Perché il cucciolo soffre il mal d’auto e come abituarlo?

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Perché il cucciolo soffre il mal d’auto e come abituarlo?
 

Perché il cucciolo soffre il mal d’auto e come abituarlo?

Uno dei problemi più comuni per un proprietario di cane (soprattutto cuccioli) alle prime armi, è che il suo 4zampe soffra il mal dauto, durante un viaggio più o meno lungo, per delle semplici necessità quotidiane (corse nei prati, passeggiate nei boschi o sul lungomare, vacanze, etc.) oppure per delle esigenze estemporanee (veterinario, toeletta, etc.). Il peloso di turno a seguito di questa situazione, potrebbe soffrire talmente tanto l’itinerario in questo strano oggetto movente, al punto di: vomitare, sbavare, tremare in maniera continuativa o addirittura espletare i bisogni. Quali sono i motivi di questo stato emotivo fortemente alterato e quali le possibili soluzioni? Innanzitutto precisiamo che il cane (Art. 169 “Nuovo codice della strada” [1] ) può viaggiare o nel trasportino, oppure allacciato alla cintura di sicurezza (facilmente reperibile in un qualsiasi pet – shop) che va agganciata alla pettorina, oppure in un’area predisposta del veicolo, rigorosamente separata dal conducente da un apposito divisorio; così facendo si eviterà che possa  intralciare o disturbare il guidatore dell’autoveicolo.

Perché il cucciolo soffre il mal d’auto e come abituarlo?
Nella foto: in questa immagine potete osservare che il cane non solo non è messo in sicurezza ma è pure libero e quindi sprovvisto della sua specifica cintura… da non fare mai! 

Dal mio punto di vista, il mezzo più sicuro, più igienico ma anche maggiormente educativo è il trasportino o anche detto kennel. Sul mercato ne esistono di vari modelli, di svariate dimensioni e materiali, anche poco pesanti e pratici. Una volta deciso come far viaggiare il cucciolo nel nostro veicolo e premesso che sarebbe meglio fosse a digiuno, il principale compito del proprietario sarà di “insegnare” a viaggiare il piccolo in maniera graduale. Inizialmente lo faremo salire in macchina lasciandola a motore spento; successivamente (una volta che il cane sarà tranquillo) accenderemo il motore a veicolo fermo e solo dopo alcune prove con esito positivo si dovrebbe spostare l’autoveicolo per un breve tragitto. In caso di leggero disagio, manifestato con mugolii, abbaio e agitazione, il giovane allievo va ignorato. A volte purtroppo non si ha la possibilità di educare il giovinotto al viaggio in automobile, perché si ha la necessità di trasferire il piccolo da una città ad un’altra, poichè adottato da una nuova famiglia che si trova distante, oppure perché acquistato in un allevamento fuori regione: questa situazione d’urgenza potrebbe però determinare un trauma (anche perché il soggetto è caratterialmente non tanto forte) che difficilmente si riuscirà a far superare. Si consigliano in questi casi numerose soste, ma ancor prima ragionare su una zona del veicolo che trasmette maggior serenità al cucciolo creandogli una safe zone (magari con qualche oggetto a lui famigliare).

Perché il cucciolo soffre il mal d’auto e come abituarlo?
Nella foto: in questa immagine potete vedere che il cane non solo non è nel suo kennel, ma pure a rischio contatto valigie (con rischio di rimanere schiacciato, per non parlare della temperatura, del riciclo dell’aria, etc.)… da non fare mai!

In caso il cane venga adottato o acquistato nella vostra città, i primi tragitti con la macchina dovrebbero essere corti e per recarsi in un luogo piacevole all’animale: un bel prato dove correre libero, un’area per cani attrezzate dove troverà dei cuccioli, le puppy class ai campi d’addestramento, il lungomare della città dove poter passeggiare serenamente e sempre con il cane a stomaco vuoto. Provate voi a mangiare qualcosa di veramente sostanzioso prima di un viaggio in barca sapendo di aver il mal di mare! A volte il cane non sta effettivamente male durante il trasporto, ma semplicemente “disturba” con un abbaio continuo, vocalizzi e richiesta di attenzioni: in questo caso a mio avviso va assolutamente utilizzato il trasportino per cani, che non consente al peloso di osservare al di fuori dell’abitacolo (e quindi agitarsi –  vedi estranei, altri cani, etc.), facendolo così rimanere tranquillo e sereno all’interno della sua “tana”. Molto spesso è, inconsciamente, la famiglia stessa a rinforzare un atteggiamento errato o la situazione emotiva alterata del cucciolo, con un contatto fisico continuo (se libero in macchina) e con ripetute risposte alle continue richieste vocali del cane. Dopo aver stabilizzato il soggetto durante il viaggio è bene insegnargli dei comandi di base per farlo salire sull’autoveicolo (senza dover sollevare il cucciolone, magari di taglia medio grande) e per farlo scendere senza che scappi libero e si ritrovi in mezzo alla strada, mettendo in pericolo lui stesso e le altre persone che viaggiano su due o quattro ruote: un seduto – resta e un salta, oppure “opp”, o “su”, sono sufficienti. Un cane educato al viaggio in automobile sarà portato sicuramente più spesso con sé dal padrone, anche per disbrigare delle faccende quotidiane, oltre che scegliere delle vacanze a misura di cane. Un animale che riposa serenamente sulla sua copertina, senza essere continuamente sotto stress, ci rasserenerà molto e soprattutto non ci distrarrà dalla guida.

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[1] : Sui veicoli diversi da quelli autorizzati a norma dell’art. 38 del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C..

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