Parla il proprietario di Oxy, la Weimaraner morta all’Expo di Rende!

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Parla il proprietario di Oxy, la Weimaraner morta all’Expo di Rende!
 

Parla il proprietario di Oxy, la Weimaraner morta all’Expo di Rende! Sentite cosa dice…

Nel maggio di quest’anno a Rende (Calabria), come ho riportato in un precedente articolo, si è verificata ad un Expo (esposizione cinofila), una delle più grandi tragedie mai avvenute in Italia. Il tempo passa e probabilmente molti di voi lo hanno già scordato, ma il proprietario di uno di quei poveri cani deceduti, probabilmente no… e come potrebbe, Oxy la sua stupenda Weimaraner non c’è più! L’ho incontrato, si chiama Luigi Cocchi ed ha deciso di concedermi un’intervista. La cosa che mi ha più colpito è che in questo incontro ho avuto la sensazione di parlare con un uomo quasi “di famiglia”, un uomo semplice, che raccontandomi dell’accaduto non manifestava nè odio, nè risentimento, ma solo un incolmabile dolore…

Pesaro, 11 novembre 2016:

D: Da quel maledetto 27 maggio sono passati 208 giorni e nessuno ancora sa nulla… Luigi ci sono novità?

R: Le novità sono che l’ENCI sta andando avanti e dovrebbe essere alla fase definitiva, c’è già stata una decisione della commissione di seconda istanza che dovrà essere resa esecutiva, come da statuto, dal consiglio direttivo che si dovrebbe tenere il prossimo 22 novembre. A quella data si saprà la posizione del ENCI su Rende. Oltre a questa, c’è il discorso della denuncia penale fatta al tribunale di Cosenza dai primi di luglio e sono in attesa degli sviluppi sulla denuncia che sta andando avanti come da conferme della procura, che sta terminando le indagini preliminari. Oltre alla mia di denuncia so per certo che c’è ne sono altre, una della ASL di Cosenza, una del OPIA ed una dell’ENPA.

D: Appena hai novità su qualsiasi di questi punti ti chiediamo di farcelo sapere…

R: Vi terrò informati…

D: Hai voglia di raccontarci la tua versione dei fatti?

R: Non ho nessun problema a raccontarla, visto che ho ricevuto delle informazioni a riguardo e sono parte lesa in questa vicenda. Avevo deciso di partecipare all’Esposizione Internazionale di Rende in quanto c’era una speciale Weimaraner e alla mia Oxy mancava solamente questo risultato per diventare Campionessa Italiana dopo appena tre mesi dall’inizio della sua carriera. Ho consegnato Oxy nel pomeriggio di giovedì 26 maggio a Fabrizio Manni, avevo deciso di dare IL MIO CANE ad un Handler, cosa che non avevo mai fatto perché IL MIO CANE l’avevo sempre accompagnato io, ma essendo impossibilitato (per motivi famigliari) proprio quel fine settimana ad andare a Rende, decisi diversamente.

Parla il proprietario di Oxy, la Weimaraner morta all’Expo di Rende!

