Le peripezie di Salomè tra cure ormonali…

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Le peripezie di Salomè tra cure ormonali...
 

Le peripezie di Salomè tra cure ormonali e innovative soluzioni!

Quest’oggi nella rubrica Il Guaito nel silenzio abbiamo un racconto (dal canino all’italiano – si ringrazia Elizabeth per la traduzione :-)) direttamente dalla cagnolona Salomè… una volta tanto le cose proviamo a farle raccontare a loro!!!

D: Ciao Salomè… presentati ai nostri lettori…

R: << Ciao a tutti mi chiamo Salomè… in realtà il mio vero nome è “Untouchable Garuda”, non suona molto rassicurante vero? Uno di quei casi nel quale “l’abito non fa il monaco”… come dicevo mi chiamo Salomé e la parte della mia famiglia dotata di parola me lo ricorda spesso cantando l’omonima operetta.
Ho quasi 13 anni e sono una fiera Tibetan Mastiff che nonostante l’età mantiene la leadership del branco (ho ben 5 sottoposti!).

D: E quindi?…cosa ci vuoi raccontare di bello?

R: Di bello…? Nella primavera del 2012 cominciavo a non stare tanto bene, era morta da pochi mesi la mia vera mamma all’età di 12 anni ed Elizabeth (la seconda mamma) pensava fosse la causa del mio malessere; ma dopo poco tempo comparse della forfora sul mio bel pelo e l’odore della pelle cambiò. Così a maggio dello stesso anno mi fece fare gli esami del sangue, che però risultarono in regola. Durante l’estate dell’anno seguente, cominciai a tossire, ma non era una tosse normale, mi sentivo sempre più letargica e cercavo il caldo; sentivo Elizabeth dire che dovevo fare il controllo dei valori della tiroide (è il punto debole della mia razza), non capivo molto bene cosa volesse dire, ma dal tono di voce capii che doveva essere una cosa importante. Così in settembre mi feci accompagnare da Elizabeth, da quell’umano con il capottino bianco (chissà poi perché non cambia colore, lo fa così pallido…), che mi stropiccia tutta e poi dolcemente (slurp) mi regala sempre un premietto! Beh… non fu tutte rose… scoprimmo che uno dei valori era parecchio basso. Subito l’umano (di cui non ricordo la razza) mi prescrisse il Leventa, medicinale che avrebbe dovuto farmi riprendere. A tal proposito ero un po’ preoccupata perché in famiglia non erano molto sicuri di iniziare la somministrazione essendo a conoscenza del fatto, che quando si comincia ad utilizzare questo tipo di medicinali non si torna più indietro, poichè la tiroide si atrofizza e fatica a funzionare da sola; ma considerata la mia età (in quel momento quasi 11 anni) e le mie condizioni… accettarono. Dopo tre mesi di Leventa, nel dicembre 2013, i valori tornarono a posto! Per festeggiare, poco dopo le lunghe feste natalizie, Elizabeth mi fece fare un altro esame ecografico addominale, che risultò perfetto per la mia età di molosso undicenne… ma la mia strana tosse non cessò.

D: Accipicchia… e poi cosa successe?

R: Arrivò la primavera ed ero svogliata, mi alzavo poco volentieri; poi l’estate e mi alzavo sempre meno, faticavo a camminare. Con il tempo era tanto il dolore che rabbrividivo solo al pensiero di appoggiare i miei poveri piedi sui sassi… e come se non bastasse la tosse aumentava. Un giorno, mentre Elizabeth mi faceva il “zampecoure”, ci accorgemmo che i polpastrelli stavano cambiando: più macchie, in posizioni diverse, comparsero su tutte le zampe; sembrava dovuto al consumo (anche se io non cammino molto, sono pigretta). Ma nel giro di due settimane aveva coperto quasi completamente i polpastrelli; infine dopo pochi giorni sembravano completamente morti! Non potevo appoggiarli, erano insensibili e se Elizabeth mi tagliava un po’ troppo  le unghie (senza accorgermi di nulla) non usciva sangue, ma pus; sembrava fossi destinata a non camminare più. Gli esami del sangue che feci in novembre non spiegavano il mio calvario (la tiroide invece andava bene, ovvio, prendevo regolarmente la mia medicina). Nel gennaio del 2015 fui sottoposta ad una radiografia al torace per la mia incessante tosse, ma con esiti negativi; un percorso senza via d’uscita, senza risposte, senza cause né terapie, se non qualche indizio, che fece decidere ad Elizabeth di non abbandonarsi allo sconforto e di cercare una soluzione al quale forse non aveva ancora pensato.

Le peripezie di Salomè tra cure ormonali...

 
D: Non benissimo direi… cosa o chi ti venne in aiuto?

