Lettere di un allevatore: Daisy, una carezza oltre le nuvole.

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Lettere di un allevatore: Daisy, una carezza oltre le nuvole.

Daisy era una femmina di Golden Retriever, nata tra le mie mani il 09 luglio 2012, ultima di dieci cuccioli. Appena venuta al mondo, mi accorsi che non dava segni di vita, così iniziai le manovre di rianimazione e per oltre dieci minuti i segnali non erano di certo incoraggianti. Stavo per rinunciare, quando all’improvviso, la cucciola fece un timido sussulto. Determinato a fare tutto il possibile, continuai imperterrito la rianimazione per ca. trenta minuti, sino a quando la piccola non risultò essere completamente attiva. In quel momento le diede il benvenuto alla vita (con la fase più bella) la mamma, con la sua prima poppata! Fu così che le assegnai il suo nastrino identificativo di colore rosso e da quel momento lei diventò: ”Baby Rossa”. Nei due mesi di crescita in allevamento, selezionai per lei, così come per gli altri suoi fratelli e sorelle, quelli che sarebbero diventati i nuovi compagni di vita. Ero entusiasta, quando un cucciolo sfugge alla morte del parto viene spontaneo pensare che avrà un futuro lungo e generoso.

Lettere di un allevatore: Daisy, una carezza oltre le nuvole.
 
Incontrai (come il mio solito) personalmente la nuova famiglia, che ritenevo essere adatta, per tre volte prima della consegna. Il giorno in cui dovetti consegnare la piccolina al nuovo branco, per me (come sempre) era di quelli tristi, poiché dopo averli accuditi con passione e fatica non è mai facile separarsi da loro. Tuttavia, la certezza che possano condurre una bella vita con brave persone alla fine mi ripaga di ogni sacrificio. Questo giro invece no, la sorpresa era infatti dietro l’angolo. Dopo appena tre ore, nemmeno il tempo di mettere le zampe nella nuova casa, ricevo una telefonata dove mi informavano che mi stavano riportando indietro Baby Rossa. Non mi soffermo sulle motivazioni di questo gesto, chi alleva conosce bene queste dinamiche, l’importante è mettere in conto certe possibili situazioni e farsene carico per il bene stesso del cane. È così che Baby Rossa tornava inaspettatamente tra le mie braccia e con il resto dei fratelli, pertanto visti i precedenti era necessario cercare per lei una nuova famiglia, triplicando le forme di attenzione. La telefonata giusta arriva, dopo averne valutate e scartate delle altre. Loro sono una coppia di nazionalità inglese, non più giovanissimi, che aveva deciso di lasciare la loro nazione per trasferirsi nelle campagne della valle d’Itria, al sole della Puglia. Fissiamo un appuntamento conoscitivo, loro mi spiegano che erano giunti nel “grande tacco”, da meno di un anno e che avevano già avuto un Golden Retriever acquistato in Inghilterra. L’avevano portato con loro in Puglia e, durante i loro viaggi di ritorno nel loro paese, lo avevano sempre lasciato in custodia ad un vicino di casa. Dopo uno di questi viaggi, al loro ritorno, il vicino gli comunica che il cane si era perso e non fu mai ritrovato. Mi confermano di voler prendere con loro Baby Rossa, strappandomi la promessa che, ad ogni loro viaggio nel paese britannico, il cane l’avrei dovuto tenere con me. Una energica e vera stretta di mano sancisce il patto tra me e loro.

Lettere di un allevatore: Daisy, una carezza oltre le nuvole.
 
