Le fusa che aiutano: la Pet Therapy con sua maestà il gatto.

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Le fusa che aiutano: la Pet Therapy con sua maestà il gatto.
 

Le fusa che aiutano: la Pet Therapy con sua maestà il gatto.

Cari Lettori, in questo articolo voglio dare spazio ad un altro animale che viene spesso coinvolto negli Interventi Assistiti con gli animali, sua maestà il gatto. Da sempre amato, temuto e rispettato, si calcola che in Italia sia rappresentato da qualcosa come una cinquanta di razze, senza contare i comuni meticci, che vivono per lo più in famiglia e in colonie più o meno numerose. Ma in che modo questi straordinari felini riescono a farci sentire meglio? I mici hanno effetti calmanti sul nostro organismo: aiutano a ridurre ansia, stress e problemi di insonnia. Questo “potere” è evidente a chi vive con un micio e, di recente, è stato anche confermato da studi scientifici, tanto che i gatti sono stati inclusi tra gli animali adatti per gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA). Non essendo una mia specializzazione, io infatti lavoro con i cani, ho pensato di chiedere ad una cara amica e valida collega di spiegarci in che modo questi straordinari felini riescono a fornire il loro supporto. Quindi lascio la parola a Tatiana Pestigiacomo, esperta in IAA, che vive e collabora con Raji una splendida Weimaraner, Shafi un regale gatto Siberiano e la piccola “tigre bianca” Nur, di razza Ragdoll ancora in formazione.

Le fusa che aiutano: la Pet Therapy con sua maestà il gatto.
 
“Nell’immaginario collettivo la Pet Therapy viene facilmente associata, al cane o al cavallo; tuttavia altri amici animali possono diventare, con i dovuti accorgimenti, validi “co-terapeuti”, per l’appunto, i gatti. In base alla mia esperienza posso affermare che apprendono e collaborano con la medesima sensibilità dei loro colleghi. Ma io, come ho deciso di intraprendere un percorso alternativo e, in parte, più complesso? Così….

Lui era il mio Amore, il mio adoratissimo Ghibli, perso dopo quasi dieci anni, a causa di un tumore. Questa creatura ha letteralmente cambiato la mia vita salvandomi dall’abisso della depressione e regalandomi un sogno da realizzare anche per altri: la Pet Therapy. La bontà, la dolcezza, la pazienza e la sensibilità che lo hanno contraddistinto mi hanno spalancato le porte di un mondo meraviglioso che ora, in qualche modo, mi appartiene. Ne abbiamo passate davvero tante insieme… troppe! Questo ha rafforzato il nostro legame, al tal punto che ho desiderato regalargli, a modo mio, un pezzettino d’immortalità per ringraziarlo di esser stato una parte tanto importante della mia vita. Ricordo perfettamente quanto i gatti mi affascinassero, ma anche che non sarebbero mai stati esattamente la mia prima scelta: la loro fama li precedeva ed io ero convinta di non essere idonea ad adottare una creatura indipendente e poco incline ai legami. Come mi sbagliavo! Abitando in una casa dove non era consentito tenere cani, ho deciso di provare a conoscere il mondo misterioso dei felini. Era fine dicembre del 2001, quando visitai l’allevamento di Ragdoll e bastò uno sguardo per innamorarmi perdutamente di quello che poi sarebbe diventato il mio micio. Così è cominciata la nostra avventura insieme. Ghibli stava sdraiato sul mio torace ogni qual volta che avevo un attacco di tachicardia, faceva cose buffe quando ero giù di morale, leccava le mie lacrime quando piangevo e non mi lasciava mai sola, come se sapesse quanto avessi bisogno di averlo accanto. Era perfino arrivato a rimettere tutte le volte che io avevo problemi di stomaco; la nostra era diventata una simbiosi totale. Impossibile, quindi, non accorgersi del suo essere speciale e curativo. Infatti, fu per non far “preoccupare”, agitare o soffrire lui, che cominciai a reagire al male che avevo dentro. Successivamente, nel 2009, frequentai un corso con Dog 4 Life, adottando anche un cane, Raji, al fine di rendere più completo il mio percorso e, nel settembre del 2010, diventammo finalmente un binomio di Operatori Pet Therapy. Con Raji successe circa un anno più tardi. Cominciò tutto con la consapevolezza che fosse importante permettere anche a coloro che non potevano avere un animaletto proprio, di beneficiare della meravigliosa influenza di queste creature. Purtroppo la malattia si impossessò di Ghibli e, nonostante un intervento e la chemioterapia, non ci fu nulla da fare. Avrei abbandonato, ma non potevo più, specialmente per lui. Un anno dopo la sua scomparsa, portai quindi a casa un altro micio: Shafi. Un maschietto di Siberiano cresciuto in tutto e per tutto, da me, come un cane. Shafi ha infatti imparato molti esercizi (seduto, op!, orsetto, batti il cinque, bacino, etc.), usa gli stessi giochi di attivazione mentale di Raji, non ha problemi con i cani (quelli equilibrati ovviamente), risponde al richiamo, conosce il valore del no, va al guinzaglio e, sebbene timido e riservato, si adatta pian piano ad ogni situazione.

