Che bello poterti guardare tutti i giorni negli occhi…

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Che bello poterti guardare tutti i giorni negli occhi...
 

Che bello poterti guardare tutti i giorni negli occhi… tesoro mio!

Tutto incominciò nel 1994 si chiamava Snoopy, stupendo Golden Retriever (ok direte Snoopy è un beagle… all’epoca mi piaceva il nome), pagato un botto, acquistato nella provincia di Cremona… molto lontano da casa, ma sulla rivista specializzata scrivono di essere i migliori e quel batuffolo di neanche tre mesi è figlio di un campione del mondo! Tanti soldi però… vabbè, si vive una volta sola! Inizia il percorso che sognavo fin da quando ero bambino, già ma ora vivo da solo e il cane potrà finalmente entrare a far parte della mia vita! Il tempo passa, errori a frotte, alimentari (da adulto un solo pasto di riso e carne al giorno!!!!), educativi, sociali, di vita quotidiana… in quegli anni internet non c’era, persone o professionisti competenti (roba rara), ma io ero felice, finalmente avevo un cane! Già AVEVO = possesso quanto ero stupido!

Siamo nel 2016 ne è passata di acqua sotto i ponti… sono separato e Portos e Papaya (due bellissimi beagle) sono rimasti con la Mamma; la scelta è di quelle giuste (su modello umano), per fortuna li vedo tutti i giorni ed è da qui che cominciano le riflessioni. Facciamo un passo indietro… è il maggio del 2013, io e Maria notiamo che Portos (ha sei anni) fatica a salire sulla poltroncina e istintivamente pensiamo che sia il suo solito modo geniale di attrarre l’attenzione… ci guarda con il suo fare da tenerone, come per dire mi aiuti? Io gli appoggio le zampette anteriori sulla seduta della poltrona e poi gli sollevo il posteriore per farlo salire, tutto contento trova la sua posizione e si accuccia soddisfatto. La cosa prosegue anche nei giorni successivi per salire in macchina… alt… Non è normale! Decidiamo di rivolgerci al nostro Veterinario di fiducia che gli diagnostica un bel niente! Forse ha uno stiramento (dice lui), io rimango dubbioso… e parlandone con Maria accendo un’animata discussione: << ma santo cielo potremmo fargli almeno delle analisi di controllo! >>. La cosa rimane lì e Portos ritorna a salire agevolmente sulla poltroncina e in macchina. È Il gennaio del 2014 e siamo appena rientrati dal solito giretto serale e stiamo aspettando di salire in ascensore, quando noto che Portos (non l’aveva mai fatto) si accuccia per aspettare, è stranamente affaticato (un Beagle a sette anni è nel pieno della sua condizione psicofisica); saranno all’incirca le 23.00 e telefoniamo alla guardia medica, che ci indica un ambulatorio veterinario che svolge servizio notturno. Decidiamo di portarlo di corsa in questa clinica e dopo qualche esame e una radiografia la Veterinaria decide di fargli un clistere (poveraccio) perché poteva aver ingerito la carcassa di un uccellino costo