Baby Rossa ha finalmente una famiglia tutta sua, con Anne e Henry (sono nomi di fantasia per rispetto nei loro confronti), il suo nome affettivo sarà:”Daisy”, ispirato al fiore della margherita, a loro così caro. Negli anni che seguirono si rafforzò l’amicizia tra me ed i due coniugi, Daisy era felice, perché così poteva fare quotidianamente lunghe escursioni nei boschi adiacenti alla loro abitazione e, durante i frequenti viaggi di Anne e Henry in Inghilterra, veniva a trovarmi. Quando cadeva il periodo, era sempre un momento emozionante e la attendevo sempre con gioia, era un piacere immenso poter stare con lei, era come se ogni volta il branco si ricongiungesse. Al contrario, quando Daisy doveva ripartire, vivevo sempre un senso di tristezza, soprattutto quando avevo abituato la mia mente a lunghi momenti di complicità. Questo tran tran dura qualche anno, finchè un giorno, al ritorno di un loro viaggio, Anne e Henry mi comunicano che, per gravi problemi di salute legati ad uno di loro, dovevano interrompere per sempre la loro vita in Puglia e avrebbero dovuto fare ritorno in maniera permanente in Inghilterra. Li attendevano lunghi periodi di degenza in ospedale, con troppe incognite per poter portare con loro l’amata Daisy. Mi chiedono, in un momento di straordinaria intensità emotiva, che non potrò mai dimenticare, di occuparmi di lei e trovarle una nuova famiglia.

Lettere di un allevatore: Daisy, una carezza oltre le nuvole.
 
Non era facile poter garantire al cane una nuova vita di libertà in un ambiente naturale, così come era abituata. Faccio le mie valutazioni e giungo alla conclusione che solo mio nipote, che abita nelle campagne piemontesi, sarebbe potuta essere la persona adatta. Lui aveva da poco perso una mia Golden che era nata con una grave malattia, uno Shunt epatico, si era preso cura di lei con grandi attenzioni sulle varie cure e le fasi delicate dell’alimentazione, facendole vivere una vita super-dignitosa. Ragionammo insieme sulla possibilità che Daisy potesse andare a vivere con lui e ne convenimmo che alla fine sarebbe stata una buona idea. Avviso Anne e Henry, ci incontriamo e decidiamo che era appunto questa la situazione migliore per Daisy. Mio nipote, con i suoi genitori, sarebbero venuti a prendere il cane a fine agosto 2017. Ho pensato a lungo immaginando il momento del distacco, per quanto abbia messo in conto certe situazioni, quando ho scelto di allevare, non mi sento mai emotivamente pronto ad affrontarle. Il 24 agosto, ricevo un messaggio telefonico dalla mia veterinaria e mi si ghiaccia il cuore. Lei è anche la dottoressa che segue Daisy e mi scrive: “Ho appena tirato giù Daisy dal paradiso”. Ci sentiamo per telefono e mi dice che il cane aveva mangiato un boccone avvelenato durante una delle sue solite passeggiate nei boschi. Aveva risposto bene alla terapia grazie ad Anne e Henry che, ai primi sintomi sospetti, l’hanno immediatamente condotta in clinica. Si trattava di superare la notte, ma così non è stato, Daisy ci ha lasciati e ha lasciato in tutti noi un dolore troppe forte perché era davvero una creatura speciale, vittima della crudeltà dell’uomo. Insomma, sopravvive alla sua nascita, per motivi diversi non ha mai trovato una collocazione duratura in un suo nucleo famigliare, quando sembra che le si possa finalmente offrire una esistenza più equilibrata e destinata a compiersi con il ciclo naturale della vita… l’uomo come sempre trova il modo (totalmente gratuito) di farsi disprezzare e di regalare dolore. Ad oggi Il problema dei bocconi avvelenati è purtroppo maledettamente attuale, purtroppo non bisogna mai abbassare la guardia, bisogna rimanere concentrati, tenere d’occhio le attività del nostro 4zampe, soprattutto quando siete in passeggiata, perché come nel Web esistono i Troll, per quanto riguarda la vita live esistono i “Ragni” che a tempo perso creano delle trappole nel quale l’inconsapevole cane trova spesso la sofferenza e la morte. Mio nipote e i suoi genitori? Quando li ho avvisati, erano già in viaggio dal Piemonte per venire a prenderla, ma come avrete capito, non hanno fatto in tempo. Il mio pensiero e ringraziamento va a chiunque abbia voluto bene a Daisy, a cominciare, naturalmente, da Anne e Henry. Va a chi ha avuto la fortuna di incontrarla almeno una volta sul proprio cammino. Alla sua amica veterinaria, a mio nipote e a chi le sarebbe stato vicino, senza averle fatto vivere un distacco traumatico. Per te, Daisy, una mia carezza oltre le nuvole, ovunque tu sia, grazie di tutto magnifico pettirosso!

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