Che cos’è l’amido resistente e come influisce nel cane?

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Che cos’è l’amido resistente e come influisce nel cane?
 

Che cos’è l’amido resistente e come influisce nel cane? Perché viene considerato il terzo tipo di fibra alimentare?

Prima di spiegare che cos’è l’amido resistente e come influisce nel cane è bene fare un piccolo ripasso: l’amido è un composto organico conosciuto anche sotto il nome di carboidrato, fa parte di molti principi nutritivi quali: cereali, tuberi, legumi e verdure e loro manufatti come pasta, pane, impasti di farine (polenta, pizza, farinata di ceci) minestre, etc.. È costituito da lunghe catene di glucosio che si presentano negli alimenti, prima di essere utilizzati come cibo, sottoforma di granuli, con una struttura cristallina che li rende insolubili in acqua e difficilmente attaccabili da parte degli enzimi digestivi (amilasi). Grazie alla “gelatinizzazione”, gli amidi perdono la struttura cristallina e diventano solubili in acqua, risultando più facilmente digeribili e assimilabili, viceversa con la “retrogradazione” la struttura si ricompatta e gli amidi ritornano ad essere nuovamente meno assimilabili. Un esempio su tutti è la preparazione della classica polenta di mais: quando la farina viene messa a cucinare in acqua a 42/50 gradi, a fine cottura (gelatinizzazione) avremo un composto corruttibile dall’enzima amilasi e quindi perfettamente assimilabile. Al contrario con il suo raffreddamento (retrogradazione) la struttura riprenderà il suo aspetto cristallino e di conseguenza la sua minore digeribilità. Ecco spiegato il perché dare un pezzo di polenta fredda al nostro cane vuol dire ritrovarla non digerita nelle feci. Fatta questa doverosa premessa, argomenteremo questo componente dell’amido che per le sue caratteristiche viene chiamato comunemente “resistente(RS acronimo inglese di Reistant Starch). Che cos’è? È quella parte di amido che, anche a seguito della gelatinizzazione, resiste al processo di digestione per merito degli enzimi digestivi convogliati dal pancreas e dal fegato nell’intestino tenue, che arrivando integro nell’intestino crasso, verrà fermentato da parte della flora batterica intestinale e quindi utilizzato dalla stessa, come substrato energetico, o evacuato attraverso le feci. Di conseguenza, assieme ai FOS e MOS, l’amido resistente, viene considerato a tutti gli effetti il terzo tipo di fibra alimentare. Il RS si trova in tutti quei principi nutritivi ricchi di amido come i cereali, legumi, tuberi e nei frutti che contengono amido: castagne, banane (in particolare quelle meno mature). Le percentuali contenute varia a seconda del tipo di cibo, per esempio: i legumi ne contengono dal 3 al 5%, i cereali dal 3 al 6% in particolare quelli integrali lo stesso vale per i tuberi, infine banane, castagne il 5%.

Che cos’è l’amido resistente e come influisce nel cane?

 
Esistono quattro tipi di amido resistente:

  1. RS1: sono quelli presenti nel chicco o nel legume non macinato o crudo, quindi compreso fisicamente nella loro struttura. Questo tipo di amido e incorruttibile dagli enzimi digestivi.
  2. RS2: sono quelli ottenuti dopo la prima lavorazione di macinazione (farina), nei casi dei tuberi quelli crudi e nelle banane (quelle verdi). Nel RS2 (nel caso della banana) abbiamo un composto cristallino, non digeribile se non dopo la gelatinizzazione o totale maturazione.
  3. RS3: sono gli amidi retrogradati, che si formano a seguito della gelatinizzazione seguita da raffreddamento; tipicamente nel pane, nella pasta e nel riso cotti e poi raffreddati, ma anche in tutte le farine (di tutti i cereali, castagna, legumi, etc.) nei fioccati, nei biscotti, nelle gallette di cereali e in tutti i prodotti da forno cotti e poi consumati a temperatura ambiente.
  4. RS4: sono gli amidi modificati da processi chimici o fisici, difficilmente utilizzati nell’alimentazione naturale in quanto usati quasi esclusivamente dall’industria e in pasticceria in qualità di addensanti per dolci e salse, oppure per aumentare la resistenza di un prodotto al surriscaldamento o raffreddamento. Gli amidi tipicamente utilizzati sono quelli compresi nel mais, nella tapioca e nel riso. L’impiego di questi amidi è regolato dalla direttiva CEE 97/4/CE.