dell’operazione comprensivo esami e punture varie Euro 320,00. Sono le 2.00 del mattino e per niente soddisfatti (avete presente quella sensazione che vi pervade, nella quale il vostro istinto vi dice che avete buttato tempo e soldi?) torniamo a casa. Il giorno successivo ci rivolgiamo ad un’altra clinica, che dopo vari consulti fra colleghi ci consiglia di fare un ecodoppler, poiché il problema poteva essere di natura cardiaca. Per fortuna ci viene consigliato un veterinario specializzato in possesso della attrezzatura adatta per poter svolgere delle adeguate analisi… il Dott. DAgnolo (al quale saremo sempre grati). Diagnosi: << il cane ha un’ascite, l’origine è il cuore, gli esami evidenziano la presenza di un tumore esteso tra l’aorta e il cuore>>. Iniziamo a vivere in un clima di panico e di impotenza, Papaya (Beagle femmina) è lo specchio del nostro stato d’animo e di tanto in tanto va a dare qualche bacino a Portos! Tutti e quattro abbiamo capito che la cosa è grave! Che fare? Il Dott. D’Agnolo ci dice che per prima cosa, sarebbe opportuno asportare il pericardio e successivamente valutare l’eventuale asportazione del tumore, ma… c’è un ma… toglierlo è quasi impossibile, l’alloggiamento della massa è proprio tra cuore e aorta e un micro errore durante l’intervento e Portos avrebbe continuato un lungo sonno. Il dolore è incalcolabile… Il Dr. D’Agnolo ci consiglia di operarlo d’urgenza e ci fa scegliere tra Torino e Milano… i luminari esercitano la professione in queste due città… impacchettiamo le nostre cose e partiamo (previo appuntamento) per Milano. L’incontro è previsto con i fratelli Dottori Bussadori (persone splendide). Veniamo accolti per un altro ciclo di visite (il tempo per qualche ragione sembrava essersi fermato). Portos è mogio, ma probabilmente solo perché tutte le nostre emozioni lo stavano pervadendo, incredibilmente era lui che cercava di consolarci! Diagnosi… sì è un tumore.. vi sono anche altre 2 cisti in uno dei polmoni. << Se volete possiamo operare per togliere il pericardio (rischia un infarto) ma non garantiamo nulla per l’asportazione del tumore, rimuovere la massa è molto rischioso potrebbe morire durante l’intervento>>. Io e Maria scoppiamo a piangere, non sappiamo che fare. Decidiamo di tornare a Trieste (continuavano le asciti) senza operarlo, vogliamo vivere con lui gli ultimi due mesi di vita (questa era la massima aspettativa) senza che ci lasci su un tavolo operatorio e accompagnandolo mano nella zampa verso l’inevitabile! I giorni passano (lenti… molto lenti) e Maria viene ricontattata dal Dott. D’Agnolo (non hai ma smesso di rimanere in contatto con lei) e ci dice che dobbiamo assolutamente fare un tentativo poiché se non si aveva la possibilità di “aprire” non vi erano certezze sulla cosa giusta da fare! Magari una sola possibilità su cento, ma era giusto crederci e provarci! Pronti per partire…