Le fusa che aiutano: la Pet Therapy con sua maestà il gatto.
 
Questa sua grande flessibilità mentale gli ha consentito di entrare a far parte anche del mondo dello “spettacolo” con alcune pubblicità e film in collaborazione con Movie Dog, sezione Movie Cat. Esperienze di natura totalmente differente dalla Pet Therapy, certo, ma che lo aiutano a comprendere varie situazioni e “momenti di lavoro” attingendo sempre alle sue incredibili risorse personali fatte di pazienza, dolcezza e fiducia. Perché sono proprio queste tre caratteristiche a rendere fondamentale il rapporto con un gatto. I felini imparano e collaborano tanto quanto i cani. Hanno tempi differenti ed esigono grande rispetto, ma restituiscono le medesime soddisfazioni ed emozioni rendendoci dei privilegiati. Ricordo una seduta di Pet svolta con lui, mi rimarrà nel cuore più delle altre. Supportavamo la terapia di una donna, affetta dalla nascita da una malattia degenerativa. In quel periodo era molto depressa, dovendo smettere di utilizzare le stampelle, per passare definitivamente alla sedia a rotelle. Non esiste un modo per trasformare in qualcosa di bello, un handicap fisico che, indubbiamente, non lo è. Ovviamente non è possibile dire a chi soffre, che la sedia a rotelle sarà meglio delle stampelle, perché non è così! Tuttavia trovare il lato positivo di qualunque situazione è ciò che aiuta ognuno di noi ad affrontare le difficoltà della vita.Tutte le sedute si svolsero, fino ad allora, a terra. Per favorire totalmente l’interazione tra Franca (nome di fantasia) e Shafi. Gattonavamo tutti! Così facendo, lei ebbe così l’opportunità di usare entrambe le mani per accudirlo, giocarci, fare dei piccoli esercizi. Il giorno in cui si presentò per la prima volta sulla sedia a rotelle era piuttosto giù di morale e non si rese subito conto di poter svolgere la seduta senza aver problemi di equilibrio. Fu capace di gestire tutto in modo totalmente indipendente e Shafi contribuì a rendere unico quell’incontro, scegliendo autonomamente di “lavorare” su sedie e tavolo, portandosi al livello di Franca, come lei aveva fatto precedentemente con lui, svolgendo attività a terra. L’emozione fu intensa e la gioia tangibile. Poiché Franca, realizzò in quel contesto, che anche lei poteva per la prima volta nella vita, prendersi cura di un altro essere vivente. Nel mio piccolo, volevo assolutamente trovare un modo per rendere immortale il mio Ghibli, facendo conoscere la forza dellAmore che aiuta a migliorarsi, a crescere, a volte a guarire, il modo come oramai avrete sicuramente capito è stata la Pet Therapy”.

Che aggiungere a questo punto? Nulla, voglio solo ringraziare Tatiana per aver condiviso con noi la sua esperienza che è frutto di un lungo e professionale lavoro dove le emozioni ed il cuore sono sempre messi in primo piano. A presto quindi per il dietro le quinte sugli Interventi Assistiti con gli Animali! 😉 

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