Angelo, la sentenza e le reazioni del mondo del web.

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Angelo, la sentenza e le reazioni del mondo del web.
 

Angelo, la sentenza e le reazioni del mondo del web.

Il 26 maggio, è arrivata la sentenza sui terribili fatti capitati ad Angelo, il povero cane giustiziato con incredibile crudeltà nel giugno scorso, da quattro ragazzi (immagine qui sopra di: www.firmiamo.it). La sentenza è giunta incredibilmente in tempi velocissimi (visto il costante intasamento dei tribunali italiani), circa un anno. Ripercorro con voi i fatti: a Sangineto (CZ) un gruppo di ragazzi ha torturato, impiccato ed ucciso a colpi di badile (una volta che era impiccato) un cane randagio, un cane del territorio, un cane buono, il suo nome era Angelo. Non soddisfatti del loro atto criminale, questi quattro hanno deciso di postare foto e filmati, raccapriccianti, del loro reato su Facebook. Le indagini sono state velocissime ed i quattro non solo sono stati immediatamente indentificati dalle forze del ordine, ma della loro identità si è anche saputo subito tutto, rendendoli “vittime” a loro volta di insulti e minacce via web. Vorrei ricordare altri fatti terribili accaduti nello stesso periodo che hanno riscosso un successo mediatico basato sulla tragicità degli eventi. Chi mi viene subito in mente è la meticcia di grosse dimensioni di Vibo Valentia (CLIKKA – non aprite questo link se non siete pronti a vedere immagini terribili), che è stata trovata impiccata a luglio scorso. Il corpo era già in decomposizione e sotto erano ancora radunati i suoi cuccioli, poi trasferiti nel canile comunale. Lì vicino c’era pronto un altro cappio… per chi era? Di questa cagnolona non si sa neanche il nome o ha fatto poco successo ed il suo nome non è uscito, i suoi cuccioli come si chiamano? Tra questi come non pensare a Tigrotta di Avola (CLIKKA) chiaramente avvelenata.

Angelo, la sentenza e le reazioni del mondo del web.
Nella foto: Tigrotta (immagine di www.Change.org). 

Altre vittime, altri cuccioli che rimangono senza mamma a cui trovare casa, da educare/rieducare. Il problema è che questi allucinanti casi non sono isolati! Ma in che mondo viviamo? Quanti sono questi casi? Da una statistica fatta da un’associazione animalista si stimavano nel 2012 oltre 41.600 casi di maltrattamento all’anno in Italia (sì, avete capito bene, QUARANTUNOMILASEICENTO), di cui oltre 30.000 maltrattamenti conclusi con la morte della creatura in questione. Questo significa, oltre 80 animali uccisi, mediante maltrattamento, al giorno… sì, oltre 80 a Natale, 80 a Pasqua, 80 a ferragosto… insomma 80 ogni santo giorno; quanta crudeltà, quanti “danni collaterali” verso i cuccioli e verso gli animalisti che amano queste creature indifese? Torniamo ad Angelo, non scriverò il nome dei condannati, tanto ognuno di voi aprendo Google può scoprire il loro nome, ma io davvero non voglio entrare in questa spirale di violenza e di odio, prima verso gli animali indifesi ed ora verso gli umani. Questi quattro ragazzi sono stati condannati ad un anno e quattro mesi, che se ci pensiamo, per come vanno solitamente queste cose, è una grande condanna, diciamo che in questo caso l’articolo 544 Bis. Art. 544-bis. (Uccisione di animali)  1. “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni.”, ha funzionato più che bene. C’è stata anche una pena accessoria di € 2.000,00, che dovranno versare ad ognuna delle venti associazioni animaliste che si sono costituite parte civile. La pena detentiva in virtù del fatto che non supera tre anni, è stata commutata in sei mesi di lavori di pubblica utilità presso associazioni a tutela degli animali (cioè canili). A questa condanna che reputo severa, secondo quello che stabilisce la legge (ricordiamoci che i giudici hanno rigettato la richiesta di patteggiamento) ed in confronto ad altre per reati simili. Molti animalisti o semplici cittadini con lo spirito animalista… ma anche molti giornali di informazione hanno risposto urlando”: a morte! A morte? Ma dove sta l’umanità, la civiltà? Abitiamo ancora in un paese di diritto. Come possiamo dimostrarci migliori di questi che si sono dimostrati dei mostri? Pensiamo davvero che uccidendo questi quattro risolviamo il problema dei maltrattamenti verso gli animali? Io credo di no. Credo, invece, che una pena alternativa possa, forse, far capire a questi “umani” che ingiustizia hanno perpetrato, sperando di cambiarli nell’animo. Sperando di dare il buon esempio anche ad altri, rendere questo fatto pubblico e pubblica la condanna, spero che scuota gli animi di tutti quelli che si sono macchiati di questi reati. Anche la pena pecuniaria non è male, è giusto colpirli anche nel portafoglio. Oltre ai quattro secondo me una “condanna morale” andrebbe comminata a chi ha permesso che Angelo diventasse un randagio e a chi lo ha abbandonato a se stesso! Ho letto la soddisfazione di Animalisti Italiani Onlus nelle parole di un suo rappresentante che dice anche: “Continueremo a chiedere a tutti gli italiani di firmare la petizione per l’inasprimento delle pene previste per il maltrattamento e l’uccisione di animali”. Ha fatto eco Stefano Fuccelli, presidente del Partito animalista europeo: “Angelo è riuscito in un’impresa unica, coinvolgere ed unire l’intera opinione pubblica per chiedere a gran voce pene certe per i reati contro gli animali. Ineccepibile il giudizio del magistrato, di più non poteva fare, aveva le mani legate da una legge inadeguata e ingiusta“.

Angelo, la sentenza e le reazioni del mondo del web.
Nella foto: Angelo (da www.velvetpets.it).

Io, preferisco una giustizia giusta, preferisco le persone che combattono in silenzio e fanno davvero (quanti di quelli che urlano in questi giorni contro la sentenza, contro i giudici, contro i quattro; nella realtà molti di questi non sono mai entrati in un canile e fanno gli animalisti da Facebook, gli animalisti da tastiera). Preferisco la legge che viene applicata e cerca di dare l’esempio, la legge che cerca con tutti i suoi difetti d’essere giusta. Preferisco chi in ogni modo legale cerca di inasprire le pene per questi reati. Perciò non posso stare al fianco di scrive “a morte”, che si rivela tanto mostro quanto lo sono stati i quattro di Sanguineto. Mi schiero invece a favore di tutti coloro che ogni giorno cercano di aiutare concretamente  “i cani di nessuno”, cioè i randagi, che invece sono i cani di tutti. Mi schiero con chi combatte i maltrattamenti davvero e non solo da dietro una tastiera. Mi schiero dalla parte del giudice che ha applicato in modo “severo ” la legge! Per il bene di tutti “i cani di nessuno” spero che questa condanna venga fatta scontare fino in fondo e che alla fine sia davvero educativa. Per il bene di tutti spero che nelle famiglie, in primis, si insegni ai bimbi il rispetto della legge ma soprattutto il rispetto e l’amore verso gli animali.

Angelo purtroppo sei l’ennesimo martire della storia e della cultura italiana, la vita ti ha “regalato” solo dolore ed umiliazione e per l’ennesima volta ha portato a galla la cattiveria “umana”. Avrei voluto vivere dalle tue parti per poterti incrociare ed offrire ben altro… RIP tesoro, forse e dico forse, quanto ti è accaduto aiuterà dei tuoi amici di pelo in un prossimo futuro …”.

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