R: Tanti anni fa avevo un’amica, Yuma (anche lei della mia razza) che a sua volta viveva da un’amica umana di Elizabeth. Quando il suo momento arrivò, Elizabeth andò a casa sua per salutare e consolare la sua amica; in quell’occasione conobbe “un’umana” che stava aiutando Yuma nel momento forse più difficile di una vita canina, la consapevolezza di dover abbandonare il proprio corpo. Elizabeth rimase colpita dal metodo, l’agopuntura e di come fosse serena Yuma, che senza dolore la notte stessa ci lasciò. La cosa si concluse li, passarono gli anni e non ci pensò più… fino a quando le venne in mente che forse, (sempre per la teoria “non lasciamo nulla di intentato”) quella umana dal camice bianco (mi sa che quelli sono i capottini che vendevano all’epoca) poteva aiutarmi per il mio problema alle zampe (almeno per quello, la tosse era passata in secondo piano). Chiamò la sua amica umana che le ricordò il nome: era Flavia. Dopo un paio di giorni (ci stava ancora pensando senza prendere una decisione) un’altra sua amica umana, le parlò di una vetrin..vertin…ah si! veterinaria (adesso mi ricordo la razza di quell’umana con il capottino bianco si chiama veterinaria… psss… vuoi mettere Tibetan Mastiff!!!)… vabbeh! Insomma questa umana aveva fatto un autentico miracolo ad sua volpina, Holly,  finita sotto le ruote di un camion. Non avrebbe dovuto più camminare per tutta la vita! Ed invece ora salta e “rompe” come il solito… vamos… allora forse c’era una speranza!

D: Maaaah… la veterinaria che ti poteva aiutare ti ricordi come si chiamava?

R: Ma certo!… per la razza ero in difficoltà, ma il nome non lo dimenticherò mai più: Flavia Bellorini!

D: Quindi Elizabeth cosa fece?

R: All’inizio, come predetto, era indecisa sul da farsi ma poi contattò Flavia e gli chiese se poteva prendere in esame il mio caso valutando la possibilità di usare dei “metodi alternativi”. A febbraio di quest’anno Flavia mi incontrò, prese in esame tutti i referti passati e le cure svolte, compreso il problema tiroide, e poi…

D: E poi che? Dai non lasciarci in sospeso…

R: Il caso volle che due mesi prima Elizabeth sia stata visitata da un ematologo omeopata, che le fece lo stesso tipo di visita, che poi successivamente Flavia mi riservò; quindi era preparata a ciò che stava per assistere: “kinesiologia”. Fu una visita lunga, accurata e decisamente rilassante. Tutta la terapia è stata improntata sull’omeopatia; avrei dovuto fare molte iniezioni differenti ogni settimana, la dieta fu drasticamente cambiata (mi promisero solo per un periodo… uff!) con crocchette vegane mischiate a verdura fresca. Inoltre, dalla sua visita ci accorgemmo che il mio corpo rifiutava il Leventa che prendevo da ormai quasi due anni! E che probabilmente fosse la causa del problema aggiunto alle zampe… Ma come avremmo potuto risolvere la cosa visto che ormai non potevo più farne a meno? Così mi prescrisse un’ecografia alla tiroide per accertarsi che non fosse totalmente atrofizzata. Nella vita ci vuole anche un po’ di fortuna e l’esito fu negativo: non al massimo della forma ma funzionante. Il mio veterinario in accordo con Flavia acconsentì di procedere con un nuovo tentativo: ridurre il farmaco gradualmente fino a farlo sparire…cosa che per Elizabeth era pura fantascienza!

D: Quindi dopo la importante virata come andò?

R:  Dopo solo un mese ripresi a camminare decentemente e dopo soli cinque mesi il Leventa spariva dalla mia vita, sembravo un’ altra cagnetta! Oggi, a quasi 13 anni d’età, corro, abbaio, mangio come un lupo (cioè più di un Tibetan), i miei polpastrelli sono tornati normali e se Elizabeth per errore mi taglia un pò troppo le unghie, esce il sangue di un bel rosso (e che cavolo! Sta volta fa davvero male!). Fortunatamente non uso più nessuna medicina (che schifo me le mettevano nella pappa! Psss… come che non me ne accorgessi…) e ho finito anche la terapia omeopatica. L’unico neo, (mannaggia!!!…) non sto ancora mangiando carne, se non sporadicamente, ma appena si decideranno potrò riassaporare ciò che al momento posso solo fiutare dalle ciotole dei miei sottoposti (maledetti…) dei quali però sono ancora la Leader incontrastata!!! >>

D: Bene siamo arrivati alla fine di questo movimentato racconto… Elizabeth vuoi dirci anche tu qualcosa?

R: Sì…Grazie “sciamana”… io, Salomè e tutto il branco non dimenticheremo mai quanto hai fatto per noi! Ci porteremo per sempre questa esperienza nel cuore…

Oggi Salomè girotta tranquilla…

 

 

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