Quando un sogno diventa realtà…

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Quando un sogno diventa realtà… la burrascosa storia di Guako

Buongiorno Manuela la ringraziamo intanto per averci concesso questa intervista:

D: Le andrebbe per incominciare di raccontarci qualcosa di lei? E soprattutto di che cosa si occupa?

R: Sono titolare di una attività commerciale (un bar in provincia di Verona), una persona che come tante attraverso Facebook, tempo fa venne a conoscenza della realtà delle “Perreras spagnole”. Le Perreras, per chi non lo sapesse, non sono dei tradizionali canili (come da noi in Italia), ma dei luoghi dove vengono sistematicamente soppressi i cani randagi o abbandonati dalle famiglie, con i sistemi più crudeli immaginabili (bastonate, cremati vivi etc.). Questo perché eliminare migliaia di cani all’anno con l’anestesia sarebbe per le istituzioni spagnole “troppo costoso”. Fui così colpita da queste barbarie, che decisi di fondare una associazione che si occupasse principalmente di questa emergenza…Una Cuccia per la Vita.

D: Chi è Guako? E da dove arriva?

R: Nel settembre del 2012 decisi insieme al mio compagno di adottare proprio uno di questi cani sfortunati, che arrivavano da questi “lager”; un chow chow di cinque anni di nome Guako, considerato da tutti come un cane intrattabile e di difficile gestione. In realtà era stato cosi maltrattato, che il semplice accarezzarlo gli appariva come una minaccia. Dopo un mese approcciandoci a lui con rispetto e delicatezza si dimostrò per la sua vera indole, un cane docile e tranquillo, desideroso solo di serenità e di una vita all’aria aperta (adora stare sdraiato al sole).  

D: In che condizioni fisiche arrivò dalle Perreras?

R: Il quadro clinico del suo stato di salute si presentava normale, tuttavia al controllo effettuato trimestralmente risultò positivo alla “leishmania”, anche se con dei valori bassi, per cui lo studio veterinario al quale ci rivolgemmo ritenne opportuno non intraprendere alcuna terapia (anche solo preventiva) per combattere la malattia.

D: Com’è possibile che sia stata sottovalutata?

R: Premetto che La malattia di Guako, la leishmania, a mio parere non è conosciuta approfonditamente nella zona in cui abito; da sempre la bassa veronese è caratterizzata da una presenza allarmante di casi di filariosi cardiopolmonare, che viene quindi curata in modo più attento, mentre la leishmania, essendo una malattia tipica di altre regioni climatiche, non viene sempre rilevata tempestivamente e curata in modo   adeguato, soprattutto nella forma “viscerale”. Guako aveva proprio questa forma, che intaccava gli organi interni e li danneggiava; la diagnosi iniziale che fu fatta nel gennaio di quest’anno, (in precedenza secondo i veterinari al quale mi rivolsi, tutti gli esami rilevavano uno stato di salute discreto) era di una insufficienza renale non grave. Beh! a giugno, i reni risultavano compromessi per il 70% in modo irreparabile…a Guako diedero al massimo un mese di vita.


 

 

 

 

 

 

 

 

D:Quindi dall’ultima diagnosi la creatura come si suol dire “era più di là che di qua”…

R: Sì, secondo i veterinari era proprio nella fase terminale, pertanto mi consigliarono di intraprendere subito una terapia molto aggressiva a base di farmaci chemioterapici; la iniziammo ma sia io che il mio compagno notammo che Guako peggiorava, mostrando segni di apatia. Gli esami successivi rilevarono un peggioramento a livello renale e una anemia importante, pertanto stufi di sottoporre il nostro cane ad un procedimento infruttuoso e spossante, decidemmo di sospendere la terapia per cercare un’alternativa, che almeno non facesse soffrire Guako.

D: Come è riuscita a salvare Guako? Chi l’aiutò?

R: Durante le mie ricerche una mia cara amica di Torino, mi parlò di una Veterinaria Naturopata di Padova, che aveva curato casi di leishmania gravissimi, la Dott.ssa Flavia Bellorini; la contattammo immediatamente e lei rispondendoci in modo tempestivo organizzò una visita, che si rivelò fondamentale per salvare Guako. La Dott.ssa Bellorini (la quale non finirò mai di ringraziare abbastanza) ci disse che fosse fondamentale avvalersi di un bravo nutrizionista (con il quale collaborava) per riuscire nel recupero del cane. Aveva ragione! Cesare Gilardi realizzò una dieta su misura adatta ad un cane con le patologie di Guako. Con le cure e i consigli di entrambi, dopo due mesi, Guako riprese a mangiare da solo, a odorare, correre e finalmente il suo quadro clinico migliorò radicalmente.  

D: Quindi le mi sta dicendo che esistono dei metodi alternativi che funzionano anche nei casi più disperati?

R: Le assicuro che all’inizio ero un po’ scettica e che solo la disperazione mi ha spinto (fortunatamente) verso il percorso che ho fatto, ma visti i risultati sorprendenti al quale ho assistito, ora ho scelto di curare anche me stessa con l’omeopatia.

D: Cosa si sente di dire alla Dott.ssa Bellorini e al Nutrizionista Gilardi?

R: La mia riconoscenza nei loro confronti è incommensurabile , ringrazio sempre il giorno che abbiamo deciso di portare Guako da lei e di seguire le indicazioni alimentari di Cesare!


 
D: Una volta tanto possiamo raccontare un avvenimento a lieto fine, crede che in futuro casi come questo saranno all’ordine del giorno?

R: Io ne sono convintissima e spero che la mia esperienza possa essere utile a molte altre persone, che come me amano il proprio animale e che desiderano per loro solo una vita di amore, salute e benessere.

Grazie Manuela del tempo che ci ha dedicato ed un grande in bocca al “lupo” a lei, a Guako e sopratutto alla sua Associazione!

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