Alimentazione ed integrazione contro la Leishmaniosi nel cane…

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Alimentazione ed integrazione contro la Leishmaniosi nel cane...
 

Alimentazione ed integrazione contro la Leishmaniosi nel cane… che effetto hanno le proteine animali?

Mi collego alla news pubblicata mesi fa dalla Dott.ssa Flavia Bellorini, in merito alla Leishmaniosi, con l’intento di spiegare in che modo l’alimentazione e l’integrazione possano aiutare a contenere la malattia. Prima di entrare nel merito, trovo corretto fare qualche precisazione: l’infiammazione è un procedimento prodotto, in linea di massima, dal sistema immunitario come risposta ad uno stressor: caldo, freddo, allergeni stimolati da proteine o zuccheri (come nel caso della caseina e dal lattosio, dei latticini o dalla lipoproteina glutine presente in alcuni cereali), microrganismi, etc. Nonostante il processo immunitario, sia autoprodotto per difesa, le più recenti scoperte scientifiche, dimostrano che un simile stress infiammatorio prolungato è pericoloso per l’organismo del cane. Quindi tutte le parti fisiologiche come vasi sanguigni, neuroni, articolazioni, mucose e cellule possono essere danneggiate, partecipando all’insorgere di malattie come cancro, diabete mellito, ulcere gastriche, malattie intestinali croniche, nervose, degenerative e cardiovascolari. Le infiammazioni possono anche ritardare se non (nei casi più gravi) impedire o contenere tutte le patologie di origine virale o batterico contratte, come appunto la leishmaniosi. L’evidenza (ma anche il semplice buon senso) suggeriscono come, in presenza di questa patologia, vada drasticamente eliminato tutto ciò che è particolarmente acidificante ed infiammante. Il lavoro e la fatica di organi interni (reni, pancreas, fegato, etc.) così debilitati va ridotto davvero al minimo: è fuori di dubbio che vada del tutto o in parte eliminata la proteina animale! Infatti come ho spiegato nelle precedenti news, la differenza più significativa in termini di salute a vantaggio delle proteine di origine vegetale sta nell’effetto metabolico. Le proteine vegetali conducono, nel loro processo catabolico alla formazione di acidi “volatili o deboli” (lattico, ossalico, piruvico) che vengono eliminati continuativamente attraverso i polmoni e la respirazione, sotto forma di acido carbonico. Al contrario le proteine animali conducono alla formazione di residui acidi “fissi o forti” (urico, fosforico, solforico) che possono essere eliminati soltanto attraverso i reni (tra tutti, gli organi più a rischio durante i casi di leishmaniosi). Ovviamente l’eliminazione di urina non è continua come accade all’aria attraverso i polmoni, per cui le scorie acide fisse si accumulano nel mesenchima provocando uno stato di acidosi metabolica ed infiammazione cronica; davvero il peggio del peggio per un soggetto affetto dalla patologia in essere. In questo caso una dieta secca o fresca mirata, interferisce in maniera fortemente positiva contribuendo a riportare l’organismo in perfetto equilibrio acido-basico e facilitando l’opera del veterinario nel protocollo d’intervento farmacologico. Pertanto si effettueranno due fasi d’attacco: nella prima utilizzeremo un cibo completamente vegano (quindi esclusivamente di origine vegetale), mentre nella seconda fase andremo ad utilizzare un alimentazione tradizionale dal valore proteico di origine animale contenuto, con l’utilizzo di grassi insaturi al posto di grassi saturi. La combinazione dei principi nutritivi estremamente bilanciata, che darà origine alle proteine dovrà essere preparata in modo tale da favorire la sintesi proteica; difatti in questa dieta il valore biologico (VB) dovrà essere molto alto e questo lo si otterrà grazie alla presenza di tutti gli otto aminoacidi essenziali. Va poi sottolineato come l’organismo del nostro peloso, attaccato da una malattia così aggressiva, dovrà nutrirsi con un cibo estremamente digeribile e assimilabile, per non mettere sotto sforzo gli organi preposti alla digestione, e che produca un valore kilocalorico (Energia Metabolizzabile) molto alto. Detto valore costituisce un apporto energetico molto importante che pone il soggetto nella condizione migliore per poter contrastare efficacemente la malattia. Infine invitiamo a riflettere su un argomento apparentemente “fuori tema” ma a mio avviso, invece determinante, che riguarda il nostro modo di vedere l’animale-cane, quale un unico corpo psichico e fisico. Un organismo sottoposto a stress patologico provoca un surplus di attività per il sistema nervoso centrale, in particolare per il cervello: aumenta la richiesta di glucosio! Un’alimentazione, ricca in carboidrati, risponde adeguatamente a questa richiesta di aiuto; inoltre l’utilizzo di principi nutritivi di origine vegetale determina un consistente apporto del Triptofano, aminoacido precursore della Serotonina. Questo fa si che al soggetto giungano segnali di calma che lo aiuteranno nel suo percorso curativo, contribuendo a ridurre gli inevitabili fattori di stress psichico che certamente esistono in presenza di una patologia così grave; con il risultato che il cane sarà più presente e reattivo alla malattia ed alle cure. In questa particolare situazione è fortemente consigliato l’utilizzo di integratori destinati a: aumentare le difese immunitarie, aiutare il sistema nervoso, cardiovascolare ed immunitario (attraverso l’apporto di acidi grassi insaturi). Questo tipo di alimentazione è stata utilizzata già in diversi casi di Leishmaniosi con risultati eccellenti qui di sotto potete vederne i risultati. Si ringrazia la Fattoria di Tobia di Roma per la concessione delle fotowww.lafattoriaditobia.it
 
Cane affetto da Leishmaniosi: prima della dieta

Alimentazione ed integrazione contro la Leishmaniosi nel cane...
 
Cane affetto da Leishmaniosi: dopo la dieta

Alimentazione ed integrazione contro la Leishmaniosi nel cane...
 
Cane affetto da Leishmaniosi: prima della dieta

Alimentazione ed integrazione contro la Leishmaniosi nel cane...
 
Cane affetto da Leishmaniosi: dopo la dieta

Alimentazione ed integrazione contro la Leishmaniosi nel cane...
 

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