Il giallo della morte di due cani in una pensione del Piemonte.

0

Il giallo della morte di due cani in una pensione del Piemonte.
 

Il giallo della morte di due cani in una pensione del Piemonte.

Come molti che mi conoscono sanno, raramente trovo il tempo e la voglia di interagire su Social o guardare la televisione e recentemente leggo sempre di meno i quotidiani. Troppe brutture, il mondo mi piace sempre di meno, vivo meglio così! Poi l’altro giorno vado su Facebook e mi cade l’occhio su una storia che mi lascia atterrito. La storia è quella vissuta dalla Dott.ssa Federica Stranieri e i suoi Shiva e Kesh. Lei ha studiato e studia tutt’ora Evoluzione del comportamento animale e dell’uomo; l’ho conosciuta più di tre anni fa, con lei e la compianta Valeria Rossi, abbiamo svolto uno studio sulle paure e come affrontarle e mentre io e Valeria mettevamo in pratica ciò che sapevamo fare con il guinzaglio in mano, lei inseriva in questo percorso un etologo dietro l’altro. Una bella ed interessante esperienza che in quel periodo conduceva regolarmente la Dott.ssa Stranieri al nostro campo accompagnata dalla sua inseparabile Shiva.

Il giallo della morte di due cani in una pensione del Piemonte.
 
La storia che vi sto per raccontare parla proprio di Lei e dei suoi due cani. Allego per conoscenza un estratto preso da Facebook: CLIKKA 

Vi faccio un breve sunto: Federica deve partire e per varie ragioni è costretta ad affidare i suoi amati ad una pensione per animali gestita da addestratori (la pensione è ubicata nel torinese), persone con una buona fama alle spalle (purtroppo mi ricorda tanto la storia di Oxi), un proprietario che essendo impossibilitato a fare altrimenti si fida delle referenze. Purtroppo questa scelta porterà alla morte dei suoi cani. Il 7 gennaio 2018, i gestori della pensione comunicano a Federica che Shiva e Kesh sono scappati e non vi sono tracce di loro. Inizia il tam tam su Facebook tra gli amici, un tam tam di cui anch’io faccio parte girando l’appello disperato della Dott.ssa Federica ai miei amici in zona; passa il tempo in modo inesorabile, il 7 febbraio, ben un mese dopo una serie di ricerche interminabili, Federica chiede ai proprietari della pensione di partecipare alle spese per acquistare un drone che li potesse aiutare nel ritrovamento dei due scomparsi, passano poche ore e gli stallanti comunicano alla stessa che i suoi cani sono morti affogati nella piscina di casa… non capisco! Ma la piscina è uno di quei posti dove non puoi non guardare! Federica che proprio tonta non è, corre a recuperare i corpi esanime dei suoi cani e li porta immediatamente a fare un’autopsia; il risultato è che Kesh non è più perfettamente analizzabile a causa del deterioramento del corpo, mentre la povera Shiva è morta per emoraggia interna a causa della rottura del fegato causata da un colpo al fianco! Sorpresa, Shiva non è morta affogata, infatti nei suoi polmoni non c’è acqua! Insomma una botta all’altezza dell’addome, una forte botta. Io Shiva l’ho conosciuta e con la stessa ho condiviso un sacco di tempo al campo. Shiva era una molossoide di tutto rispetto, una cagnona. Come è andata veramente? Kesh come c’è finito giorni prima, morto, sul fondo di quella piscina? Altra cosa strana che viene evidenziata dall’autopsia è che Kesh è morto ben prima di Shiva e così non è possibile che i due cani siano morti affogati insieme e soprattutto a giorni di distanza nella stessa piscina. In più la domanda sorge spontanea: ma come è possibile che nessuno in un momento di grandi ricerche non abbia visto nulla? Quello che pare evidente è che quanto raccontato dai due stallanti non sia esattamente il vero e che qualcuno abbia fatto del male alle due creature. Di sicuro l’unica cosa vera l’ha raccontata l’autopsia.

Il giallo della morte di due cani in una pensione del Piemonte.
 

Il giallo della morte di due cani in una pensione del Piemonte.

Federica mi ha concesso un’intervista in esclusiva che vi riporto integralmente:

Io: Ciao Federica

Dott.ssa Federica Stranieri: Ciao Marco

Io: raccontami questa storia, perché io l’ho letta prima su FB e poi ne abbiamo parlato noi ma non di persona e Consulpets vuole fare chiarezza anche questa volta su questa storia a dir poco incredibile. Come stai vivendo questa terribile esperienza?

DFS: Per quanto siano comunque passati diversi mesi dalla scomparsa, nulla è cambiato da quei giorni e nessun sentimento si è affievolito. Sin dai primi momenti non ho avuto spazio per la rabbia, forse perché il dolore era troppo e volevo solo concentrarmi sulla ricerca, a qualsiasi costo. Chi vive intensamente i cani e con i cani, sa cosa significa perdere all’improvviso i propri bimbi e, per quanto sembrino frasi fatte, è proprio vero che cambia la vita. Cambia la vita, cambia la quotidianità, cambiano le priorità della giornata e gli obiettivi, ti mancano anche le uscite mattutine al freddo per i bisogni, che ti facevano cominciare la giornata. Da un giorno all’altro mi sono ritrovata senza la famiglia che mi ero creata: ho combattuto, fatto sacrifici e rinunce, solo per vivere la mia vita con i miei bimbi. Tornare a casa e non trovare nessuna coda scodinzolante fa ancora male esattamente come il giorno della scomparsa, con la differenza che ora non c’è più la speranza di riabbracciarli.

Il giallo della morte di due cani in una pensione del Piemonte.
 
