Sono davvero corrette le informazioni che forniamo al nostro cane?

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Sono davvero corrette le informazioni che forniamo al nostro cane?
 

Sono davvero corrette le informazioni che forniamo al nostro cane? O spesso, senza volere, facciamo confusione con la tonalità della voce o con l’invio di segnali, che alla fine lo confondono?

Molte volte in passato, ho avuto la possibilità di osservare il comportamento del cane e dei loro padroni al di fuori del mio contesto lavorativo quotidiano, in altre città d’Italia, oppure in qualche paese estero e di scambiare due parole con gli stessi proprietari. In qualche occasione ho notato delle problematiche gestionali simili a quelle riscontrate presso il mio centro di addestramento, ma nella maggior parte dei casi ho constatato una maggiore serenità nella conduzione degli amici 4zampe (sia al guinzaglio che liberi) e una migliore intesa tra le parti. Perché il detentore del cane è spesso in difficoltà nel richiamare il proprio amato cucciolone quando lui è libero di scorrazzare nei prati e boschi? Per quale motivo il conduttore non è sereno e rilassato durante un incontro tra cani al guinzaglio? Per quale ragione il giovane allievo non vuole saperne di starsene pacato e quieto al guinzaglio in passeggiata?

Sono davvero corrette le informazioni che forniamo al nostro cane?
 
A mio avviso uno dei più grossi errori compiuti dai proprietari di cani è uno scorretto invio di informazioni alla propria bestiuzza, se non addirittura la completa mancanza di comunicazione uomo – cane. Come già detto in precedenza (CLIKKA) il cane adotta un linguaggio posturale corporeo per comunicare con gli umani: ha la capacità di percepire delle istruzioni vocali semplici e chiare (comandi), gradisce essere lodato, ama essere accarezzato, adora giocare con il suo padrone e non disdegna ricevere qualche succulenta ricompensa.

Sono davvero corrette le informazioni che forniamo al nostro cane?
 
Anche per “esprimersi” con i suoi conspecifici usa il linguaggio del corpo. Di conseguenza il nostro primo dovere è quello di comprendere cosa lui, attraverso il suo corpo (mimica facciale, posizione delle orecchie, movimento della coda), ci sta “raccontando”. Le sue posture corporali possono esprimere gioia e felicità, insicurezza e preoccupazione, ansia e paura. Anche noi inviamo dei segnali al nostro cane attraverso delle gestualità del corpo: lui osserva molto i nostri atteggiamenti, la nostra espressività. Noi dobbiamo farne buon uso, per trasmettere al cane le nostre emozioni e il nostro stato d’animo. Noto che spesso le “informazioni” vocali fornite al nostro amico peloso non sono per lui chiare e precise; si fa molta confusione tra ciò che deve essere un comando di obbedienza e ciò che deve rappresentare una gratifica verbale. La tonalità è di frequente simile e il cane non ne comprende la differenza. Molte volte la “richiesta” è vaga, approssimativa, senza un significato inequivocabile e la lode vocale è “povera”, scarna, insufficiente se non addirittura inesistente. Ogni ordine dovrebbe avere un significato proprio per il giovane apprendista, adattando la nostra tonalità al soggetto in esame (in base al suo carattere) e alla situazione ambientale. Consiglio di impartire comandi per gli esercizi di base (seduto, terra, fermo o resta) con una tonalità neutra e volume basso; gli ordini di richiamo e ubbidienza senza guinzaglio (vieni, andiamo) con tonalità allegra e atteggiamento gioioso; la richiesta di attenzioni (il nome del cane) dovrebbe essere decisa e brillante; leventuale correzione (il comando NO) è con tono secco ma non isterico e aggressivo. Per errori meno gravi consiglio però di usare altre semplici gestualità sonore (ehi, a-a-a, ohi ohi ohi) accompagnate da nostre posture del corpo non troppo rigide e severe. Una volta compiuto quanto da noi richiesto o semplicemente quando il cane smette di comportarsi male, va sempre elogiato, magari usando dei simpatici nomignoli o dei soprannomi divertenti, accompagnando la lode vocale con delle carezze e buffetti e, qualche volta, da una lauta ricompensa alimentare o come nella foto da un gioco. Il nostro amico peloso apprezza essere gratificato per un comportamento corretto, adora ricevere dei premi e le attenzioni del padrone perché lui ama essere collaborativo.

Sono davvero corrette le informazioni che forniamo al nostro cane?
 
Il tutto dovrà essere accompagnato da un esatto utilizzo del guinzaglio, il più importante strumento comunicativo a nostra disposizione per condurre correttamente l’animale e per trasferire a lui il nostro stato d’animo. Se il cane invece si trova libero dal guinzaglio, il carisma comunicativo innato in noi, oppure costruito grazie ai consigli di un esperto addestratore, è l’unico “mezzo” che abbiamo per far ubbidire il giovane studente peloso, a seguito ovviamente di un percorso educativo e di addestramento corretto e in presenza di un buon rapporto tra cane – padrone.

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