Cane e bambino due evoluzioni in parallelo…

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Cane e bambino due evoluzioni in parallelo…
 

Cane e bambino due evoluzioni in parallelo: sono poi così diversi?

Sono molteplici gli aspetti che accomunano lo sviluppo del cucciolo d’uomo al cucciolo di cane. Entrambi hanno necessità della figura materna come elemento di protezione, accudimento e socializzazione con il mondo esterno. Nei primi tre mesi di vita il mondo del bambino ruota attorno alla mamma, poiché la sua scarsa autonomia di movimento e la sua incompleta acquisizione delle capacità sensoriali lo rendono del tutto dipendente da tale figura. La loro relazione si basa sull’adattamento reciproco di bisogni affettivi e nutritivi attraverso uno scambio continuo di elementi comunicativi, basati su messaggi corporei propriocettivi, modalità gestuali, mimica del viso e vocalizzi. Tale situazione è ugualmente riscontrabile nei primi sessanta giorni di vita del cucciolo di cane: anch’esso vive del tutto immerso nel mondo della mamma, la quale si prende cura del piccolo offrendo il calore del suo corpo e le leccate come elemento affettivo e di protezione. Il nutrimento è garantito dalla capacità del cucciolo di percepire la mammella a stretto contatto con la bocca, che attiva immediatamente l’istinto di suzione. Anche la comunicazione è costituita prevalentemente da atteggiamenti corporei e da mugolii che vengono accolti ed interpretati nel medesimo modo in entrambe le specie. La mamma cane si pone in ascolto dei suoi cuccioli e ne interpreta i bisogni: ciò accade ad esempio quando un piccolo resta attardato nella poppata ed emette un suono vocale tipico; allora la madre si attiva e con il muso crea lo spazio fra gli altri cuccioli in modo da permettergli di raggiungere la mammella a lui più vicina.

Cane e bambino due evoluzioni in parallelo…
 
Anche nel bambino i vocalizzi vengono espressi in modo sempre differente: la madre di volta in volta li accoglie ed interpreta distinguendone a poco a poco i vari significati. I primi spostamenti nello spazio si attivano, sia nel cucciolo che nel bambino, attraverso lo strisciamento e il rotolamento. Possiamo facilmente osservare che il bimbo rotola spostandosi da una parte all’altra della culla e striscia flettendo ed estendendo in senso alternato i quattro arti per muoversi; la stessa cosa avviene per i primi spostamenti del cucciolo di cane, che si attiva nello strisciamento anche per superare e scavalcare i fratellini. Anche gli aspetti della capacità visiva sono rallentati in entrambe le specie: i cuccioli nascono completamente ciechi e i bambini vedono solamente ombre dai contorni non definiti. Molto importanti risultano essere il tatto, l’udito e l’olfatto; l’unica differenza è che nel cane i sensi si sviluppano molto velocemente per la necessità di sopravvivenza, mentre nel bambino lo sviluppo è armonico e in proporzione più lento. In seguito, intorno ai sei mesi dalla nascita, quando il bambino acquisisce la posizione seduta, diviene curioso del mondo che lo circonda e ogni elemento intorno a lui rappresenta uno stimolo intellettivo: eccolo che osserva il comportamento della madre per cogliere ed anticipare le attività che essa svolge verso di lui. Ad esempio è in grado di distinguere quando la madre si prepara per cambiarlo e portarlo fuori, oppure quando sta per dargli da mangiare. I nostri comportamenti sono spesso determinati da inconsapevoli routine, che il bambino coglie come elementi significativi del suo mondo; la figura materna, mantenendo costanti tali abitudini, aiuta il bambino a leggere ed interpretare il mondo che lo circonda. I comportamenti della madre definiscono lo spazio e il tempo intorno al piccolo e successivamente gli permetteranno di imitarla, acquisendo significative competenze nell’uso degli oggetti. Anche la mamma cane mantiene costantemente con i suoi cuccioli determinati comportamenti: in seguito alla consueta poppata, si alza per effettuare la pulizia della cuccia e leccare i suoi piccolini per favorire l’espellere delle deiezioni; successivamente esce dalla cuccia per andare a bere e sgranchirsi un po’ mentre i cuccioli dormono beati. Anche il bambino, quando viene cambiato e lavato, spesso espleta le minzioni e questi rituali garantiscono un perfetto equilibrio della crescita, permettendo alle mamme di essere rassicurate sugli aspetti di salute e benessere dei “cuccioli”, sia umani che animali. Potremmo dire che, in generale, questi comportamenti garantiscono ai piccoli una continua assistenza e scandiscono in modo preciso gli avvenimenti della loro giornata. In seguito, anche i cagnolini crescendo diventano sempre più curiosi e abili nel prevedere ed interpretare le mosse delle figure che si occupano di loro. Come il bambino osserva la mamma, così i cani osservano i padroni e presto sapranno distinguere il momento della pappa da quello dell’uscita per fare un giro. Sia il bimbo che il cucciolo apprendono attraverso l’osservazione e l’imitazione dei nostri comportamenti: ad esempio sanno individuare e distinguere le parole che utilizziamo quando sono rivolte a loro e si predispongono, in modo attivo e partecipe, per farci capire che hanno intuito qualcosa che li riguarda. Quando diciamo qualcosa rivolgendoci al cane, siamo abituati ad esprimerci con un tono di voce più dolce e affettuoso: il cane è molto abile nel distinguere i toni e le posture utilizzate dall’uomo, recependo con facilità quale parte del discorso è rivolto a lui. Tale abilità gli è molto utile poiché da adulto potrà avvantaggiarsi di questa esperienza per raggiungere altri suoi scopi. Ad esempio, quando desidera farci capire che vuole giocare, è in grado di portarci il giochino preferito e aspettare con occhi tristi che qualcuno giochi con lui, oppure di portarci il guinzaglio per farci capire che vuole uscire. Questi comportamenti sono il risultato del’operato della mamma cane, che ha lavorato per costruire un mondo di relazioni soddisfacenti per il suo piccolo. Le mamme di entrambe le specie, garantiscono infatti le relazioni sociali mediando i comportamenti non adeguati e insegnando quelli corretti. Come già detto, i cuccioli imparano in fretta anche il comportamento umano: quando la cucciolata è inserita in un ambito domestico, la mamma cane media le relazioni umane e animali, consentendo ai cuccioli di acquisire modalità corrette di comportamento attraverso l’imitazione della madre.