 
Conoscevo il Sig. Manni di fama, un Handler professionista e di lungo corso, un conoscente me lo aveva suggerito come persona fidata. Allora il giovedì gli ho portato Oxy fino ad Orvieto perché la accompagnasse il giorno dopo all’Expo. Dopo di ciò, sono tornato a casa e so che lui la mattina è partito; a posteriori sono rimasto stupito dal numero di cani e come fossero stati sistemati sul furgone, questa domanda purtroppo non gliela feci, fidandomi del fatto che è un professionista e davo per scontato che la tutela animale fosse garantita e che attuasse tutte le accortezze del caso. Da quello che mi risulta partiva la mattina alle 10:00 da Viterbo facendo un viaggio di circa sei ore senza fare soste, come da lui stesso dichiarato, senza mai accertarsi delle condizioni dei cani. Poi so che una volta arrivato a Rende, sempre secondo quanto da lui stesso dichiarato, ha fatto scendere i cani dal furgone; il numero dei cani sembra fosse di 15, ma non ne sono sicuro poiché ad oggi neanche questo è molto chiaro, ad ogni modo, penso li abbiano fatti scendere (nel giro di ¾ d’ora) uno alla volta, insieme ad un’altra Handler professionista Francesca Pavesi ed alla figlia. Davvero poco tempo per ogni cane, vista la sua dichiarazione dove ha affermato che ¾ d’ora dopo era già salito in camera. Ritengo che questi poveri cani siano stati fatti scendere dal furgone pochi minuti e rimessi dentro nel momento di maggiore calura, oltre al fatto che il furgone era ancora surriscaldato dopo sei ore di viaggio. Poi lui una volta salito in camera ha riferito che verso le 18:15 – 30 è nuovamente sceso per un appuntamento con un cliente della zona, che doveva portare un cane all’Expo il giorno dopo. Sempre riferito da lui, è stato a cinquanta metri dal suo furgone, senza preoccuparsi di aprire i portelloni e verificare lo stato dei cani. Una volta finito questo incontro è tornato in camera ed è sceso nuovamente alle 19:50 per andare a cena e solo poco prima si è finalmente preoccupato di controllare i cani lasciati verso le 17:30, così che, per ben due ore e venti sono rimasti chiusi in un furgone parcheggiato sull’asfalto, sotto degli alberi che fanno poca ombra. Una volta aperto il furgone si è subito reso conto che quasi tutti i cani erano deceduti e li ha tirati fuori dai vari trasportini stendendoli per terra… c’era ancora in vita Oxy ed una Bedlington Terrier. Qui secondo me, un ulteriore mancanza, loro hanno tentato di rianimare Oxy anche con l’aiuto di un Veterinario nonché giudice ENCI il Sig. Ferdinando Asnaghi il quale ha prontamente prestato soccorso insieme ad altre persone presenti a questi due cani e solo in un secondo momento alle 22:20 Oxy è stata portata (non dal Manni al quale l’avevo affidata) da un veterinario quasi 2 ore dopo! Prestare subito cure era giusto, ma bisognava preoccuparsi di portarla il prima possibile in un ambulatorio e darle le cure necessarie che ovviamente in un parcheggio sull’asfalto non sono certamente possibili. Questo è stato confermato dal Dott. Bacci che è il veterinario della clinica dove è stata portata Oxy, che sì era grave, ma se portata subito forse si sarebbe potuta salvare. Oxy il giorno successivo alle 17:30  dopo un calvario interminabile e con atroci sofferenze, decedeva per le gravi conseguenza causate dal colpo di calore, che è stato confermato dalle autopsie fatte fare da un istituto pubblico zooprofilattico di Vibo Valentia, smentendo le ipotesi dello stesso Manni, che aveva parlato subito anche di un possibile avvelenamento. A tal proposito ho visto il referto di un altro cane di cui per ora non posso ancora fare il nome, che riporta anche in questo caso il colpo di calore e la morte per mancanza d’ossigeno.

D: Chi ti è stato vicino?

R: Praticamente tutti gli altri proprietari (tutti allevatori!) e questo mi ha deluso immensamente,  da quello che mi risulta non hanno fatto né denunce né null’altro. Mentre sui social media, altri allevatori e migliaia di persone comuni mi sono state vicine da quel giorno fino ad oggi. Non mi aspettavo una simile risonanza e vicinanza per Oxy, innumerevoli sono stati i contattati da persone comuni che mi hanno dato la loro solidarietà.

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D: Qualcuno ti ha chiamato e fatto proposte dopo gli eventi per cercare di “sistemare le cose”? Perché in un gruppo su FB si era addirittura arrivati a parlare di compravendita degli esiti delle autopsie.

R: No di questo non so nulla, dopo due o tre giorni, mi ha chiamato il Sig. Manni per vedere di trovare una soluzione a questa faccenda, per il resto non ho avuto altre telefonate o avvicinamenti di alcun tipo.

