Cosa si intende per Pet Therapy? A cosa serve?

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Cosa si intende per Pet Therapy?
 

Cosa si intende per Pet Therapy? A cosa serve?

Cosa si intende per Pet Therapy? Sono semplici coccole di un animale che “fanno bene” a un essere umano? O in realtà c’è molto… molto di più? La Pet Therapy è un trattamento con scopi terapeutici che viene effettuato da personale qualificato in discipline dell’educazione/psicologiche/mediche, che hanno eseguito un percorso formativo nella Pet Therapy (educatori, insegnanti, terapisti della riabilitazione, psicologi). L’animale, principalmente il cane (di proprietà del terapista), è il mezzo attraverso il quale si effettua la terapia, che si svolge con obiettivi quantificabili in termini di miglioramento dei parametri sui quali si è deciso di intervenire attraverso questo percorso. Gli ambiti di applicazione di questa disciplina sono molteplici: dalla riabilitazione motoria a quella cognitiva, psichiatrica ect.. Spesso l’operatore di Pet Therapy lavora in equipe con altri specialisti. Per esempio nel caso di un bambino con un rallentamento cognitivo, che abbisogna di incrementare i tempi attentivi, un lavoro con il cane con un’attività come tirare la pallina, può essere d’aiuto per il miglioramento degli stessi e della concentrazione. Difatti in seguito, misurando il tempo che intercorre tra l’attività iniziale e quella finale, saremo in grado di stabilire quanto tempo il bambino riuscirà ad impegnarsi in una medesima attività. Per capire per quanto tempo riuscirà a mantenere la concentrazione misureremo (step by step, grazie a test cognitivi dell’età evolutiva) i tempi di reazione del bambino. La terapia di Pet Therapy è un miglioramento specifico in un’area specifica (ad esempio quante volte tira la pallina?) quindi una riabilitazione. Vorrei fare una distinzione tra il concetto di Pet Therapy come terapia”, rispetto all’ attività di Pet Therapy: mentre la terapia ha obiettivi specifici e misurabili, con valutazioni normalmente trimestrali, l’attività di Pet Therapy si prefigge unicamente di migliorare lo stato generale di benessere dell’individuo. Inoltre a differenza della prima, non è necessario avere una qualifica in ambito educativo, psicologico o medico ma è sufficiente il percorso di operatore di Pet Therapy. Questa trova applicazione anche in pazienti che soffrono di demenza senile e di Alzheimer, al fine di contenerne i danni procurati nell’ambito della memoria e della capacità motoria, ma anche con il proposito di misurare il loro grado o quoziente di felicità! Una delle finalità dell’ “attività di Pet Therapy” potrebbe essere ad esempio: ottenere dall’anziano più motivazioni a camminare o la partecipazione più attiva a gruppi di lavoro. Credo sia giusta una precisazione: esiste differenza tra un operatore di Pet Therapy e il conduttore di cani da Pet Therapy. Normalmente il conduttore è un educatore cinofilo (o appassionato di cinofilia) che addestra il cane a compiere determinati esercizi, come ad esempio far raccogliere le chiavi o aprire gli stipetti al valente 4 zampe, al fine di fornire aiuto a persone con disabilità motorie (svolgimento di esercizi pratici). Perchè però si possa procedere in maniera ottimale, un ciclo completo ed efficiente di Pet Therapy, questa figura necessiterà dell’affiancamento di uno specialista. Quindi nel setting sarà presente il conduttore di cane da Pet Therapy, il cane, lo specialista (ad esempio il fisioterapista) e il paziente.

Quali animali possono essere utilizzati per la Pet Therapy?

Gli animali che possono essere impiegati sono davvero numerosi, i più comuni sono il cane, il gatto e il coniglio. Non bisogna mai dimenticarsi che il benessere del soggetto è fondamentale in questa disciplina, in quanto se l’animale non è nel suo stato di benessere ottimale non è predisposto e quindi neppure efficace nell’attività di Pet Therapy. Un motivo per il quale il gatto e il coniglio sono meno utilizzati rispetto al cane è che non gradiscono essere portati in giro in quanto particolarmente territoriali.

Come si diventa operatore di Pet Therapy?

Basta avere un diploma di scuola superiore ed affrontare un percorso di formazione parallelo, per se e per il proprio cane all’interno di una scuola specializzata. La mia scuola per esempio prevede un percorso formativo di 128 ore, suddivise in 8 mesi (un week end al mese circa); i corsi vengono tenuti in un’apposita struttura ad Ovada in provincia di Alessandria.

Quali razze sono più idonee per questo tipo di lavoro? Come si fa a capire se il proprio cane è adatto a fare un percorso di questo tipo?

In realtà la razza è di secondaria importanza, la componente determinante in questo processo di valutazioni è senza alcun dubbio il carattere: Il “soggetto cane” dovrà essere docile sia con altri cani, che con le persone e dovrà avere come dote un istinto innato al salvataggio. Immaginando di valutare di inserire in una fase formativa un cane di giovanissima età (cucciolo) i comportamenti che andremo a ricercare saranno:

  • Guarda molto negli occhi.
  • Sta molto vicino al padrone seguendolo in casa (cane ombra).
  • Manifesta un atteggiamento di protezione e cura del nucleo familiare.

Partendo dal presupposto che è necessario un periodo di formazione di almeno 6/8 mesi il soggetto dovrà essere in grado di:

  1. Rispondere al richiamo.
  2. Non tirare il guinzaglio.
  3. Non mordere mani se gli diamo da mangiare.
  4. Non saltare addosso (anche per salutarci).

La Pet Therapy, sia a livello di attività che di terapia, è meglio effettuata se con con due cani, in quanto il tempo del quale possiamo beneficiare del lavoro di un singolo è limitato, pertanto è consigliabile averne a disposizione, nella stessa sessione, almeno due per poterli alternare. Nel caso in cui il cane sia stato adottato invece (come consigliamo sempre di fare) sarà sufficiente che emergano le caratteristiche sopracitate e che il soggetto al quale faremo riferimento non abbia assimilato memorie negative legate ad esperienze pregresse.

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