Cane e bambino due evoluzioni in parallelo…
 
Durante il periodo dello svezzamento la mamma cane annuncia larrivo del cibo alzandosi dalla cuccia, agitando il corpo e la coda con movimenti brevi e veloci, emettendo un mugolio specifico: tale comportamento viene subito imitato alla perfezione dalla cucciolata, che anticipa e capisce l’importanza e il ruolo del compagno umano che si prende cura di tutti. Questo comportamento aiuta i cuccioli a leggere anche l’agire umano, con il quale fin da subito entrano in relazione: si tratta del già citato “imprinting” teorizzato da Konrad Lorenz, fase particolarmente importante e determinante nello sviluppo psicofisico dei cuccioli, che acquisiscono in modo indelebile tutte le informazioni sociali del mondo in cui sono inseriti. La figura della mamma cane si adopera affinché tutto sia mediato in modo da garantire le competenze comportamentali corrette ed adeguate per l’inserimento della cucciolata sia tra co-specifici che tra inter-specifici. Questa fase molto importante e delicata che nel cane dura all’incirca due mesi, con particolare attenzione nei primi sessanta giorni di vita; nell’uomo, invece, possiamo dire che dura quasi tutto il primo anno, durante il quale la figura materna si occupa di mediare le relazioni con le altre figure parentali aiutando nell’interpretazione dei messaggi del cucciolo d’uomo e garantendo cosi un positivo aggancio alla vita. Così come la mamma umana insegna l’uso degli oggetti, anche la mamma cane insegna l’uso dl materiale intorno ai cuccioli: ad esempio il cibo viene depositato nelle ciotole e la mamma cane mostra ai piccolini a cosa serve quello strano strumento, come utilizzarlo, spronandoli ad avvicinarsi senza paura e a mettere dentro il muso per nutrirsi. Così anche la mamma umana durante lo svezzamento introduce elementi importanti, quali il piatto e il cucchiaino, con cui il bimbo entra in contatto grazie all’intervento della figura materna, che ne garantisce efficacia e soddisfazione.      

Fine prima parte – to be continued…

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