Cane e bambino nell’ambiente…

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Cane e bambino nell’ambiente…
 

Cane e bambino nell’ambiente come vivono il mondo circostante?

Nella precedente news ho introdotto gli aspetti che accomunano lo sviluppo del cucciolo d’uomo al cucciolo di cane, mettendo a confronto le due realtà, considerando in particolar modo il periodo dello svezzamento e la capacità dei piccoli di interpretare le azioni delle rispettive mamme… continuando… un altro importante elemento di mediazione effettuato dalla mamma di entrambe le specie è rappresentato dalla conquista dell’ambiente, il mondo intorno al cucciolo. La mamma cane sprona i piccoli a uscire dalla cuccia e a seguirla nelle prime esplorazioni della casa, mostrando tutti gli oggetti con i quali possono entrare in contatto. Tali ispezioni sono molto importanti per la costruzione delle immagini che l’animale conserverà nella sua memoria e che gli serviranno per capire i comportamenti corretti da tenere in determinate situazioni. In questo periodo la madre esercita un ruolo molto delicato, poiché non solo ”educa”, ma ricopre anche un duplice ruolo: da una parte coccola e protegge, dall’altra corregge e insegna. La mamma umana diviene anch’essa elemento dalle duplici funzioni ed il bambino deve introiettare entrambi gli aspetti per integrarle in una figura unica. Come disse Melany Kline, questo momento è estremamente complesso per la difficoltà di introiettare “l’oggetto buono e quello cattivo”, per il superamento della dicotomia della mamma buona e di quella cattiva. In questa delicata situazione di crescita, sia per il bimbo che per il cane, è molto importante avere un compagno di giochi con il quale identificarsi: il cane con il suo gioioso movimento aiuta il bimbo a non scoraggiarsi, continuando la scoperta del mondo intorno a lui. Il suo incedere avanti e indietro nell’ambiente, scorrazzando felice qua e là, solletica la curiosità del piccolo che lo osserva e lo imita: questo lo predisporrà positivamente nell’acquisizione di padronanza dei nuovi schemi corporei e garantirà un aumento della fiducia in sé e nelle sue possibilità. Entrambe le figure materne, umana e canina, hanno il medesimo ruolo e lo esplicano in tempi e modi del tutto similari. La mamma cane aiuta i cuccioli ad orientarsi nel tempo e nello spazio offrendo l’esempio corretto con il suo comportamento e non è raro vederla alle prese con i piccoli da “sgridare”, spesso in maniera severa e intransigente.

Cane e bambino nell’ambiente…
 
La sua coerenza è garanzia di crescita, infatti i “no” della mamma fanno in modo che vengano assorbite velocemente le regole sociali in cui i cuccioli devono orientarsi. Questo sistema educativo è assolutamente trasferibile anche al bambino, che con poche semplici regole sarà in grado di orientarsi ed esprimersi in modo adeguato nel mondo che lo circonda e incentiva l’introiezione delle regole comportamentali, che da istanze esterne diventeranno interne, favorendo una corretta ed adeguata formazione del ”super io” (definito come quell’istanza intrapsichica originata appunto dall’interiorizzazione dei codici di comportamento). Un altro importante elemento in comune è rappresentato dalla paura dell’abbandono”, che li coglie entrambi impreparati e disorientati. Il bambino teme terribilmente di perdere la propria mamma, fino al punto di piangere per farla tornare a sé; così anche il cane teme moltissimo di essere abbandonato e piange quando si trova solo. Cane e bambino dunque condividono la necessità di essere rassicurati e di acquisire quelle rappresentazioni interne affettive che gli permetteranno di gestire la frustrazione dell’assenza dell’oggetto d’amore: la mamma. In questo difficile esercizio, il bambino ha la fortuna di avere il cane come “oggetto transizionale” (Winnicot). Attraverso il gioco del guinzaglio, il bambino può sempre portare con sé quel cagnolino che rappresenta anche concretamente l’affettività e l’accoglienza incondizionata della figura materna, che in questo modo non lo abbandona mai. Tale situazione poggia le basi per la costituzione di una relazione di reciprocità e di fiducia incondizionata luno nei confronti dell’altro: il cane saprà di essere in compagnia di quel compagno di giochi insostituibile e sempre presente, compensando la sua paura di abbandono. Entrambi condividono la paura più profonda dell’essere umano, il disamore e si aiutano reciprocamente in un continuum di rassicurazioni reciproche, basate soprattutto sulla presenza incondizionata di entrambi e sull’implicita condivisione di esperienze comuni. Questa condizione li rende compagni ideali e giustifica la naturale attrazione che l’uno prova verso l’altro. Il cane corrisponde alle necessità del bambino anche grazie alla diversa velocità della sua maturazione. Per un bambino, crescere con un cane è fonte inesauribile di stimoli ed esperienze che lo aiuteranno nel raggiungimento e nel superamento delle sue naturali tappe evolutive. Per giocare con il suo cagnolino, il bambino sarà costretto ad imparare ed affinare tutte le capacità comunicative non verbali, acquisendo e maturando abilità intuitive ed espressive che in seguito miglioreranno le sue capacità di socializzare anche con gli altri bambini.

Cane e bambino nell’ambiente…
 
Il trascorrere del tempo favorisce le competenze del bambino a più livelli, perché il cane, crescendo più velocemente, è portatore di informazioni preziose e può ad esempio aiutare il bimbo a capire lo sviluppo psicosessuale e la diversità di genere: il suo comportamento potrà essere preso facilmente come modello per spiegare l’evoluzione della specie e la naturale attrazione del sesso maschile verso quello femminile e viceversa. Un altro importante elemento che il cane porta con sé nella relazione col bambino è dato dall’invecchiamento: il suo crescere in fretta e le sue modificazioni fisiologiche potranno aiutare il piccolo uomo ad accettare il cambiamento relativo all’incedere inesorabile del tempo. Vedere il suo amico modificarsi, mettere i primi peli bianchi, avere meno voglia di correre e saltare lo aiuterà a modificare il suo comportamento in relazione ai bisogni del cane, passando da una fase egoistica ad una altruistica e di grande accettazione. Grazie a questi cambiamenti il bambino acquisisce una buona capacità di accoglienza della diversità e accettazione della frustrazione. Ci tengo particolarmente a sottolineare che quando un bambino domanda ai genitori un cucciolo di cane, la sua richiesta non rappresenta un capriccio o la volontà di avere un altro giocattolo da aggiungere alla sua collezione. Spesso questo desiderio poggia le basi su un‘inconsapevole intuizione, da parte del bimbo, rispetto a quante cose li rendano simili e quanto queste similitudini possano essere significative per la sua crescita. Spetta agli adulti sottolineare e aiutare tali acquisizioni, affinché la presenza del cane diventi importante per lo sviluppo psicofisico e psicomotorio del bambino.                            

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