I benefici dell’amido resistente:

Come ho detto in precedenza il RS non viene digerito/assimilato e come tale arriva nell’intestino dove, in linea di massima, viene fermentato dalla flora batterica e trasformato in acidi grassi a catena corta (butirrico e propionico) e quindi assimilati e messi in circolo nel flusso sanguigno, oppure riutilizzati dalla stessa flora come fonte energetica.

Vediamo nel dettaglio quali sono i benefici più importanti:

  • Rispetto agli altri prebiotici produce più acido butirrico che promuove la proliferazione di una flora batterica più attiva e sana.
  • Riduce il rischio di tumore del colon attraverso il controllo dell’acidità del PH e di conseguenza l’infiammazione dell’intestino, una delle principali cause del cancro.
  • Utile nel miglioramento della colite ulcerosa, della malattia di Crohn e per tutte le forme di stitichezza, diarrea e diverticolite.
  • L’Efsa (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha ratificato che l’amido resistente, può ridurre la risposta glicemica post-prandiale (concentrazione di glucosio nel sangue, o meglio, nel plasma entro le due ore dopo il pasto) contribuendo a una riduzione dell’aumento del glucosio nel sangue dopo il pasto (durante il quale viene assunto), molto importante: nel pasto del cane diabetico nel contesto della somministrazione insulinica giornaliera. 

Approfondimento sulla diverticolite nel cane:

Molto comune nell’essere umano e purtroppo negli ultimi anni anche nel cane, la diverticolite è una patologia dell’apparato digerente. Si individua nella maggior parte dei casi nell’intestino crasso, ma può essere anche presente in quello tenue; si mostra con la formazione di diverticoli, che consistono in piccole sacche che quando s’infiammano o ancor peggio si rompono, creano gonfiore e forti dolori addominali. I diverticoli, sono normalmente localizzati nella parte sinistra della parete intestinale, di conseguenza quando il soggetto percepisce dolore e gonfiore nella parte sinistra dell’area addominale, può essere un sintomo di questa patologia. I più colpiti sono quei cani che hanno uno stomaco delicato, un intestino irregolare (diarrea o stitichezza) con coliche e gonfiore. Le cause per cui compare la diverticolite sono determinate da un intestino che non smaltisce correttamente le feci (costipazione), questo comporta una raccolta di materiale fecale nel colon, che porta a creare zone sofferenti e infiammate dando origine ai diverticoli. Le complicazioni di questa malattia possono essere molto gravi ed è competenza del Veterinario darne comunicazione. Purtroppo anche in questa situazione, la responsabile della diverticolite è unalimentazione inadatta, infatti l’eccesivo uso di proteine di origine animale e lo scarso utilizzo di cereali e verdure (quindi fibre vegetali), può condurre (in percentuali alte) a questa patologia.

Che cos’è l’amido resistente e come influisce nel cane?
Immagine di: www.sanremonews.it
 
In conclusione: La diverticolite è una malattia che si presenta spesso come una colite con sangue e si manifesta con gonfiore addominale, crampi, coliche, febbre con tremore, vomito, nausea e diarrea. Per doverosa informazione onde evitare di creare dubbi e incomprensioni, questi sintomi possono essere di altre patologie quindi sarà doverosa cura del Veterinario (al quale bisogna rivolgersi il più presto possibile) fornire la giusta diagnosi. Un metodo diagnostico non invasivo di ultima generazione è l’ecografia delle anse addominali.

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