D: La cosa che più ha stupito tutti è che il famoso Handler è ancora in circolazione e partecipa tuttora a delle Expo… cosa ne pensi?

R: Questo purtroppo è quello che avviene… dopo il mio esposto ai primi di luglio, c’è stata ad agosto una sospensione cautelativa aspettando che il Consiglio Direttivo del 22 di novembre renda esecutiva la decisione assunta dalla Commissioni di seconda Istanza, mentre all’estero purtroppo grazie alla FCI continua a partecipare alle Expo. So per certo che l’ENCI ha fatto la comunicazione ufficiale alla FCI di questa sospensione, ma per l’estero le decisioni spettano al FCI e non all’Enci.

D: Quali sono ora i tuoi prossimi passi per cercare la verità e la giustizia?

R: Sono nelle mani della procura di Cosenza, che sta facendo le indagini che dovrebbero portare, spero,  ad un rinvio a giudizio del Sig. Manni, quindi non mi resta che rimanere in attesa con i miei avvocati, per un processo penale… ma a questo punto si apre un mondo che non finisce più, di cui non so ancora nulla. Dentro il processo penale, naturalmente mi costituirò parte civile. Vorrei precisare che se ho fatto questi passi non è perché ce l’avessi con il Sig. Manni o per avere da lui dei soldi per Oxy, a me non interessano i suoi soldi, ma solo per il senso di giustizia e per far sì che in futuro questi viaggi e la gestione dei cani vengano meglio regolamentati sia da parte dell’ENCI che da parte delle ASL che dovrebbero fare maggiori controlli e dare disposizioni più stringenti per questi viaggi sia verso gli Expo che in tutti gli altri casi.

D: Sono sicuro che questo tragico evento ti ha lasciato non solo un grande buco nel cuore, perché un cane come Oxy non si sostituisce, ma anche molta amarezza… cosa senti ora verso il mondo delle Expo e degli Handler, cosa provi?

R: Io dico solo che non sono un allevatore, ma solo un semplice privato che da circa trent’anni va con il suo cane a qualche esposizione canina per mera passione, contro gli Handler e contro l’ENCI non ho nulla. Anzi ci sono stati degli Handler molto più famosi del Sig. Manni che mi hanno dato consigli e mi sono stati vicini in questo periodo. Tengo a precisare che tutto quello che ho fatto, l’ho fatto di mia iniziativa senza essere stato strumentalizzato da nessuno.

D: Se riesci ci racconti cosa senti, cosa ti ha lasciato Oxy nel cuore e come stai?

R: Diciamo che la sofferenza è stata grande, perché perdere Oxy all’improvviso ed essere avvertiti via sms senza neanche una telefonata… anche per la giovane età di Oxy, anche se fosse stata più vecchia ovviamente sarebbe stato terribile. Gli altri miei cani e la mia famiglia, mi hanno molto aiutato a superare questa tragedia. Comunque Oxy non sarà mai sostituita nel mio cuore. La cosa più triste è stata vedere arrivare le ceneri della povera Oxy dopo quasi due mesi.

D: Qual è il più bel ricordo che hai di lei?

R: Difficile dirne uno in particolare… forse, il primo giorno che è arrivata a casa nostra dalla Spagna ed aveva circa cinque mesi. Era un cane di una dolcezza e bontà disarmante, dolce con tutti e molto affettuosa, oltre ad essere un bellissimo esemplare di razza.

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D: Luigi voglio ringraziarti per la tua disponibilità a parlarne e sappi, almeno da parte mia, che farò il possibile per sostenerti ed aiutarti al meglio delle mie possibilità… un caro abbraccio.

R: Grazie, per qualsiasi cosa sai dove trovarmi. Ti chiedo di continuare a combattere con me e approfitto per ringraziare tutti quelli che in qualsiasi modo si sono dati da fare e lo stanno tuttora facendo per avere giustizia! Ciao Marco…

Ciao Luigi, a presto…

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