Lo shunt porto-sistemico per il cane può essere letale!

0

Lo shunt porto-sistemico per il cane può essere letale!
 

Lo shunt porto-sistemico per il cane può essere letale! Quanto influisce l’alimentazione nella cura di questa rara e grave patologia?

Cari lettori di Consulpets, in questo articolo vi parlerò di un’altra malattia molto rara, lo shunt porto-sistemico ed anche in questo caso l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale per il recupero e la sopravvivenza del soggetto affetto da questa grave patologia. Il cane in questione (che anche questa volta per rispetto della privacy non citerò né la razza né il nome), è una piccola femmina di sei mesi (che chiamerò Giuditta e la sua proprietaria Vittoria) che vive in casa, dove viene seguita con grande cura e amore. Purtroppo Giuditta spesso era inappetente e subito dopo il pasto tendeva ad andare in letargia, a dimagrire e ad avere episodi di rigurgito di succhi gastrici. Trattata con farmaci per la gastrite, migliorava durante la copertura, ma poi ritornava nella stessa condizione. Dall’esame biochimico risultava una forte alterazione dei parametri epatici, ma in particolare l’aumento degli acidi biliari urinari, dall’ RM, TC ed ecografia addominale, arrivava la conferma che Giuditta era ammalata di shunt porto-sistemico extraepatico. In che cosa consiste questa malattia? Lo shunt porto sistemico, è una malformazione congenita o acquisita del percorso venoso portale al sistemico. Cosa comporta? L’afflusso di sangue che proviene dagli organi addominali verso e dentro il fegato, attraverso la vena porta, affinchè venga ripulito e depurato dalle sostanze tossiche per poi essere trasferirlo nel circolo sistemico attraverso la vena cava, non avviene. In sostanza il sangue intestinale (portale) raggiunge il circolo sistemico senza essere depurato, questa incapacità del fegato di “disintossicare” il sangue e metabolizzare le tossine, fa sì che queste ultime, si accumulino nell’organismo, sino a raggiungere il cervello, che unitamente ad una carenza di glucosio dà origine a quella malattia conosciuta sotto il nome di encefalopatia epatica (di cui parlerò in una prossima news). Altra conseguenza, è l’insufficienza renale determinata dal forte stress lavorativo che i reni devono sopportare. In ultimo, va detto che mancando l’apporto del flusso sanguigno nel fegato, come organo non ha lo sviluppo regolare e il suo funzionamento in generale viene ridotto di molto. Lo shunt porto-sistemico può essere di origine: congenita o acquisita, intraepatico o extraepatico:

  1. È congenito: quando il soggetto nasce con questa patologia causata da un anomalo sviluppo del feto. Questo tipo di shunt può essere sia intra che extraepatico.
  2. È acquisito: quando il soggetto assume questa patologia a causa di una malattia primaria (fibrosi o cirrosi epatica), che colpisce molti vasi all’interno del fegato escludendone la funzionalità. Può essere solo intraepatico.
  • Intraepatico: consiste nell’esclusione funzionale di molti vasi all’interno dell’organo e può essere congenito o acquisito.
  • Extraepatico: quasi sempre congenito consiste nel bypassaggio di un singolo vaso anomalo che collega la vena Porta a quella cava subito dopo l’uscita dal fegato, è acquisito quando si crea una ipertensione portale provocata da cirrosi o fibrosi epatica (molto raro).

Lo shunt porto-sistemico per il cane può essere letale!

Immagine di: http://www.manualefaidate.com/files/461/apparato-circolatorio.jpg

Insorgenza e sintomi: La malattia si manifesta in funzione del tipo, congenita o acquisita, infatti nel primo caso i sintomi si presentano nei primi mesi dopo la nascita, mentre nel secondo i tempi possono essere diversi ma dalla mia esperienza la fascia d’età con una più alta percentuale è tra i quattro e i sette anni, ma ho avuti casi anche che andavano dai due ai dodici anni.

I sintomi più evidenti sono:

  • Solo nel congenito: insufficienza nella crescita, il cucciolo tende a rimanere piccolo o ad avere una crescita ritardata anomala.
  • Comune nel congenito e acquisito, in generale: febbre, perdita di peso, intolleranza a farmaci, in particolare sedativi e psicofarmaci. In particolare: encefalopatia epatica, anoressia, pica (è una particolare situazione in cui il cane tende a mangiare con certa frequenza cose che non sono principi nutritivi, in particolare carta, muro, terra, foglie marce, spago, gesso, etc.), vomito, diarrea, aumento della minzione (poliuria), aumento della sete (polidipsia), possibili calcoli biliari che urinari (urolitiasi), presenza di sangue nelle urine (ematuria).

LA TERAPIA E L’ALIMENTAZIONE.
La terapia sarà decisa dal Medico Veterinario, mentre l’alimentazione dall’esperto in nutrizione. In questa patologia si segue la strada della chirurgia o quella della terapia medica, ma alla fine l’arma vincente è l’alimentazione. Infatti utilizzare una dieta non appropriata porterà sicuramente ad un’inefficace percorso clinico. Mi riesce difficile spiegare nel dettaglio quali siano (e in che percentuali) i vari elementi che compongono una dieta ideale per un cane colpito da shunt, perché il programma alimentare deve essere sempre personalizzato, ma sicuramente l’alimentazione dovrà essere controllata nelle proteine, limitando al massimo (se non tolte completamente) quelle di origine animale, questo per evitare un eccesso di produzione di ammoniaca (iperammoniemia), dando precedenza a quelle vegetali e senza perdere di vista il contenuto in aminoacidi essenziali. I grassi insaturi, in particolare gli Omega 3 dovranno essere presenti, ma non quelli saturi. I glucidi devono essere inseriti in percentuale elevata per evitare lencefalopatia epatica  (vi ricordate quando vi spiegavo che il glucosio è la benzina del cervello, quindi mancando il supporto epatico bisogna aumentare un po’ la dose? Non devono mai mancare le vitamine idro e liposolubili in particolare: A, C, D, B, E, K). Molto importante inserire cicli di lactulosio per ridurre e contenere il numero dei batteri che producono ammoniaca (Escherichia Coli). Oltre a questa importante funzione favorisce l’aumento di acidità nel colon e quindi aiuta la conversione dell’ammoniaca in ione ammonio. Migliora l’aumento della peristalsi, favorisce l’eliminazione dei metaboliti dell’ammoniaca, aumenta la diluizione dell’ammoniaca nel lume intestinale e quindi, tramite l’azione dei villi intestinali, l’abbassamento del suo livello evitando l’iperammoniemia. Ho specificato che l’utilizzo del lactulosio deve essere ciclico e non con uso quotidiano, in quanto, per la mia esperienza, in alcuni casi il suo uso costante ha causato diarrea, flatulenza e coliche addominali. In conclusione: lo shunt porto-sistemico è una malattia nella quale l’esperto in nutrizione ha un ruolo di vitale importanza. La piccola Giuditta, che seguo da oltre sette anni, non è stata operata e segue una dieta vegana con una corretta integrazione e, con grande gioia di mamma Vittoria sta benissimo…

Condividi.

Autore

avatar

Partner