il quale, in breve tempo si intende con lo “scolaro”, questo perché di frequente il professionista capisce nell’immediato il soggetto da educare e si atteggia da subito nella maniera giusta. L’allievo gli porterà subito un adeguato rispetto e ne riconoscerà il carisma comunicativo. Per raggiungere gli stessi risultati Il padrone (dopo i molteplici consigli ricevuti in fase di addestramento) dovrà esercitarsi quotidianamente a casa, cercando di ricordare quanto suggerito (io invio un bel riassunto della prima lezione, teorica, via e-mail) e tentando di migliorare il proprio carisma e il modo di approcciare con il peloso.

Quali sono gli errori che più spesso vengono commessi dai proprietario?

Come già detto in un precedente articolo, manca in generale la cultura cinofila e la conoscenza della psicologia canina; il cane generalmente viene visualizzato dal collettivo come un animale semplice, dai modi di fare standard, un essere vivente votato sin da piccolino ad un comportamento sociale, bisognoso di un leader autorevole da stimare e seguire. Se il rapporto con lui è alterato è perché manca la equa e reciproca fiducia di base e di conseguenza la sicurezza e la tranquillità nel condurre il cucciolone in ambito sociale. Un comune errore è quello di non far rispettare quanto richiesto al giovane apprendista: i comandi, che vanno impartiti solo in caso di necessità, vanno fatti eseguire sempre, quando richiesti. Il consiglio è quello di impostare tutti gli ordini di base (seduto, terra, resta, passo) al guinzaglio, per poter invitare meglio il cane ad espletare quanto chiesto. Il comando di richiamo (vieni) è il primo esercizio da far apprendere (già dai tre mesi di età) ed è bene effettuarlo in coppia:  uno trattiene lo scolaro e il padrone scappa lontano per poi richiamare a se l’allievo. L’esecuzione di quanto sollecitato va sempre gratificata. L’uso del “premio” è molte volte scorretto. Esso va consegnato in relazione a ciò che il soggetto ha eseguito: se un comando è già ben assimilato, rinforzerò ad esempio solo con la voce. Se un esercizio è da “fissare”, gratificherò con un premio maggiormente gradito dall’allievo (cibo, ad esempio). In caso di grosse distrazioni, consegnerò al cucciolone due premi quasi contemporaneamente e veramente apprezzati dal cane (cibo più coccole e lodi vocali, ad esempio). Rimane il punto fermo che il cane deve avere piacere nell’eseguire quanto richiesto perché voglioso di soddisfare il padrone. Una cosa che ho osservato, è che i padroni non sanno giocare con il proprio amico peloso; manca spesso l’interazione, che porta a migliorare la relazione tra le parti: i giochini non dovrebbero rimanere a disposizione del cucciolo (il quale provvederà a distruggerli oppure ad ignorarli), ma dovrebbero essere usati per divertirsi assieme.

Perché il cane non mi ubbidisce sempre?
 
Il gioco del tira-molla va benissimo, così come il lancio della pallina in giardino: attraverso gli oggetti aumenterà la voglia da parte del cane di interagire con la famiglia, perché apprezzerà sempre più le lodi e coccole che riceverà durante le fasi di divertimento. Ovviamente la “competizione” giocosa  rappresenta anche un notevole scarico di energia, accumulata durante le fasi di sonno nell’arco della giornata. Anche la gestione casalinga del proprio animale è sovente inesatta: le regole poco coerenti da parte della famiglia, vizi di cui il cane non necessita (cucce faraoniche, torte per cani, accessori alla moda), rischiano di alterare le reali essenzialità dell’animale e di modificare uno status che lui si è guadagnato in migliaia di anni. Se noi rispettiamo le sue esigenze etologiche lui ci sarà grato per sempre; il suo equilibro psicofisico dipende molto da noi padroni e il vostro amato cane diverrà molto più ubbidente.

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