Io: Perdonami innanzitutto per la domanda, ma cosa ti ha spinto a decidere per quella pensione? Immagino che ti sentissi tranquilla…

DFS: Ho conosciuto la proprietaria della pensione nel 2015 in un centro cinofilo, dove mi trovavo per fare delle riprese al binomio cane – padrone al lavoro con gli addestratori. Lei mi chiese le riprese del suo cane e mi diede il suo contatto. Tramite il suo profilo Facebook ho successivamente visto che teneva dei cani in pensione e nel mese di dicembre dello scorso anno l’ho ricontattata. Shiva e Kesh erano abituati a dormire sul loro letto al caldo e non volevo lasciarli in un box al freddo; vedendo le foto con gli ospiti della pensione sul divano di casa, ho pensato di aver trovato il posto giusto per loro. E ho pensato di fare la scelta giusta. Non avevo mai lasciato i miei cani prima di quel momento, ma questa volta non avevo alternative. Dal momento che io studio, ho cercato un lavoretto, giusto per pagare la pensione a Shiva e Kesh. I proprietari della pensione, poco dopo il ritrovamento dei corpi, mi hanno rimborsato di quelle spese.

Io: Ricordo, quando a gennaio, pensando fossero scappati, avevi messo degli annunci su Facebook, allora ti sembrò una cosa plausibile?

DFS: No, nella maniera più assoluta. Mi è sembrato assurdo. Vivo con gli Amstaff da 12 anni e conosco bene la razza: non sono cani che si allontanano e amano l’essere umano. Chi conosce la razza può confermare. Shiva e Kesh, in particolare, erano due cani molto socievoli, ogni volta che avevo ospiti a casa erano felicissimi. Gli stessi proprietari della pensione mi raccontavano che, quando lasciavano Shiva e Kesh soli in giardino, non si spostavano dalla porta di casa chiedendo di rientrare. In più la sera della scomparsa pioveva ed entrambi odiavano la pioggia e i proprietari della pensione hanno più volte detto di escludere la possibilità di un rapimento dal giardino, poiché in quei 15 minuti loro erano in casa e si sarebbero accorti di eventuali rumori o movimenti, dal momento che i cani di loro proprietà avrebbero in quel caso abbaiato. La proprietaria della pensione mi ha detto di aver trovato, il giorno dopo la scomparsa, un buco nella recinzione, seppure molto piccolo e in un posto difficilmente accessibile; gli stessi pensionanti mi hanno riferito di non aver mai visto i miei cani in quella zona del giardino. A quel punto, dunque, non mi rimaneva che cercarli in giro.

Io: I proprietari della pensione sostengono di essere stati loro a portare i corpi per effettuare le autopsie, confermi?

DFS: Assolutamente no. Di fatti solo il proprietario del cane può autorizzare l’autopsia. Dopo il ritrovamento dei corpi, i pensionanti mi hanno proposto di seppellirli nel loro giardino ed io ho rifiutato. Senza dare alcuna spiegazione, gli dissi di trasportare Shiva e Kesh e seguirmi con la loro automobile. Nel tragitto, grazie alla lucidità delle mie amiche, ho capito che era il caso di effettuare un’autopsia. Immagino che una volta arrivati davanti alla sala necroscopie dove ha lasciato i corpi, il proprietario della pensione abbia capito. Purtroppo non è l’unica cosa su cui i proprietari della pensione non sono stati chiari. Loro sostengono di avermi risarcito, mentre io ho chiesto, solo prima di avere i risultati dei referti, esclusivamente un rimborso spese.

Io: Come pensi di fare affinchè emerga la verità su quanto accaduto?

DFS: Non so se scoprirò mai la verità. Solo chi li ha uccisi e ha fatto tutto ciò può saperlo e dubito che ammetterà mai le proprie colpe.

Io: Dottoressa Federica Stranieri, ti chiamo con il tuo nome completo, anche se per me sei e resterai Federica, la tua vita come va ora? Vuoi riprendere degli altri cani per ricominciare una nuova vita?

DFS: Cerco di trovare una nuova stabilità ed una nuova routine. Per ora sono ancora nella fase “non ci saranno mai altri cani come i miei bimbi” e nonostante mi senta incompleta e non mi riconosca senza un cane al mio fianco, non è ancora quello a cui sto pensando: Shiva e Kesh sono ancora troppo vivi e non posso permettermi un terzo cane.

Il giallo della morte di due cani in una pensione del Piemonte.
 
Io: Allora Federica, siamo arrivati alla fine, ti ringrazio per la tua disponibilità, per i tuoi studi sull’etologia ed il comportamento animale e voglio che tu sappia che tutti noi di Consulpets ti siamo vicini. Tienici aggiornati sugli eventuali sviluppi…

DFS: Ciao Marco grazie a te.

Consulpets: Ogni qualvolta ci troviamo a scrivere in questa rubrica di determinati avvenimenti, poi ci portiamo per giorni la tristezza nel cuore. Noi tutti, speriamo che dopo il ponte, ci sia un posto come quello dove sono ritratti Shiva e Kesh.

Il giallo della morte di due cani in una pensione del Piemonte.
 
Non sappiamo come finirà questa storia, ma il dato incontrovertibile è che Loro non ci sono più e se dovesse emergere che dietro la loro morte vi fossero delle responsabilità da parte di chi se ne doveva prendere cura sarebbe l’ennesimo delitto perpetrato dall’umanità, quella umanità che avrebbe dovuto proteggerli ed accudirli. Noi tutti ci stringiamo attorno a Federica e al suo enorme lutto; è già dura davanti alla morte naturale dei propri amati, non immaginiamo cosa possa essere perderli in queste assurde circostanze… 

Condividi.

Autore

avatar

Partner