Che bello poterti guardare tutti i giorni negli occhi...
Immagine: in viaggio…

Intercedendo per noi il Dr. D’Agnolo riesce ad ottenere un appuntamento d’urgenza alla Clinica Universitaria Veterinaria di Grugliasco (TO) e a farci incontrare il Prof. Buracco, che dopo una serie di analisi, fissa l’intervento per il giorno successivo alle 14.00. L’attesa di quelle ore fu interminabile, ad oggi non ricordo neanche come fosse la stanza dell’albergo dove eravamo alloggiati… è deciso… asportazione del pericardio per scongiurare l’infarto e poi… si vedrà… già perché la posizione della massa dalla radiografia non rende comprensibile a pieno che tipo di tumore sia…. Inizia l’intervento, dopo tre ore Portos esce su una barella coperto da un lenzuolo… la lingua è fuori, sul lato dx nella regione delle costole si vede la sutura lunga oltre venti cm… ma è vivo! Pericardio asportato, una piccola parte del tumore prelevata per le analisi, tolte le cisti dal polmone, ora deve riposare e rimanere sotto osservazione per le successive 24h. Il giorno successivo parlo con un’infermiera, che mi dice che diversi cani hanno effettuato un percorso simile (nei Labrador e Golden Retriever capita che sviluppino un tumore nelle vicinanze del cuore), ma che in pochi poi hanno risolto il problema… una lama da trenta cm. mi si conficca nell’addome! Sono ormai passati due giorni e arrivando al pronto-soccorso dell’Università sentiamo un abbaio ininterrotto, istintivamente Maria ferma un’ infermiera che stava facendo fare i bisogni ad un altro “paziente” nel giardino adiacente all’ingresso e gli chiede << quale cane è in grado di abbaiare in questa maniera… ma fa tutto il giorno cosi? >>… l’infermiera riconobbe Maria e con un sorriso le disse << signora… ma è il suo cane quello…>> il mio cane? Rispose lei… << si signora, quando passiamo davanti alla gabbia lui ci chiama perché non vuole rimanere da solo! Vorrebbe che gli tenessimo compagnia… >> a Maria si illuminarono gli occhi e chiese di vederlo. Portos era tornato a fare Portos… saccagnato di un abbaione! Si iniziava a vedere la luce, ci incontrammo con il Prof. Buracco che ci accolse per darci la diagnosi: << il cane ora è stabile e non è più a rischio di infarto e di asciti (sant’uomo)… la massa attualmente non è maligna ma certamente tenderà ad ingrandirsi… potete valutare l’utilizzo di pastiglie chemioterapiche >>. Il giorno dopo ripartiamo per Trieste e decidiamo di avvalerci delle competenze dell’esperto della nutrizione Cesare Gilardi (che comunque dal viaggio a Milano ci aveva supportato sino a quel momento) facendo un percorso del tutto naturale, alimentazione vegana (somministrare una proteina animale ad un cane con un tumore non è una grande idea) ed integratori (nient’altro)… e una ecografia ogni sei mesi per vedere lo stato della massa. Torniamo ad oggi, dalle analisi si evince che: biologicamente il cane è nella norma, sbafa e gioca che è un piacere, la massa è aumentata di due mm. in due anni (vabbè lo sapevamo… ma santo cielo, ci avrei messo la firma!). Lo scorso gennaio ha compiuto nove anni e di tanto in tanto gioca ancora con la capobranco Papaya 🙂 ! Cosa ne penso? Penso che come ho detto ne è passata di acqua sotto i ponti… ma a me sono ben chiare anche alcune cose:

  1. Il cane non è un possesso (ma è una creatura che mi ha insegnato tanto, dal quale ancora oggi imparo).
  2. Il cane non è un cane… è una anima venuta al mondo per soccorrermi da me stesso.
  3. Il cane è la parte buona di noi che indifferentemente da chi siamo (senza giudicarci) ci ama e ci sostiene senza chiederci nulla in cambio.
  4. Il cane non molla mai e affronta la morte con dignità.
  5. Il cane ci regala tutti i giorni spensieratezza, spontaneità e tanto… tanto amore.
  6. Il cane ci racconta le cose come stanno.
  7. Il cane ci fornisce informazioni tutti i giorni, basta osservarlo….
  8. Il cane è un onnivoro.
  9. Il cane per vivere bene e a lungo deve essere alimentato in maniera corretta; il cane è ciò che mangia!
  10. Il cane deve svolgere attività giornaliere con noi, perché Lui il nostro rapporto lo rispetta sul serio… quello che fa con noi per Lui è roba seria… e per Lui, è l’unica cosa che conti davvero.
  11. Il cane deve svolgere attività compatibili con la sua etologia.
  12. Il cane per sentirsi cane deve fare il cane.

Il cane è quello che un giorno vorrei essere io verso i miei simili, scusate forse questo non accadrà mai… io non sono un cane… ma… mi piacerebbe tanto esserlo (nell’animo)!

Spero che questa esperienza possa essere utile a qualcuno (per me dal ‘94 a qualche anno fa è stato tutto molto lento… ma oggi per fortuna avendo un po’ di “fiuto” e con le informazioni giuste si può essere in grado di valutare meglio il problema) e che possa far riflettere…. Voglio concludere rinnovando i ringraziamenti alle persone che contribuiscono scrivendo su Consulpets, che donano tutti i giorni il loro amore e loro competenze verso tutti i pelosi che seguono… e che ogni giorno ci permettono di imparare qualcosa… GRAZIE!

Giustiniano Bussola

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